venerdì 3 agosto 2012

American Pie: Ancora Insieme .


 
Non proprio insieme .

 Il liceo è stato fantastico.
Un periodo magico.
Poi però ci siamo diplomati e tutti hanno trovato un lavoro. Si sono sposati, hanno avuto figli e tutte le altre cavolate.
Nessuno di noi ha una vita perfetta, ma qualunque cosa succeda saremmo sempre amici.

Le frasi recitate dalla voce fuori campo nella parte finale del trailer, del film citato nel titolo del post "American Pie 8: Ancora Insieme", sono lapidarie.
Non mi manca il liceo, l'idea di averci a che fare mi scombussola, ma mi mancano gli amici, sopratutto ora che Davide è partito per Brescia. Ora che la sera quando esco trovo volti sconosciuti nella città dove sono nato. Ora che non sento più l'appartenenza ad un posto. Ora che vorrei metter radici da qualche parte come un albero e poter finalmente espandere le mie arborescenze.
Non ho avuto un periodo "magico" durante il liceo e mi manca quello che ne sarebbe uscito fuori. Non si può rimpiangere quello che non si è avuto, ma qualcosa in più di quello che passava il convento all'epoca l'avrei voluta avere, dato che gli anni a seguire sono stati torvi, duri e ce n'è voluta per uscirsene. Peccato, ma è stata così. 
 
Il materiale audio e video appartengono ai rispettivi proprietari.

venerdì 6 luglio 2012

Riflessioni sulla battigia della riviera Ionica .

Quanto mi permette di pensare il mar Ionio .
Ero sulla battigia della costa Ionica Messinese, quando camminando in un silenzio personale ed avvolto dal chiacchiericcio da spiaggia, riflettevo. La riflessione via - via si è approfondita dentro di me, immergendomi fino ad un nocciolo di argomento.
Riflettevo sul mio soprappeso, 108 kg, non sono pochi, tutto il mio organismo risente del fardello di 30 kg che porto appresso: piedi, ginocchia, schiena, cuore, il sistema è in sovraccarico. Perchè? Mangio molto di più e mi muovo meno, la voglia di assaggiare, provare pietanze fino a saziarmi è sempre la stessa o anzi è aumentata. In controparte, a seguito del lungo lavoro di analisi, le sessioni sportive snervanti ed estenuanti hanno lasciato il posto a puntate sportive sporadiche, non molto impegnative, per cui il peso ponderale ha preso la sua ascesa.
Perché questa voglia di saziarmi?
Perché ho questa fame nera che quando mi prende non mi molla?
Perché quando mi siedo a tavola ho questa voglia di mangiare fino a quando non percepisco la sensazione di sovra-sazietà nel basso ventre?
Ritengo che la sensazione di fame sia la fusione di due tipi diversi di appetiti: 1 alimentare ed 1 sessuale. Appetiti che scaturiscono da una bramosia profonda, nera che chiedono risposte. Voglie insoddisfatte, voglie messe da parte e rimandate, che con il tempo si accumulano e chiedono a gran voce di esser soddisfatte. Come?
La più facile e semplice delle due da saziare, è l'alimentare, per cui basta fare una buona spesa, cucinare bene ed anche da solo posso soddisfarla. L'altra? Anche qui subentrerebbe il fast-food, basta un pacco di scottex, un Pc e dieci minuti di tempo ed il gioco è fatto in solitaria.
Ma sono soluzioni parziali o un girare in torno alla necessità principale e primitiva di fame sessuale. Che abbia bisogno di andare al Ristorante? :-D

venerdì 22 giugno 2012

Il comico .


Almeno questo fa sorridere .
Erano oltre 2 anni che non scrivevo un post sull'argomento, anche perché per via della dieta mentale, avevo deciso di evitare gli argomenti o le occasione che mi riconduccessero a pensare all'armata Brancaleone .
L'altro giorno su Facebook mi imbatto in una notizia. La mia attenzione è catturata dalla foto del profilo: un personaggio dei Penauts. Credendo che fosse una mia conoscente Bip, mi soffermo a leggere sull'altrui bacheca.
Leggo il post la prima volta e non capisco nulla. Lo leggo una seconda volta e non capisco nuovamente niente; lo leggo una terza volta e sulla strada della comprensione non è che abbia fatto passi. Mi domando, sarà uno sfogo intellettuale criptico? Vedo se l'intervento ha dei commenti. Sii! Sono fortunato, forse riuscirò a captare dei pezzetti di argomento che mi sfuggono dall'altrui osservazioni.
Scorro i nomi degli interventi, l'elenco dell'armata si dipana.
Non curante di quella dieta mentale auto-imposta, inizio a leggere. Leggo i commenti la prima volta, se avevo dei dubbi, sono aumantati. Scorgo che quella che a detta di tutti è la più in gamba ha scritto un commento. Lo leggo speranzoso di capirci qualcosa, ma non comprendo nuovamente nulla. E c'è da dire che con quello del post aveva ed ha tutt'ora un buon feeling.
Ad un certo punto, scorgendo le risate e gli applausi negli interventi verso il "comico", snocciolo le possibili soluzioni:
O sono Io incapace di percepire la battuta, mentre gli altri se la ridono o sorridono.
O l'altro è incapace di fare una battuta come si deve.
Oppure la battuta c'è, ma l'umor, la sagacità, l'ironia e quannt'altro serve per far ridere è così flebile, sottile ed impercepibile che un rozzo come me non riesce ad afferrare.
Diciamocelo, quello del post passava/passa per il comico dell'armata.
Il bello è stata l'andata in onda su Facebook di un atto della comitiva brancaleone, in cui quello che definiremo "Il comico" faceva la sua entrata. Entrava, parlava, faceva una battuta che solamente lui e quelli dell'armata capivano e se la ridevano. Io trovandomi nel mezzo mi sforzavo di comprendere, mentre gli altri se la ridevano, Io pensavo. Dopo essermi arrovellato il cervello nell'estrarre il succo della risata dalla battuta, la sensazione era di succhiare una nespola invernale acerba! A me piace la frutta colorata, succosa e matura!
Agli inizi pensavo fosse un problema mio, poi notai un modo di ragionare delle persone incentrato sul ripetere schemi vecchi, consolidati e impermeabili di amicizia. Qunado lo capii ero bello e stanco di passare per l'incapace, cercai dell'altro altrove. Ma questa è un altra storia.
Continuate a ridere sulle battute del Comico, io mi faccio due risate spontanee:


L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.

martedì 10 aprile 2012

Come mi sento .



Sulle note di Gotye - Somebody That I Used To Know (feat. Kimbra) .

Le note del brano danzano come i martelletti sullo xilofono, la precisione di un piccolo tamburo che squote l'anima. Oggi ( o melgio ieri lunedì di Pasquatte 9 Aprile 2012) ero in auto sulla trazzera per Monte Scuderi, ascoltando la radio riesco a sentire il pezzo per intero, dall'inizio alla fine, concentrandomi sulle note. In quell'occasione ho sentito una sensazione di triste salirmi dal petto.
Nel pomeriggio visita a casa della zia Barbara, baci, saluti ed abbracci ed uno zapping sulla TV satellitare. Quando il caso si presenta, trovo la canzone su un canale musicale, volge al termine ma riesco a segnarmi un appunto mentale "somebody that..". Stasera tornando a casa la cercherò on – line.
Tornato a casa, è già Martedì, cerco il brano sul web. Trovo il video ed il testo. Lo sguardo scorre sul titolo della canzone " Somebody That I Used To Know", non mi sembra un titolo giulivo.
Una sensazione di tristezza mi si presenta in bocca, metallica e salata, come di lacrime piante sul palato molle. Scorro sui versi ed una frase mi colpisce, la parte cantata da Kimbra "you screwed me over ".. Tu mi hai piantato un casino. La frase di lui "Now you’re just somebody that I used to know" .. Tu sei solo una persona che ho usato per capire.
Amarezza e tristezza per quel che è stato mi assale, forse non ti ho capito, forse tu avevi già abbastanza casini nella tua vita ed un altro non ti ha aiutato.
Scusami.
Il materiale audio e video appartiengono ai rispettivi proprietari.

martedì 3 aprile 2012

Cosa è rimasto del passato ?

Un link rotto .

A volte mi capitava di cliccare sul link, per approdare pochi minuti sul blog. Lì mi sentivo strano, alieno, approdato in un altro pianeta, in un negozio di antiquariato dove tutto era rimasto fermo ed immobile, etereo, cristallino, come se fossero passati pochi istanti da quello che era successo. Una foto scattata prima di Gennaio e rimasta impressa lì. La guardavo per capire, sperando di trovare un nesso ed un senso a quello che sarebbe venuto dopo.
L'altro giorno, forse qualcosa si è destato, ho cliccato sul link; ma con mio dispiacere l'immagine sopra pubblicata ha preso il posto del blog. Ci sono rimasto male, come se avessero scoperchiato la tomba di una persona a me cara e ne avessero trafugato la salma.
Ora resta il link rotto, tutta la storia ivi raccolta e raccontata è stata persa, i byte che contenevano le foto, la musica, la scrittura a colori sempre diversi ma dallo sfondo costantemente nero sono spariti irrimediabilmente in un click.
Le parole che furono scritte sono state perse, le emozioni descritte andate, nessuno le riporterà indietro, sono morte, sono perse. Non ho neanche una salma da poter piangere perché come sospettavo qualcuno ha preso nuovamente l'ascia con cui mi fece a pezzi ed ha continuato a fare a pezzi quello che era rimasto. Terribile.
Ecco il link:

lunedì 2 aprile 2012

Ma non mi rompete i...

Cabasisi.

Ho trascorso gli ultimi 5 mesi della mia vita a dar retta a tante persone: conoscenti, persone care, amici, amiche, fidanzata, genitori, nonni, collaboratori, presidenti, vicepresidenti, segretari, consiglieri, tesorieri, cassieri, coordinatori nazionali, regionali e provinciali, morte e morti resuscitati, etc.

Sono lontano dal punto di non ritorno di saturazione, ma pirma di arrivarci e quindi di farmi un'altra rovinosa frattura psicotica dell'Io, metto un bel cartello/punto a cui giornalmente dar retta per scrollarmi di sopra un bel po di problematiche inutili, superflue e non essenziali.

Per cui avanti il primo di turno, il successivo invito di Alex Drastico riecheggerà nella mia mente:

domenica 25 marzo 2012

La Rabbia .

E' tornata sull'isola .

Sulle prime non ci volevo credere, poi con il passare del tempo i segni si sono presentati nuovamente.
Una serie di piccoli eventi che lasciano perplessi, non tanto te che li fai, quanto la perplessità negli occhi degli altri che ti stanno accanto: Una sfuriata mentre guidi il furgone, uno scagliare in fondo alla stanza le cose accatastate sul banco di lavoro, una difficoltà a sopportare la sfuriata altrui perchè ne hai già le tasche piene. L'evento 0 è stato urlare al telefono, a svuotare i polmoni, per una situazione in cui non riuscivo a dar voce alle emozioni provate. Urlai quasi a voler spurgare la gabbia toracica della vita che avevo dentro, da lì poi è iniziata un'escalation di eventi.
Oggi mi fermo un attimo, rileggo gli appunti di viaggio sparsi qua e la nell'isola e rifletto, oltre che a scrivere.

Ecco il link ad un Blog che mi ha dato modo di riflettere un po sull'argomento:



Buona lettura.

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.