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sabato 1 febbraio 2014

Cinica.

Cinica 001 .
La chiamata si chiude e con essa un'altra storia volge al termine. Finalmente quel peso che ti portavi dentro da più di un mese si è tolto, quella storia iniziata benissimo e poco a poco degenerata ha avuto un epilogo.
Forse non avresti dovuto farlo tornare a casa tua o forse non avresti dovuto andarlo a prendere all'aeroporto. Forse sarebbe stato meglio lasciarlo alla pensilina degli autobus dell'aeroporto, fargli aspettare il bus, magari farlo arrivare in centro, non rispondere al telefono già da subito se ti avesse chiesto informazioni per arrivare. Come dire, un minimo di furbizia l'avrebbe potuto mettere in guardia dal continuare sulla strada verso di te. 
Cinica 002
Forse non avresti dovuto aprirgli nuovamente la porta di casa, quello spazio combattuto a sacrifici e privazioni e più volte messo in pericolo dall'ultimo “Cretinetti” che si presenta nella tua vita. Forse quel cassettone liberato per lui ti servirà a te per altro, magari trovar posto ai tuoi attrezzi. Forse era meglio non lasciarglielo libero quello spazio, chissà cosa avrà creduto? Di certo che gliel'ho preparato per lui, che sciocco. Serve a me.
Forse era meglio festeggiarsi il compleanno da sola, con i miei amici ed i miei genitori, lui addirittura chiedeva di far venire un suo amico. A casa mia? Con i miei amici? Ma scherziamo? Già sarà un miracolo se riuscirò ad evitarmi una foto di compleanno senza lui. Il prossimo anno se ho un altro cosa gli dico? Ad ogni compleanno ho un fidanzato diverso?
Cinica 003
 
Forse avrei dovuto tirar fuori la scusa di esser impegnata più spesso, mi è mancata la mia libertà. Ma tirar fuori 3 volte la stessa necessità, su 6 giorni passati assieme, forse si sarà insospettito; l'ultima cosa che avrei voluto era una sfuriata di gelosia, non l'avrei sopportata così come non ne sopportavo la lentezza nelle cose.
Ieri l'ho sfanculizzato fuori casa con la scusa di dover pulire ed i preparativi per la festa, oggi faccio il bis con la scusa delle lezioni alle 3 di pomeriggio, che poi sappiamo Io e la Mia Amica che è solo una scusa per aver tempo per far altro..
Cinica 004
Basta devo smetterla di dirmi tutti questi forse, è arrivata la sua lettera e dovrei leggerla. Sarà piena di stupide cose smielate da adolescente invecchiato che carinamente dovrò sorbirmi per poi doverlo ringraziare e davvero mettere la parola FINE a questa scopata estiva durata troppo a lungo.

domenica 21 luglio 2013

La bugiarda .

Non è stato un film a lieto fine .
Nel mio scorrere di vita mi è capitato di conoscere una persona maestra nelle bugie, specializzata in quelle che sono definite bugie bianche. Con questo strumento aveva intrecciato una trama ampia e meticolosa di bugie su bugie, silenzi ed omissioni, per omettere e celare i fatti. Il tutto giustificato dal dire una bugia per raggiungere un bene “maggiore”. Maggiore per chi? Praticamente l'autorizzazione a dire il falso su molte cose. Il bello è che lo imparò al catechismo in chiesa. Colpa della catechista? Direi proprio di no, ma più che altro uscì fuori quella sua parte falsa.
Poverina ...

venerdì 18 febbraio 2011

Il casto Giuseppe .

Padre di Gesù.

Dal Post intitolato "Tanto lavoro per un Post", varie strade si sono aperte, una di queste è la figura del casto Giuseppe.
Chi è Giuseppe? Per la religione Cristiana cattolica, il padre putativo del Cristo, colui che riconsoce Maria quale sua sposa e ne accetta il figlio in grembo. Figlio di cui non è opera sua il concepimento.
Lasciando stare gli sviluppi Teologici della figura di Giuseppe, quello che vorrei cogliere e riprendere è la scissione tra l'atto del procreare e le successive responsabilità conseguenti al procreato. Giuseppe si prende tutti gli Oneri ed Onori della parte successiva al concepimento.
Questa scissione tra Azioni e conseguenti Responsabilità, è un argomento che per un po di tempo mi ha dato filo da torcere nel pensare, sia a livello personale, familiare, amicizie, conoscenze, associativo, politico e sociale. Un nodo abbastanza grosso, che almeno ora riesco a focalizzare e definire. Ma che credo proprio ora come ora posso solo mettere un punto e non proseguire l'argomento.

mercoledì 9 febbraio 2011

Profumiera 07 .



Sedurre ma con quale fine?

Nel trovarsi nel gioco della seduzione, le parti ed i ruoli coperti sono vari, può esserci quella che seduce e chi si vorrrebbe sedurre .
Mi è capitato con qualche ragazza di trovarmi dalla parte di colui che vorrebbero sedurre, ma sia ben chiaro un particolare, un sedurre fine a se stesso, senza uno scopo finale collegato al sedurre e cioè diventare intimi. Parafrasando le parole dello schetch: Solo per procurarsi "lo spasso". Capiii l'antifona, a volte tardi e via via sempre prima man mano che i casi si presentavano, presi io il bandolo della matassa, avanzai ed il gioco finì.
In altri casi dove al fondo della seduzione c'era una reale intenzione, ci fu un gioco delle parti, uscii dal ruolo di assediato e passai al sedurre. C'erano dei particolari che segnavano la differenza: si sentiva l'odore di donna, della persona che voleva qualcosa di reale, negli altri casi erano figure di cartone disegnato e patinato, senza consistenza. Come finì? Con una parte bene, con l'altra a nulla.
La profumiera utilizza la seduzione per porre l'altro in una posizione passiva: chi lei vorrebbe sedurre. Magari in un contesto fuori luogo ed inaspettato a prima vista, ma con un chiaro scopo suo: ottenere un vantaggio specifico e tangibile. La ragazza mettere l'altro in difficoltà, la donna ottenere un vantaggio (lavorativo, economico, sociale). Povere femminaliste del nuovo millennio.

venerdì 14 maggio 2010

Credente, Agnostico, Ateo .

Varie opzioni.

Il Credente ( monoteista / politeista ) è colui crede in Dio / nelle divinità .
L'Agnostico è colui non Crede ma non riconosce l'esistenza di una divinità .
L'Ateo è colui che nega l'esistenza di una divinità.

Fintantoché parliamo di religione, sappiamo che i popoli si sono scannati ed ammazzati per la religione che alla fin fine è un fatto personale, il problema è quando si crede che religione/filosofia sia il proprio animo, la propria persona, la propria psiche.

Anche qui si potrebbe giocare al Credente che crede nell'esistenza di un animo/psiche; all'Agnostico che non crede nell'esistenza dell'animo ma riconosce l'esistenza di una qualche forma di psiche, fino ad arrivare all'Ateo che nega l'esistenza della psiche.

Cosa ti risponderà l'Ateo? Non si può misurare e quindi non esiste. Peccato che su certi argomenti non esiste un metro fatto di centimetri, pollici o millimetri, che con il tuo calibro potrebbe andare a misurare. Forse per dargli una dimensione reale esiste il tempo che scorre per provare a capire cosa sia, ma la cosa importante è cercare di ascoltare, se sei fortunato capire, e se sei in gamba accettare quella tua parte di te.

Sull'argomento non si parla di questione di fede o non fede, qui si parla di un substrato reale, concreto, fluido ed esistente che ognuno di noi porta dentro di se: il mare delle emozioni e delle sensazioni umane, primordiali, profonde ed intense che abbiamo dentro di noi. Ignorandolo del tutto, si ignora una grossa fetta di vita, da cui possono nascere, nascono e nasceranno davvero seri problemi.
Per ora ho una persona cara che per tanto tempo ha ignorato del tutto questo mare, sopratutto quando il mare altrui era malato, convinta dall'ateo dell'inesistenza del mare interiore. Oggi si trova lei con il mare malato e l'ateo è nella merda perché non sa che pesci pigliare.

mercoledì 14 aprile 2010

Sempre sbirro sei .



Spezzone tratto dal film “Il Commissario Montalbano, Tocco d'artista”.

- Salvo!
- Si?
- Hai sempre l'anima da poliziotto, eh?
- Eh.. Perché?
- Ti sei fatto dire da me quello che volevi, ma di te? Di te non mi hai detto niente.
- E che c'è da dire di me, non c'è proprio niente da dire. Ciao!
- Ciao Salvo.

In questa scena a due, abbiamo il piacere di vedere da una parte il personaggio del Commissario Montalbano, splendidamente interpretato da Luca Zingaretti, ed una Maria Bianca D'Amato nel ruolo del personaggio non protagonista Anna Tropeano. L'attrice interpreta il ruolo in maniera meravigliosa, data dalla sua precisione nell'assembleare idee, concetti, pensieri ed emozioni.
Questo spezzone di film nella mia vita personale l'ho visto girare e rigirare tantissime volte, tra amici, conoscenti, in facoltà, a lavoro, quando studio ed anche in famiglia.
Sopratutto nell'ambito dello studio e della famiglia, questa scena (qui perfettamente incorniciata ed interpretata) l'ho vista e rivista centinaia di volte. L'ho vista quando studiavo, rimanevo indietro per una serie di problemi assurdi che andavano dal tempo perso per raggiungere la facoltà quando si sarebbe potuto ottimizzare i tempi, all'assenza di libri cercati affannosamente e disperatamente pur di risparmiare £ 1'000, al tempo perso in aula quando invece serviva e serve tutt'ora della corsia, a rapporti familiari dove un componente invece di esserti fratello faceva e fa tutt'ora lo sbirro, indaga sulla tua vita, prende le informazioni per come e dove gli servono (come se si dovesse riempire un casellario giudiziario), per i suoi fini (alla fine dovrei essere quello “strano”), magari mettendo in ridicolo o svalutando gli altrui traguardi, successi, operati. Per poi uscirsene con frasi da perfetto sbirro: Non c'è nulla da dire su di me. Forse dall'altra parte bisognerebbe dire, che è meglio che non parli, ci sia silenzio, se no uscirebbe fuori una valanga di merda che seppellirebbe, dato che si preferisce predicare sugli altri e distogliere l'attenzione da se stessi.
Il bello del filmato è che ha un inizio ed una fine, che se uno Vuole può andare a vederselo e rivederselo, Quante C...o di Volte Vuole, sopratutto Quando Vuole. Peccato che io del mio filmato me lo sono dovuto vedere, rivedere, ri-rivedere, ri-ri-rivedere e stravedere anche quando non ne avevo voglia, quando avevo bisogno di altro, quando non lo volevo vedere, quando volevo vedere altro, quando avevo bisogno di una mano piuttosto che di un interrogatorio.
Oggi posso dire che di comportamenti da sbirri nella mia vita non ne voglio sentire l'odore. Se dovessero capitare e li riconosco, non è detto che sempre devo rispondere, che se ho deciso di parlare, posso pure decidere di non parlare, che la cosa è in entrambe le direzioni, è valida sia per A che per B, che se non voglio rispondere, non rispondo, che se gli altri hanno deciso di fare gli sbirri nella loro vita, io ho deciso di parlare, nel bene e nel male, con pregi e difetti che entrambi mi appartengono.

giovedì 3 dicembre 2009

Arcobaleno .

E mettiamoci pure questo .

E' nell'aria, sospesa tra le nuvole nell'etereo blu ed i folletti pacioccosi che allegramente salgono e scivolano sul suo dorso. Ride sempre, di un sorriso ebete, sembra quasi mostrare il lato buono dell'umano, ma se guardi la maschera, noti un costrutto di falsità che la avvolge. Meglio non smuoverla quella maschera, quello che c'è dietro fa paura .

Sii prudente dalle deduzioni tratte da ciò che leggi: ciò che pensi potrebbe non essere ciò che chi ha scritto ha inteso.

martedì 24 novembre 2009

Profumiera 06 .


Il parlare della profumiera può essere poco chiaro ed allusivo. Il discorso è nebbioso, composto da frasi senza senso compiuto, pieno di finestre aperte dove si può capire tutto e niente.
La frase può essere troncata all'improvviso, lasciando  tutto in aria, aumentando la sfumatura del discorso.
La nebbiosità del discorso che ne esce fuori non permette di capire cosa si stia dicendo, per cui ci si affida ai sentimenti, ma questi sono invasi dai messaggi allusivi , per cui pensi che alludano all'ambito sessuale.. Mentre invece si parla di altro. 

martedì 23 giugno 2009

Truzzi .



Finalmente hanno un nome...

Era un po' che cercavo di dare o trovare un nome a questo prodotto dell'Italia di inizio millennio ed il caso aiuta chi si guarda attorno.
L'altro giorno mentre ascoltavo la radio, il DJ fece partire il pezzo “susy la ragazza truzza” ed il ritmo mi colpì.
Fatta rotta su Youtube recuperai il pezzo in questione e tanto altro materiale, mio Dio quanto.... C'è da far restar secco il cervello.
Con questo post si apre una serie di pubblicazioni sull'argomento, o forse nulla perché a ragionarci su mi si secca quel poco di cervello che mi è rimasto funzionante :-D Vediamo...

domenica 7 giugno 2009

Armiamoci e partite .

Locandina dell'omonimo film.
La mia esperienza in ambito associativo ed umano mi ha permesso di veder passare molte volte figure sul ponte della vita che sposavano la filosofia dell'armiamoci e partite. In cosa consiste? Cercherò di esprimere il mio punto di vista.
Tutto parte dal presentarsi di un problema, un evento negativo da superare o un traguardo positivo da raggiungere, dove si vuole raggiungere un obiettivo, in pratica un qualcosa dove più persone sono coinvolte a convergere su un unico traguardo.
Sul cosa raggiungere esce fuori la megalomania dei buoni propositi, escono fuori i sogni più repressi delle persone, tutto quello che non si è riuscito a concludere nella propria esistenza privata viene messo fuori e gettato sul piatto della discussione. Sempre sul piatto si escono dei principi nobili, intenzioni buone, si comincia a volteggiare in un valzer di buoni propositi dove se uno propone come buono proposito “1”, l'altro gli fa eco con “2”, innescandosi un rischioso rialzo del buonismo che punta a traguardi che si allontanano ad ogni puntata di buoni propositi. I traguardi si fanno sempre più lontani, magari si puntano a quelli visti in TV, magari di altri paesi o città come Roma o Milano, che si vorrebbe emulare sul posto scordandosi dove si è.
Quando poi le lingue diventano secche ed impastate, i cervelli ebbri di esaltazione, il posacenere colmo di mozziconi di sigarette e si ha il cervello che non sa più rispondere alle semplici domande per poter fare : Chi? Dove ? Quando ? Perché? A quel punto c'è la partenza. Tutti abbandonano il posto, convinti che “QUALCUNO” si prenderà carico di trasformare in realtà le troiate mentali sparate per ore di fila. Fermo restando che le persone interessate stesse che l'hanno sparata più grossa, se la faranno alla larga, pensando che quelli che sono stati in silenzio faranno.
Ieri era un po il gioco del ceto dirigente che progettava e lasciava ai ceti sottostanti la realizzazione. Oggi tutti, ma proprio tutti progettano ( o meglio fanno a gara a spararla più grossa ) credendo che altri mettano in pratica le loro idee partorite. Peccato che la gente sogna sogni collettivi piccoli a dimensioni personali e l'epoca dei sogni collettivi condivisi basata sulla collaborazione e sull'ognuno fa la sua parte, dove chi progetta punta a cose reali e necessarie alla realtà locale e chi fa da la sua disponibilità, è bella e passata.
Chiudo con un aforisma letto su un gruppo di Facebook di sostegno e che sintetizza la filosofia dell'armiamoci e partite:

Amici di NOME statele accanto, non lasciatela mai sola, fatela svagare anche se la sua mente avrà un pensiero fisso.

Chi ha scritto si ammanta di buoni propositi dicendo ad altri cosa fare, autoescludendosi dalla realizzazione, perché ci sono delle scuse da tirar in ballo per tirarsi fuori dalla realizzazione delle cose da fare proposte.

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.

venerdì 30 gennaio 2009

Profumiera 05 .



Modi di fare: un esempio.

Continua il viaggio in questa bella figura allegorica che capita di ritrovarsi nella vita, c'è la versione locale, la variante Italiana, ma anche oltre mare si rischia di trovarla, pure su internet.
Il video in questione l'ho trovato su Youtube. In primis mi ha lasciato un po sconcertato e sorpreso, ma nel momento in cui ho ricollegato la ragazza alla figura della profumiera, mi sono pisciato dalle risate.
Cosa ha di profumiera la tipa? Semplicissimo, il modo di fare! Per affermare la volontà di esser sedotta come vuole lei, sceglie un modo di comportarsi dove utilizza i mezzi della profumiera.
Inonda l'interlocutore di una serie di segnali sessuali: Tette ( da riconoscere belle ) sparate in primo piano ed ostentate, cosce ( col loro fascino ) stampate per farsi vedere, vestito trasparente esaltante la curvatura dei fianchi, capelli lunghi mossi e rimossi, schiena mezza spoglia su cui esalta un reggiseno nero su una pelle bianca, il tutto meravigliosamente veicolato in un canale di comunicazione schermato e blindato, dove chi assiste è bloccato. Per cui chi lo vede, se non si rende conto della figura che ha davanti rischia di prendere lucciole per lampioni.
Si spera che nella vita di tutti i giorni, non ci si ritrovi con femmine che si comportano in modo così eclatante da profumiera come nel video. Ma di certo se per passare avanti, la collega mostra a colui che decide le tette per ottenere quel che vuole e riesce ad ottenerlo in base a cosa mostra, di certo ci sono dei danni, rischi e problemi per tutti.
Il primo danno è per la profumiera, professionalmente poco affidabile. Il secondo problema è il coglione decidente, che scambia il momento in cui ragionare per l'azienda con i momenti privati per pensare a “determinate cose”. Il terzo danno è per il penalizzato, a cui rode più di tutti perchè ha perso e non è stato scelto sul merito mentale.
In queste occasioni ci dovrebbe essere un senso comune nell'affrontare il problema, la profumiera può pure mostrare, ma dall'altro lato il decidente ed il penalizzato ( maschio o femmina che siano ) dovrebbero entrambi far fronte comune, facendo notare l'inadeguatezza del luogo dove sono offerti certi articoli e prendendo le distanze dall'offerente. Ma si rischierebbe di finire sulle massime comportamentali, di predicare e non ne ho proprio voglia.

sabato 24 gennaio 2009

Profumiera 04 .


La tipica ragazza italiana.

Sulle note della canzone “La Tipica Ragazza Italiana”, torno su un argomento da un pizzico di tempo lasciato in disparte, e cioè la “profumiera”. Quarto capitolo della serie in cui cari lettori affronteremo un punto: Gli accessori .
Elementi del vestiario non indispensabili, superflui e non necessario, definiti per l’appunto accessori, diventano per la profumiera elemento indispensabile per mandare segnali di se ed attirare l’attenzione, un po come quando si lanciano le esche per i pesci.
Partiamo dalla borsa, firmata e griffata, arriva prima lei che la proprietaria. Ostentata con un porla in primo piano alla visione dei presenti, magari piazzata sul tavolo del bar quando si siede, o messa in bella mostra mentre si appoggia al bancone o alla cabina del telefono. Sta ad indicare un messaggio visivo di invito a prender visione di lei .
Poi ci sono i gioielli a patacca, grandi e vistosi. Il più delle volte bigiotteria in vista, il cui obiettivo è creare un gioco di illusioni e immagini. Per esempio si può ricorrere ad un vistoso ciondolo cadente precisamente nello spazio del seno e mostrato con un doppio fine: da una parte portare lo sguardo in zone private, in modo da inebriare la vista; in seconda battuta ampliare con un gioco di contrasti, luci e ombre il volume delle coppe, sempre con l’obiettivo di bombardare con segnali visivi.
Arrivano poi gli occhiali. Grandi, grossi, vistosi, dalle lenti nere incorniciate da montature sgargianti e vistose, dove le stanghette si fondono con le lenti coprenti gli occhi al fine di creare una maschera subacquea avvolgente lo sguardo da ogni dove. Anche se sera inoltrata, la profumiera indossa l’accessorio, al fine di trincerarsi al suo interno, vedere ma non esser vista, scrutare, osservare senza che l’altro se ne accorga, volendosi posizionare in una condizione di superiorità, da cui poter inebriare l’altro ma senza esser coinvolta.

mercoledì 21 gennaio 2009

Il ponte del veliero .

Il ponte del “vascello” pirata.

Stavolta più che di un nuovo lembo di terra dell'isola di Melee, si tratta di una dependance, dato che un ponte di nave sulla terra non è che si sia visto, a meno che la nave non si sia arenata o altro.

Scherzi a parte, in questo nuovo angolo di riflessione trovate tutte le figure che possono transitare e sfilare su un ponte di una nave: mozzi, marinai, guardiamarina, sottufficiali ed ufficiali. Ma anche personaggi, o persone il cui modo di il cui modo di fare è riportabile ad una maschera indossata, in pratica un ponte di nave anche un po palcoscenico di teatro dove si avvicendano i vari personaggi della commedia della vita, con le loro caratteristiche, i loro pregi, i loro difetti, le loro pienezze e le loro lacune.

Il nuovo spazio nasce sempre in funzione di necessità. La primaria è cercare di svuotare lo scaffale de “Il microscopio allontanatore”, oggetto di miei numerosissimi post e coacervo dove trovarvi qualcosa è a dir poco difficile; insieme a qualche post de “ Il mirino del cecchino”. Come tutte le cose belle, originano altri figli, tante nuove idee, che proliferano e si ampliano per poi presentarsi come validi strumenti.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura, mentre vado alla ricerca dei vecchi post in cui già in embrione vi erano le idee qui puntualizzate e chiarificate con questo nuovo spazio.

AVE ATQUE VALE

martedì 28 ottobre 2008

Puttana.

Ti muovi tra macerie, polvere e calcinacci .

Puttana sei, inutile aggiungere altro.
Se passi ancora da questi lidi e leggendo questa parola ti senti male, mi dispiace, della peggior razza di zoccole sei.
Sputavi tanto sull’esprimersi al mondo, ma alla fin fine non fai altro che bazzicare tra le righe di questo posto per sapere qualcosa di me.
Meretrice zuppa d’odio, dal volto mascherato, perché devi celare cosa hai sotto: un addome fradicio da cui genereranno altre zoccole come, o perfetti bastardi di padri che mai li rivendicheranno.
Mi fai schifo e maledizione a me quando ti presi in considerazione.
Meretrice del peggior bordello frequentato dai peggiori malati saniosi.
L’immagine appartiene al rispettivo proprietario.

martedì 24 giugno 2008

Profumiera 03 .


Altra puntata della serie : Profumiera. Stavolta miei cari lettori, considereremo la Biancheria Intima.
Wow.. W la Mercedes..
La biancheria intima è un elemento del vestiario a mio parere stupendo, se ben abbinato e scelto, con quel pizzico di sensualità può valorizzare molto la donna, ma si deve capire l’uso che se ne vuole fare di questa valorizzazione. Di certo prendo le distanze sia dall’eccessivo coprire che dall’estremo scoprire, dato che il troppo non va bene.
Nel caso della Profumiera la biancheria intima viene utilizzata, ad uno scopo preciso: dare sempre odore di se all’altro, in modo da inebriarlo.
È l’esempio del classico tanga per accentuare la rotondità dei glutei, in maniera che l’occhio vada a cadere sul sedere. Non è che voglia condannare il tanga di per se stesso, ma se messo in un contesto dove si vuole mostrare troppo, i conti non tornano.
Abbiamo anche il reggiseno, magari dalla asticella trasparente, dove l’obiettivo è ampliare il più possibile la scollatura del vestiario e quindi far vedere tutto e di più.
Se l’intimo è abbinato al vestito, ne esce un tocco di classe. Se l’intimo viene mostrato: nei pantaloni a vita bassa, nelle magliette con la pancia scoperta, diventa an

lunedì 23 giugno 2008

Profumiera 02 .

Illusione ottica nel deserto: sembra un gigantesco ombelico femminile.

Stavolta parliamo del vestiario della Profumiera, di cui lei ( come per il porco ) nulla spreca, dal taglio, al colore dell’indumento.

Si presenta ben vestita, dove nella scelta nulla lascia al caso. Il taglio dei vestiti è un elemento importante, perché è in funzione delle parti del corpo da valorizzare, un esempio ne è la scollatura.

La scollatura valorizza ciò che c’è o carica quel poco che si ha. Se poi l’apertura fa intravedere il seno ( lo spazio intercorrente tra le due mammelle), la cosa diventa evidente, perché è in funzione dell’invito dell’occhio altrui a guardare, in modo da distoglierne l’attenzione.

Poi abbiamo la magliettina, maglione ( anche di inverno ) e camicia, sopra l’ombelico, anche associati a pantaloni a vita bassa . Lo spazio di cute che si intravede del tronco, ha due facciate: l’anteriore e la posteriore.

La parte anteriore riserva nei peggiori dei casi il gradino di panza, oppure un addome piatto e liscio, nel peggiore dei casi due spuntoni ossei ( i processi tuberali dell’osso del bacino ), ma in quel caso siamo nell’anoressia.

Posteriormente si mostrano un po’ di particolari in più. Troviamo la schiena ( sensuale di per se stesso ), le maniglie dell’amore ed in particolar modo l’inizio dei glutei, in modo che se malauguratamente ti dovessi trovare dietro, guarda caso l’occhio cade su… ciò che si vuole mettere in mostra.

Nei vestiti possiamo avere anche il gioco dei colori. Certi abbinamenti o accostamenti sono in funzione dell’effetto desiderato.

Se si indossasse un bel pantalone bianco, colore che personalmente considero splendido, li iniziano i guai. Guai perché può essere associato ad un sottostante perizoma nero, per cui l’effetto occhio sul gluteo viene amplificato. Oppure si rischia di trovarsi la classica camicia bianca abbinata ad un sottostante reggiseno, nero, al fine di catturare l’occhio. E tante altre combinazioni, che in questo momento mi sfuggono.

Che dirvi? Se non buona improfumata!


domenica 15 giugno 2008

Profumiera 01.

Profumiera in bronzo .

Se si prendesse il vocabolario di italiano, alla voce “profumiera” troveremo:

vaso, spec. di foggia artistica, in cui sono contenute o si bruciano sostanze profumate.

Ma qui non voglio trattare il vaso in se stesso, quanto la figura allegorica che mi sono ritrovato in giro, cioè la “Profumiera”, con la “P” maiuscola.

La Profumiera è il classico esempio di ragazza cosciente del suo corpo e della bellezza che ha addosso, che utilizza come arma per ottenere ciò che vuole.

Il soggetto ha una serie di elementi che vanno dal vestiario (soprattutto), intimo ( non ci crederete), accessori ( pure loro ), al profumo ( fresco anche alle 8 di sera ), al modo di parlare ( tono calmo e caldo ), ai modi di fare ( vicina ), che nell’insieme danno questa bella figura.

Scrivendo mi sono reso conto che più scrivevo e più trovavo idee da fermare, con questo primo post, si inaugura una serie dove si cercherà di vedere l’argomento sotto vari punti di vista.

Buona lettura e buona critica in cuor vostro.


sabato 22 settembre 2007

L’ipocrita .


Sto ripetendo gli ormoni ipofisari, circa una decina di nomi e sigle, un totale di una ventina di sinonimi con cui chiamare le molecole e l’aggravante della doppia lingua Inglese / Italiano. Sento squillare il cellulare un serie di volte, mi fermo e vado a controllare.

2 sono gli SMS dei miei, beati loro in Egitto, uno è di un collega, l’esempio vivente dell’ipocrita e rappresentante degli ipocriti che nel mio escursus studiorum mi assillano e mi cercano.

Lo riconosci subito perché attraverso un’azione falsamente virtuosa ( ti pensa mandandoti un SMS ), simula falsi buoni propositi ( chiedendoti come stai ) per dirti che lei ha esame.

E guarda caso l’esame che deve sostenere è proprio quello che tu ti sei tolto rompendoti il culo sbobinando le lezioni. Lezioni registrate si su cassette, ma il professore è affetto da una emiparesi facciale, parla male, la registrazione è una merda perché l’aula è impestata di colleghi che non gliene fotte un cazzo della lezione e sono lì per l’obbligo di frequenza e quindi parlano, c’è brusio di fondo, ti sei sciarriato con il calabrese di turno per sederti davanti, l’italiano il prof non lo conosce e per di più per sbobinarlo ci hai messo 2 mesi di duro lavoro ( una cosa come 8 / 10 ore al giorno per una cinquantina di giorni ). Tuo fratello ti cazzia perché non serve a nulla sbobinare, tuo padre ti rompe i ciglioni perché non vai avanti con lo studio e tua madre ti pressa perché non fai nulla.

Ed io dopo tutte le pene dell’inferno che ho passato per fare la dispensa di appunti la do all’ipocrita? Ma manco fottuto o pagato.

Se alla fine di questa falsa azione virtuosa, vorrebbe ottenere il favore degli appunti, se lo può scordare. Così almeno inganna qualcun altro e tanto meno non gli devo parlare dei miei problemi quando ci vediamo a cui risponde sempre con le sue buone qualità.

Tutte le immagini appartengono ai rispettivi proprietari.


giovedì 13 settembre 2007

Piglia in culo .

L’immagine rende l'idea della posizione .

Avete visto l’immagine? L’avete ben focalizzata? Iniziamo.
Il piglia in culo è un tipo di persona, capitati a tiro, descrivibili per varie caratteristiche che in questo post voglio focalizzare .
Lo riconosci da come ti saluta, flette il torace eccessivamente in avanti, quasi si inchina. Il tono di voce è squillante, come se volesse richiamare la tua attenzione tra la folla, anche se siete soli per strada.
Quello che gli gira in testa lo capisci subito da come si avvicina, dato che ha due modi di rivolgersi:
1. Da grande ammiratore se hai qualcosa che lui vorrebbe.
2. Da perfetto sconosciuto se non hai nulla che lo interessi, addirittura ti schifa.
Iniziando a parlarti, ti investe da un apparente profondo rispetto nei tuoi confronti, apparente perché cela la sottostante invidia per quello che hai e che lui vorrebbe. Nel momento in cui si rivolge, ti riconosce quale persona di ritegno, di alta autorità, con una posizione sociale elevata, maggiore di quella che realmente hai, te ne accorgi dalle troppe lodi e meriti tessuti .
Alle tue idee ostenta totale approvazione, che sfiora l’obbedienza passiva, da servo, come se parlasse il DOMINE latino.
Attento alla tua femmina, gli si rivolge con formule di saluto appiccicoso, brillandogli gli occhi quando la guarda.
L’immagine postata rende l’idea della posizione in cui Il piglia in culo si mette, cioè si pone in modo che voi gliela potete mettere nel c***o e godere, in modo che dopo potrà chiedervi o prendersi quello che vuole.


Tutte le immagini appartengon oai rispettivi proprietari.