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mercoledì 30 dicembre 2015

Risvegli .



Marco Pantani l'ultima grande salita
Perchè non chiuderlo .

Manutenzione al blog, alcune immagini sono cadute, altri video sono stati cancellati.

Mi imbatto sullo scaffale “Risvegli” e noto che è un po affollato. Leggo; credo che si possa chiudere e far convergere in maniera organica e fluida in un altro reparto, magari “Up & Down” .
Possono andare nell'altro scaffale, prender posto e riempire i vuoti tra un “libro” e l'altro, dando corpo e continuità alla scaffalatura, ma altri concetti all'interno dello scaffale non ci stanno.
Sono concetti ed idee che nascono come “illuminazioni”, sono intuizione, un affacciarsi di nuovo alla vita dopo tanto tempo che dormivo, un tornare su un argomento con la visuale cambiata e proiettare sull'argomento una nuova luce.
E' la loro essenza, anche se potrebbero andare nel cassetto “Up et..” hanno più forte la valenza di intuizione e non di organicità.
Un momento di uscita fuori dagli schemi, che permette di analizzare le cose come di una fuga in avanti, che ti permette di vedere l'insieme meglio, ma perché sei uscito dal gruppo, dalla massa, hai visto l'insieme, hai avuto una visione migliore, ti sei illuminato (chiamalo come vuoi) e poi sei potuto andare avanti meglio.
Un po come quando la mattina presto prendi le migliori decisioni a cervello fermo. Sono delle bellissime intuizioni, hai la mente fredda e riesci a guardare le cose con un briciolo di distacco e quiete. Oltre ad avere uno spazio ove allocare la sensazione di sdegno e repulsione per tutto ciò che è proseguito senza di Te.


Il mariale audio/video appartiene al rispettivo proprietario.

sabato 8 novembre 2014

Compleanno 2014 .


Il caso ha voluto che la camminata a monte Scuderi venisse spostata la domenica del mio compleanno. Quale migliore occasione di continuare la bella abitudine inaugurata l'anno scorso, di trascorrere la giornata come meglio mi aggrada? Cioè compagnia, camminare, parlare e condividere. L'occasione mi permette pure di spuntare uno dei buoni propositi fatti per il 2014 e cioè salire su Monte Scuderi, mentre altri propositi mi attendono.
Organizzo la partenza a mio solito, punto l'orario di arrivo e come un salmone risalgo a ritroso le varie tappe. C'è una piacevole sorpresa, il papà di Paola, Pasquale, da subito si mostra esser una persona squisita.
La giornata promette bene, ma il tempo non è dei migliori. Nuvole e vento si ammassano nella vallata della Santissima, ma fortunatamente ho l'attrezzatura per fronteggiare la situazione, fino ad un certo punto però, in quanto poi inizierà a tirar mal tempo forte e dovrò riorganizzarmi al meglio per resistere e proseguire con la camminata, cioè niente più macchina fotografica reflex e vestiario rimodulato per affrontare un tempo da lupi, con raffiche di vento e pioggia. Ma il richiamo della montagna è forte e la voglia di proseguire in questa avventura tanta.
Continuo a camminare, cerco un compagno di viaggio con cui poter confrontarmi e parlare, provo prima a chiacchierare con Melania .

lunedì 1 luglio 2013

Status .

Pezzi di ingranaggi .
Il 16 di Marzo del 2011 ero in giro con il motore per testare il contachilometri parziale, quando ad un certo punto un concetto mi si è fatto strada: Come definire i diversamente abili? All'idea ci avevo già pensato in precedenza, ma in quel giorno volevo provare a trovare un senso al discorso. Non ci sono riuscito, ma leggendo successivamente "Vieni via con me" di Roberto Saviano, al capitolo 6 "la meravigliosa abilità del Sud", mi ha colpito il seguente paragrafo:

E' il 2002, sono passati sei anni dalla confisca. L'allora commissario prefettizio pro-tempore di La Mezia Terme Dino Mazzorana (Il Consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazione mafiosa) chiede a don Giacomo se se la sente di prendere possesso della casa che nessuno vuole. Don Giacomo accetta, non aspettava altro. Ha questa comunità di persone intorno a sé, con famiglie che non riescono ad accoglierle, cacciate dal proprio posto di lavoro, che hanno bisogno di ricostruirsi una vita quotidiana, di un posto dove vivere. Ha con sé persone distrofiche, persone con difficoltà motorie, persone con problemi cognitivi. Dice di sì..

Ci sono persone "diverse" quali: ciechi, sordi, muti, distrofici, persone con difficoltà motorie e persone con altri problemi, i problemi cognitivi. Mentre per un cieco la diversità salta all'osservazione: non vede, per il sordo non sente, per le persone con difficoltà motoria mancano interi arti o se sono presenti essi non funzionano, per coloro che sono nella categoria "problemi cognitivi" il problema è: come fai a far capire all'altro che hai un problema cognitivo? Lo può vedere? Diciamo che è un po difficile, se poi non c'è disponibilità a capire, il tutto finisce per esser bollato come "filosofia".
Immaginate di avere dei problemini cognitivi, ed immaginate che chi vi sta accanto non li voglia sentire sia perchè non è in grado, sia perché questo vuol dire scoperchiare una fossa comune in cui ha gettato buona parte della sua vita che non gli conviene. Otterrete un bel casino. Quello che ho in testa.. Ma quello che ho in testa è dentro la mia testa ed è coperto da uno strato di capelli (quando c'erano), cute, sottocute, muscoli pellicciai, periostio, osso, le tre tuniche avvolgenti il Cervello e finalmente l'encefalo.
Il problema sta proprio lì, tra gli "ingranaggi" della tua testa, quello per cui te ne rendi conto sono gli effetti: nei pensieri, nelle azioni, nel parlare, nel come vivi le emozioni, nelle giornate che trascorrono come i buchi di hemmental, o come formaggio gruviera in cui è ridotta la memoria.
Capisci che qualcosa non va bene, arrivi alle soluzioni prima degli altri per pochi secondi, ma non riesci ad avere le parole per esprimerle, vedi passarti avanti gli altri.
Con gli altri corri la corsa in bici della vita, ma tu ti ritrovi ripetutamente solo a bordo strada a cercare di riparare il mezzo che non ne vuole sapere di andare avanti. Sembra poi che riparta, corri velocissimo, più degli altri, li raggiungi, magari li superi, ma ad un certo maledetto punto la tua bici non ne vuole sapere di andare avanti, si rompe nuovamente.
Ti ritrovi a bordo strada a cercare di ripararla: libri, sonno, terapia, dieta alimentare e mentale, cerchi di ricostruirti una vita sentimentale, cerchi di cambiare luogo per ricominciare, ma stai fermo minuti, ore, giorni, settimane, mesi ed anni.
Invecchi ma hai riparato così tante volte la tua bici che non riesci a farla più ripartire, alzi lo sguardo dalla tua bici e ti guardi attorno, ti svegli come da un lungo sonno, lunghissimo. Ti guardi attorno e vedi quello che un tempo era la tua famiglia invecchiata, incattivita, non riconosci più tuo fratello per quanto è diventato stronzo con te, ti ritrovi in una stanza a scrivere sul blog e cercare di ricomporre i pezzi di una vita che stenta a camminare.
Che ne sarà? Bho...

mercoledì 26 maggio 2010

L'Io .



Un primo colpo ti giunge e gridi dal dolore, un secondo colpo arriva ed il dolore è tale da non poter esser più esteriorizzato, ti trasformi in un a maschera di dolore mentre vai giù fratturato in tanti pezzi.

C'era una volta l'Io, aveva le sue facoltà superiori: Memoria, Pensiero, Coscienza , Progettazione per citare le più importanti .
Poi qualcuno decise di caricarlo di pesi, educazione la chiamavano, ma sembrava tanto una serie di ancore a cui legarti e farti sprofondare nell'abisso della depressione; schegge di vetro conficcate nella mente che mandavano in cortocircuito tutto il sistema, come se un ricercatore si fosse divertito a conficcarti una porta seriale nella scatola cranica a te gatto da laboratorio. Nonostante tutto riuscivi ad andare avanti.
Un bel giorno accadde che l'Io si fratturò, perché prese una bella botta, ma proprio pesante, dove ci si scordò che giorno era. Ma si riuscì a camminare nuovamente a poco a poco.
Sembrava si fosse superata la botta e procedere sulla propria strada, ma qualcuno accanto sferrò nuovamente un colpo pesante, dentro si sentì nuovamente lo schianto di qualcosa che si ruppe.
E' difficile da spiegare perché dentro, ma senti come il tonfo di una saracinesca calata con violenza che sbatte contro di te. Un secondo dopo ti senti in miliardi di pezzi sparsi per terra, slegati gli uni dagli altri e non riesci più a rimetterli assieme. Chi hai accanto ti guarda impressionato, tra poco si farà il segno della croce per ignoranza, ma intanto tu ti vedi in miliardi di pezzi sparsi per terra come sabbia sparsa sul pavimento e soffri di dolore.
Capita.

lunedì 24 maggio 2010

Risvegli .


Sto bene, poi ad un tratto tutto si blocca. Senza preavviso, come lo scatto di un interruttore, con la stessa velocità. E deve succedere qualche cosa per riaccendermi, un rumore, un contatto e allora riesco a muovermi di nuovo e a stare bene di nuovo. Non è che mi senta male è che: niente, non sento niente, come se fossi morto. Niente. Niente.

Queste le frasi raccontate dalla voce esterna, un po me, un po te, un po noi, un po tutti, le sento mie, personali e condivise, perché certi momenti mi sento morto ed è difficile farlo capire.
La sensazione è quella di trovarti come spento, smontato spezzato, fratturato, distrutto, travolto.
A volte persone care vengono a darti una mano d'aiuto e ci riescono, senza doppi fini come mia cognata; altre volte vorrebbero darti una mano ma ti spappolano in 1000 pezzi come mi capitò con una persona fu cara, la quale credendo di darmi una mano con l'ennesima “cazziata pesante” in riva alla spiaggia perché non mi ero dato una materia invece di aiutarmi mi spappolò come carne da macello.
Ora mi incazzo quando si presenta la situazione ed apro un nuovo spazio dell'isola dove raccogliere i miei pezzi, darmi io una mano e permettere il mio risveglio. E spero vivamente che alcune cose cambieranno.
Non a caso il margine del video è rosso, come quando a Lecce vidi una immagine rossa alla TV, punto di partenza che mi permise di alzarmi dal mio torpore e di reagire alla situazione svuotante in cui mi ero trovato.

mercoledì 11 novembre 2009

Effetto Spugna .

Assorbo e poi mi strizzo.

Tra i tanti “pregi” della sensibilità, vi è quello di riuscire a trovare spazio nel proprio mondo interiore anche per gli altri. Forse più che sensibilità si parla di timidezza, ma comunque si ha l'animo disposto in modo tale da poter accogliere al proprio interno tantissime cose di chi ti sta accanto.
Finché si parla di pregi altrui ( rari come i personali ), abbiamo una voce in positivo del bilancio, ma quando si parla dei difetti di chi ti sta accanto ( tanti come i propri ), la questione si complica e diventa difficile.
Quando sei solo con te stesso ed inizi a muoverti per i fatti tuoi, ti senti come appesantito, stordito, infastidito, alterato. I passi segnati sono faticosi, pesanti, perché senti sotto – sotto dentro di te della zavorra, ma chi ce l'ha messa? La sensibilità, quella finestra sempre aperta verso il mondo contemporaneo nel contesto del muro della riservatezza. E ti ritrovi carico di tante idee, pensieri, parole, emozioni, azioni, coazioni, fisime, turbe, idee ridondanti altrui, oltre le ovvie proprie.
Che fare a questo punto? Bella domanda.
La cosa logica ma non conseguente, è iniziare a spremersi, buttar fuori, rilasciare, allontanare quello che si ha dentro. Come ? Semplice, pensando (non troppo), parlando (in compagnia), scrivendo (in un diario), disegnando (provandoci), fotografando (basta un semplice cellulare), telefonando (W la 0 Limits), “messaggiando” (W per la seconda volta la 0 Limits ), “bloggando” (ecco il post), digitando ( e-mail for-ever ), scendendo in piazza (sia essa analogica che digitale), uscendo di casa a fare quattro passi, viaggiando (c'è un'isola da scoprire), progettando (magari una stanza dove andare a starci), riparando (mobili vecchi), riciclando (dando nuova vita a quello che per altri è morto) e tantissime altre cose.
AVE ATQUE VALE

lunedì 21 settembre 2009

Funzioni superiori .

"La Memoria", Magritte .

Progettazione
"Il pensatore" (in francese Le Penseur) di Rodin .
Coscienza
4 Funzioni superiori encefaliche, sotto gli occhi di tutti. Sapiamo che esistono ma non sappiamo dire cosa siano e quando mancano, o meglio medici et allii sarebbero in grado di identificare quando ci sono e quando non ci sono oltre a cosa sono, ma sfuggono ad uno sguardo superficiale.
Se si pensasse che se e solo se un soggetto mangia, beve, urina, defeca, emette fonemi, guarda, respira, batte il cuore e dorme per dire che sta bene, non basta, c'è qualcosa che non va, perché ci sono altri aspetti da vagliare.
Non essendo misurabili con un sistema metrico, si ignorano, si crede che tutto vada bene e la vita continui, che si vada avanti: si va a buttane ( perdonatemi il francesismo ).
Si crede di andare avanti ed invece si macellano pezzi di cervello, si crede che si lavora ed invece non si fa nulla, si chiede di progettare ed il silenzio della mancata funzione non è accettato. E' come infierire a cazzotti su un pezzo di carne, aggiungendo altro dolore al dolore cronico che persiste dall'alba al tramonto.
Capita.

mercoledì 28 gennaio 2009

Pensavo fosse il 23 Gennaio .

Ed invece è il 28.

Giornata iniziata difficilmente, con una notte che ha portato poco ristoro con se dopo una serata interminabile e difficile. Mal di testa e senso generale di fastidio, fatto capolino mentre allo specchio mi facevo una barba di 3 giorni.
Stanchezza mentale, già conosciuta quando mi è stato fatto del male, di chi vuole starsene per i fatti suoi ma viene forzato/supplicato/costretto da chi gli sta attorno a riprendere le fila di un discorso dolente, chiuso, dove bambini e adulti si confondono i ruoli e si chiede a me di risolvere problemi altrui.
Ma stiamo scherzando? Ma la gente ha merda in testa? Gli sembra che sono Dio in terra? Non vede che sono solo un uomo di 28 anni con i miei limiti eclatanti e bene in vista? Gli sembra che ho la bacchetta magica e sistemo sempre tutto? Già è una gran cosa che non si sia risolto tutto in una tragedia, poi se ne possa andare a fare in culo tutto il mondo e mi si lasci in santa pace. I gesti estremi non portano a nulla .
In conclusione, un segno di tutta questa bella situazione è stato uno sbagliare le date. Mentre compilavo dei documenti, in cui avevo da apporre la data odierna, mi esce fuori il 23 Gennaio, mentre invece siamo nel 28/01/09.
Guardo il calendario e scorgo che il 23 era Venerdì, proprio l'ultimo giorno di confine prima di un intervallo di tempo dove si è delimitata una situazione assurda.
Spero che passi :-)