"Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, poiché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione".
Cantico dei cantici.
Lembo di terra dove pensare, esprimere la propria opinione e ragionare nell'Oceano di Internet.
"Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, poiché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione".
Cantico dei cantici.
Gli italiani quando sono in due si confidano i segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna.
Cit. Paolo Villaggio, "Fantozzi, rag. Ugo la tragica e definitiva trilogia", ed. Rizzoli, luglio 2017, pag 35.
Ignorante come un ragno marziano.
Cit. Paolo Villaggio, "Fantozzi, rag. Ugo la tragica e definitiva trilogia", ed. Rizzoli, luglio 2017, pag 21.
Dal pozzo profondo, incommensurabilmente ricco della sua immaginazione non aveva estratto una sola goccia di essenza odorosa in concreto, non era riuscito a realizzare neppure un atomo di tutto ciò che gli era aleggiato dinanzi in fatto di odori.
Cit. Patrick Süskind, "Il profumo", ed Tea editrice, gennaio 2010, pag 105.
<< Ci facciamo del male in ogni modo possibile, e appena uno dei due accenna ad andarsene l'altro gli corre dietro come un vero masochista, non c'è verso che la cosa si risolva>>.
Andrea De Carlo, Due di Due, ed. 1989 pag.243
Il profumo vive nel tempo, ha la sua giovinezza, la sua maturità e la sua vecchiaia.
Cit. Patrick Süskind, "Il profumo", ed Tea editrice, gennaio 2010, pag 67.
Inchiostro per lettere d'amore all'olio di rose.
Cit. Patrick Süskind, "Il profumo", ed Tea editrice, gennaio 2010, pag 51.
Nella percezione dì sentirsi insicuro doveva aver combattuto, quotidianamente, con gli spettri che si nascondevano nel suo animo e che, spesso, gli avevano insidiato il cammino.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 107.
Il suo bluff era sempre stato quello di elevare la sua fragilità a virtù, cammuffando le sue debolezze con l'arroganza e il decisionismo.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 107.
I nervi di don Ciccio si erano lasciati andare, mostrando tutta la sua fragilità di uomo incapace di affrontare la vita quotidiana a causa dei suoi specifici disturbi di depressione e ansia, come indicavano i sintomi di nevrosi, stanchezza, irritabilità ed instabilità emotiva.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 106.
Intere ore di pianto non potevano corrodere metri di corna.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 91.
Concluse maledicendo il sonnolento ambiente della città che era il vero responsabile delle sue voglie e delle sue aspirazioni. In quel paese lento e restio ad accettare il futuro avrebbe potuto anche viverci, costretta dalle situazioni, ma non ci voleva senz'altro morire. Prima o dopo, sarebbe venuta via da quell'ammorbante tanfo di vino che le aveva segnato la vita.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 90.
Cercò di mantenere la calma, ma le riusciva difficile senza la sua solita aria da donna di classe, perché tutti i sostegni di quella presunzione erano assenti dal suo volto e giacevano inutilizzati sul ripiano davanti allo specchio della sua toletta. Senza ciglia finte, mascara, rossetto, cipria, fondo tinta, matita del trucco, ombretti, abiti cortissimi e calze di seta era veramente difficile sostenere quella tesi.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 87.
Il vino di Milazzo continuava a essere un prodotto ricercatissimo: era ottenuto dal Nocera, un vitigno che forniva un nettare robusto, a schiuma rossa come sangue di bue, un rosso-nero carico come l'inchiostro, il cui utilizzo maggiore era, appunto, nel 'taglio' dei vini deboli.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 10.
Aveva scelto dunque di accomunare il suo destino alla fede di tutti gli Italiani sdegnosi del passato e bramosi di rinnovamento.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 59.
Nella scacchiera rappresentata da quello spaccato di società, vedeva solo un falso eroismo civile e militare, tutto a lettere minuscole. Riusciva a notare solo piccoli e insignificanti pedoni, il cui posto era da ultime file, una corruttibile regina, cavalli di cartone, torri immobili, alfieri di un'ideologia oscura ed un re da mettere facilmente sotto scacco.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 60.
Il vino rappresentava il miracolo realizzato dalla dura fatica di chi, da esso traeva sostentamento, concedendo in cambio, ai propri simili il dono di sollevare l'umanità dalla fatica, elargendo momentanea allegria e spensieratezza.
Cit. Filippo Lo Schiavo, "La nave del Vino", ed Pungitopo editrice, 2013, pag 50.
Mi riempivo di commozione all'idea di come le cose si possono trasformare senza rovinarle.
Cit. Andrea De Carlo "Due di due", pag 200 ed.