sabato 27 ottobre 2007

Panino di Maio .



Stavolta si parla di qualcosa di importante, andiamoci piano e con calma.

Nella foto è ritratto non “un panino”, ma “il panino” di Milazzo, cioè “il panino di Maio”. Questo panino è caratteristico della zona e lo trovate solo qui, in nessuna altra luogo.

Le peculiarità sono varie ed io per poterle captare tutte mi sono dovuto sacrificare a mangiare il panino, non sapete che sacrificio è stato vederlo finito.

Innanzitutto non è un classico piccolo pane, ma un trancio di ciabatta. Il panificatore è Luigi Bevacqua, il panificio in via “Umberto I”, che da anni fa questa ciabatta, sottile, con poca mollica, ben cotta in superficie, se poi è calda diventa qualcosa di spettacolare. Nell’impasto dovrà esserci dell’olio, data la lucentezza del crosta appena sfornata, comunque il pane è ottimo anche da solo.

Se il pane è la base, non ci scordiamo che il contenuto è altrettanto importante. Abbiamo una base di pomodoro affettato finemente, senza troppa acqua, sale, origano ed olio.

Il panino viene schiacciato dalle sapienti mani del salumiere, per poi ricevere l’insalata “particolare” di Maio. L’insalata è fatta di funghi trifolati sott’olio fatti in casa ( la ricetta è sua e non li vende al dettaglio), giardiniera sottoaceto e tonno sott’olio.

La base di pane è sovrastata da provola affettata, e per i tradizionalisti c’è la pancetta che chiude il panino; per i più piccini c’è il prosciutto cotto, ma decisamente fuori luogo la mortadella ( non ho mai sentito parlare di un panino di Maio con il salume Bolognese ).

La ciabatta viene pressata più volte in modo che la poca mollica si riempi del companatico e si formi il gusto del panino, per poi esser tagliata a pezzi in base alla tua fame….. ho l’acquolina in bocca solo a pensarci. I pezzi in vendita variano, da un minimo di 1,50€ a tutta la ciabatta, del costo di circa 15€. Una volta c’era il panino da 1.000 £ ed io feci fuori una ciabatta intera, giocando al PC!

In conclusione: Pane ottimo, imbottitura eterogenea e gustosa i cui componenti si fondono in un concerto di sapori. Decisamente da provare se vi trovate a Milazzo, per trovare la panineria non disperate, qualunque buon milazzese sa dove è Maio e quindi sarà facile individuarla!

venerdì 26 ottobre 2007

I poveri non ci lasceranno dormire .

Ringrazio Antonietta per avermi prestato il libro .

Padre Alex Zanotelli (nella foto) con questo libro ha dato un pugno nello stomaco al mondo occidentale. Il colpo è la realtà con cui racconta la sua esperienza a Korogocho, un inferno di baracche, miseria, povertà, AIDS dove si aggirano delle persone fantastiche, coloro che vi abitano.

L’esperienza tocca tutti i temi, dal diritto alla salute negato, ai problemi quotidiani, all’assenza di qualsivoglia aiuto o supporto, se non la parola del vangelo.

Si parla anche di politica, non di partiti politici, di cose immediate, quotidiane quale il diritto al voto / consenso verso una multinazionale quando decidiamo o meno di acquistarne un prodotto.

La parola del vangelo sembra scendere in terra e tramutarsi nelle persone che abitano nelle baracche in questo libro, e padre Alex mi sembra un profeta di oggi, immerso tra le persone di tutti i giorni.

Aggiungo un’ultima cosa: leggetelo.

giovedì 25 ottobre 2007

Arancino a arancina ?

Un primo piano dell’apice della rosticceria sicula .

Un paio di settimane fa mi trovavo a passare dal forno all’angolo, lo stesso della mezzaluna formaggio e spinaci. L’orario era quello delle 19 circa e l’occhio mi è caduto sul bancone pieno di pezzi di rosticceria.

Stavolta non avevo voglia di provare cose nuove, ma di assaggiare qualcosa di già assaggiato in altri locali, per poter paragonare. La scelta è caduta sul classico arancino al sugo.

Era un po’ freddo, fritto da più di una ora, messo in dell’olio non ancora caldo, dato che si è intriso di olio.

L’eccessivo olio si nota alla prova del fazzoletto: la trama di carta di impregna di olio e diviene lucida. Il riso era scotto, il sugo era accettabile anche se scarso, l’unica cosa che salvava il pezzo ( che non ho finito ), era la forma tradizionale locale che viene data all’arancino alla carne: un cono, contro la forma rotonda usata da altre parti.

Conclusioni: il panettiere non è che se la cavi tanto a fare il rosticciere, meglio un pezzo di pane con della mortadella, piuttosto che un pezzo di rosticceria non proprio buono.


mercoledì 24 ottobre 2007

Il maniero ed il borgo si ingrandiscono.

Sembra bellino .

Dopo la cocente sconfitta di un attacco a tradimento, ho fatto delle scelte di tipo militaristico: ampliare le fortezza e stiparle di soldati. Vediamo con accade ora .

martedì 23 ottobre 2007

Post numero 300 .

300esimo post .

300esimo post…. Mmmmhhhhh…… prepariamo il 301 : -) Comunque procede la navigazione.

Pausa .



Pausa .
La pioggia cade sul corpo, la brezza ti accarezza il volto, il vento scuote le fronde degli alberi, i raggi del sole trapelano dalle foglie, serenità. In questo momento voglio un po’ di pausa e di tranquillità, niente telefono, messaggi, assilli, tiracuore, impegni o doveri, solo pace e tranquillità… oggi ne ho viste molte, davvero molte.

Settimana in salita .

l’inizio è stato a 3 tubi, il resto si prevede in salita.

Stamattina campagna di sensibilizzazione AVIS a Spadafora, tra non molto appuntamento dalla dottoressa, devo passare in sede per depositare il materiale preso ieri sera, ritornarvi per scaricare la lista di stamani, telefonare a Paolo per informarlo delle prossime visite, scaricare le analisi della settimana da spedire, andare a correre e trovare del tempo per finirmi il secondo capitolo sugli ormoni ( tra parentesi interessantissimo e pieno di risvolti terapeutici ) .

Arriverò a fine settimana? Fortuna vuole che la raccolta di Giovedì è slittata a Martedì prossimo…. Dimenticavo, devo telefonarea Carmelo per i tesserini / analisi e dirgli che la raccolta di Saptafora non si preoccupi: me la sbrigo io.