giovedì 9 settembre 2010

Acque calme per navigare .

Sembrerebbero buone.

Caro lettore,
sono trascorsi 42 giorni dall'ultimo Post, una mia assenza bella, lunga, importante ed impegnativa.
Fuori piove ed Io sono seduto nella stanza davanti al fido PC, le serrande abbassate e le porte aperte, in modo da far passare il rumore della pioggia ed il venticello che la accompagna.
E' difficile riprendere le fila dopo un periodo di assenza così lungo, anche perché di acqua nella mia vita in questo ultimo mese ne è passata e molta aggiungerei. Principalmente lavoro, quella che sembrava una occasione lavorativa “fumigosa” e poco concreta, si è rivelata una esperienza coinvolgente, impegnativa e totalizzante.
Sono stato fuori casa per oltre 1 mese di fila, riuscendo a tornare a casa la settimana scorsa agli ultimissimi di Agosto (era la notte del 31) per poi ripartire l'indomani mattina, dato che importanti impegni mi richiamavano a Milazzo.
L'esperienza è stata interessante: cucinato (di tutto e di più), portato auto di varia cilindrata (fino ad una Mercedes 2300 di cilindrata ), gestita la tavola fino a 13 commensali, fatto la spesa, accompagnato per passeggiate in montagna (la parte che preferivo di più) ed altro ancora.
Ora sono stanco, con la bisaccia un po piena di cose da svuotare in questo dimenticatoio.
Mi aiuta il fatto che sono in totale relax, dato che i miei sono partiti, per cui se la mattina voglio dormire un po di più, ho la fortuna di non aver nessuno che mi rompe i così detti a letto mentre dormo.
Gli impegni sono tanti e le discussioni sono molte, il tempo è limitato e non saprei da dove cominciare. Intanto mi riposo che ne ho bisogno, dopo si vedrà.
Buon proseguimento di navigazione in questo oceano digitale:

AVE ATQUE VALE

giovedì 29 luglio 2010

Logo .

Diffidente.

Mi diverto ad elaborare il logo per l'isola di Melee, oggi ho creato la versione diffidente, la mimica facciale è ridotta all'essenziale, spero che riesca a dare l'idea .

mercoledì 28 luglio 2010

Stop .

Fermati prima di leggere un post .

Quando scrivo parto da un presupposto: Il post è pubblico e chi lo vuole lo può leggere, nessuno obbliga un'altra persona a farlo. Se una persona decide di leggerlo è una sua scelta personale, di cui io non ho alcuna responsabilità , dato che questa non è una testata giornalistica, non è un quotidiano, un telegiornale e sopratutto non ha funzioni pubbliche.
Dato che una persona giunge sulla mia isola di sua spontanea volontà, questo è un invito ad andarsene se i suoi motivi sono di guerra, dato che non costa nulla voltarsi dall'altra parte, magari andandosene in un altro indirizzo ed ignorare ciò che vi è scritto nel mio Blog.

Se hai scelto di proseguire e leggere, hai fatto la tua scelta personale, non mi resta che augurarti buona lettura .

giovedì 22 luglio 2010

Prima facciata .


Capita alcune volte che gente o luoghi ti si presentino con una prima facciata, magari un sorriso, un gesto che sia un abbraccio o un modo di fare aperto e solare. Passa il tempo e questo modo di fare resta, rimane ed è quello con cui si è presentato a te .
Altre volte capita che la gente si presenta con una facciata, bella, propositiva, sgargiante come un bel fiore tropicale, ma qualcosa non ti quadra. Dentro d te ti senti confuso, infastidito, come se qualcosa non tornasse.
C'è la tua parte interna che ha visto oltre la prima facciata e quello che ha visto fa proprio schifo, ti da repulsione, fastidio, sgomento e riluttanza. Cerca di farsi strada nella coscienza tra i pensieri ed esser presa in considerazione, ma non con idee ed immagini, bensì con quella sensazione di disagio, fastidio, con all'interno della bocca il solito gusto vomitevole che ha generato a primo acchitto.
La lingua si gonfia dentro la bocca, incollandosi al palato, assume un gusto metallico, dove dietro un retrogusto amaro si fa strada sul dorso delle papille. Vorresti sputarlo o mettere qualcosa di vivo, anche acqua andrebbe bene, la saliva si addensa diventando bava, le labbra si chiudono e non riesci neanche a parlare .
La sensazione che hai è di intravedere quello che c'è dietro, una distesa di pericolo, morte, filo spinato, carne putrefatta, idee malsane e stomachevoli, ma la paura che ti prende a scorgere queste cose ti ghiaccia da dentro. Troppo brutto quello che hai visto dietro e troppo orrendo da mandare giù.
Alcune volte ti fermi alla facciata anteriore delle cose e se puoi te ne vai via, senza più tornare in quei luoghi, da quella persona.
Altre volte ti ci ritrovi perché ci nasci e sei costretto a conviverci. Non è una bella cosa, ma ci devi fare i conti.
E già riuscirne a trovare/realizzare immagini per descriverla, dare descrizione a quello che si sente è un passo avanti.

giovedì 1 luglio 2010

Lavoratore e Parassita .



Direttamente dall'Europa dell'Est.

Lo spezzone di filmato riprodotto è “Lavoratore e Parassita” prodotto con cui Krusty il clown voleva sostituire grattachecca e fichetto con le loro versioni dell'Est .
Oggi nel bel confronto familiare mi si è voluto dare del parassita: cioè mangi, bevi e cachi a sbafo. Una bella tonnellata e mezza di merda scaraventatami gratuitamente, con un sorriso familiare postapocalittico nucleare. Peccato che l'ho rimandato al mittente catalogandolo come semplice e mera propaganda sovietica da sindacalismo comunista di fabbrica, tra l'altro predicato in un contesto non consono quale fosse una fabbrica. Parassita, assieme a “cinque anni che non fai un cxxxo” a tante altre belle cose il tema della mattinata. Proprio un bel confronto ed aggiungo proprio quello che mi serviva. Capita..



venerdì 25 giugno 2010

Horcynus Orca

Di Stefano D'Arrigo.

Oggi ho preso il libro HORCYNUS ORCA di Stefano D'Arrigo presso la biblioteca comunale di Milazzo . Dovrò riconsegnarlo tra 15 giorni, ovvero sabato 10 Luglio 2010, ma già ad una prima occhiata si prevede una bella odissea di 1257 pagine scritte con un linguaggio intenso e profondo.
Tante le risposte che spero di trovare dalla lettura di questo libro, ma credo più che altro che abbia da ascoltare quello che le pagine del romanzo custodiscono. Ho trovato tante risorse on – line sul romanzo e credo che via – via le condividerò e le riporterò. Che nasca una nuova costa de l'isola di Melee? Ma si, ho proprio voglia di aprire un nuovo segmento dell'isola tutto dedicato all'opera, per cimentarmi in questa impresa.
Che le onde dell'oceano di Internet possano accogliere il mare custodito tra le pagine dell'opera.

Nonna .

La nonna (1889) GIORGIO KIENERK .
  Il dito premeva quel campanello sul muro grigio, c'era la paura di prendere la scossa, perché non sapevi se il nonno l'aveva riparato. Lo scatto della serratura era il preludio all'apertura del pesante portone di legno, che rientrava sotto la spinta della mano paterna.
La corsa per la corte fino alle scale di pietra umida, mentre la manina afferrava e scorreva sul legno del passamano, mentre le corse per le due rampe di scale provavano il tuo fiato.
Sul ballatoio ti salutava il pendolo con il suo costante ticchettio, mentre tutto contento saltellavi per le mattonelle di terracotta del salone compiacendoti di far tremare i vetri delle finestre al tuo passaggio. Camminavi fino in fondo alla stanza ed allungavi la manina per girare il pomello in ottone della gialla porta lignea.
Entravi nella stanza e gridavi: Nonna! Nonna! Nonna ed una voce fievole dal fondo della stanza ti chiamava: Fabio. E tu correvi ad abbracciarla e baciarla in quella stanza che profumava di lavanda e saponetta, nel chiaroscuro della stanza la gioia del rivedersi era coperta ad occhi indiscreti dalla tenda fatta dalle sue piccole, nervose e tremolanti mani di lei.

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.