mercoledì 19 settembre 2018

Buon compleanno .

Al taccagno .
2 e passa di notte. Il sipario cala in una giornata piena lavorativamente parlando. Poco tempo per riposare, almeno la mattina un’uscita in bici e nel pomeriggio vado a ritirare la torta a Barcellona dal collaudato pasticcere.
E’ il compleanno paterno, ma non ho voglia di rimetterci più soldi del dovuto, già gli faccio la torta e l’idea di andare a ‘mpizzare i soldi del servizio non mi va. Faccio due conti e ok ti pago la torta e mi levo il peso di farti un regalo, ma l’idea di perdere ancora del tempo e del denaro con lui non è che mi alletti. Sopratutto dopo il fallimento finanziario, in base al quale si è fatto liquidare i soldi investiti in titoli tossici dalla banca. Capitale che diciamocelo, se l’è tirato taglieggiando e tirchieggiando su Me, mio fratello e mia madre. Basta, si suona una nuova melodia, ci perdo quanto dico Io, non un centesimo di più.
La deduzione è presto fatta, a lavoro non chiedo la sera libera, mi organizzo nel pomeriggio per andare a ritirare il pezzo e presentarmi in tempo a lavoro.
E’ fatta, lavoro tutta la serata e mi rompono il culo dietro al bar. Meglio, così non posso pensare a niente. Mia cognata manda delle foto di famiglia ( almeno lei cerca sempre di salvare il salvabile) e vedere il vecchio taccagno sorreggersi su i suoi taglieggiati mi fa una gran pena e schifo. Fatti aiutare da loro, ma a Me non cercare il becco di un quattrino bucato. Ti sei già preso viscere, ossa, emozioni, tempo, carne e tendini della mia vita su cui poter fare soldi e poi farteli fottere dalla banca .

giovedì 13 settembre 2018

Gli Italiani

Gli italiani quando sono in due si confidano i segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna.

Cit. Paolo Villaggio, "Fantozzi, rag. Ugo la tragica e definitiva trilogia", ed. Rizzoli, luglio 2017, pag 35.

lunedì 10 settembre 2018

Ragno ed ignoranza.

Ignorante come un ragno marziano.

Cit. Paolo Villaggio, "Fantozzi, rag. Ugo la tragica e definitiva trilogia", ed. Rizzoli, luglio 2017, pag 21.

lunedì 23 luglio 2018

Furbizia

Berti, una vita trascorsa a celare la furbizia con l'intelligenza.

lunedì 16 luglio 2018

Lasciare

Lascialo prima che lui ti lasci.

Rai 5, le cattedrali della cultura

Esposizione a dosi..

“ Letali”.
“Molti di loro sono morti per l'esposizione a dosi letali di radiazioni. Uno dei piloti, costretto a sopportare condizioni fisiche estreme, perse il controllo del velivolo e urtò uno dei tralicci, schiantondosi al suolo.”

Tratto da L’Espresso. 

I pompieri di Chernobil, per spegnere l’incendio nel nocciolo della centrale nucleare ormai andata, si esposero ad una quantità di radiazioni che gli risultarono letali. Tutti morirono, chi prima o chi dopo, per i danni riportati dall’essersi esposti a dosi di radiazioni.
Valentina era come un nocciolo di centrale nucleare impazzito, sparava le sue “radiazioni” letali.
Le “radiazioni” erano i suoi problemi, versati addosso a chi aveva accanto. Andavano dall’assenza di coraggio per i sentimenti provati, alla mancanza di fiducia verso l’altro, passando per la mancanza di rispetto per la persona vicino a Lei. Comprendevano le reiterate fughe dalla storia ed assenze ingiustificate, senza scordarsi delle accuse verso l’altro, delle richieste continue ed ossessive, delle proposte inverosimili per andare avanti, insulti rivolti all’altro circa la persona, il corpo, l’altrui passato, presente e futuro; le scelte fatte, la famiglia, i genitori, il fratello fino a giungere alla nipote.
Insulti verso le persone che uno ebbe accanto, verso gli amici, verso le cose fatte, verso il lavoro altrui, le scelte.
C’erano pure le allucinazioni e tante altre cose a cui mi sono esposto per quasi due anni. Tutto poi finì.  
Al momento in cui scrivo la “mia” storia con lei è chiusa. Ribadisco la “mia storia” perché nel crederci alla fine c’ero Io.
Ho trascorso più di 967 giorni in quella Non-relazione, esponendomi a “radiazioni” che mi fecero a pezzi.
Mi ritrovai tra due sentimenti contrapposti “il restare perché l’amavo” ed il “fuggire per sopravvivere”.
Sono rimasto lì per quasi 1000 giorni della mia vita, giorni che nessuno mi porterà indietro, durante i quali ho sperato, combattuto, dimenticato, ascoltato, regalato, donato, capito, proposto, domandato, chiesto, ovviato, tolto occasione, come i pompieri di Chernobyl ho spalato quintali di merda psicopatica a più non posso, fino al cuore della notte, appellandomi ad ogni mia fibra di pazienza e resistenza, inventandomi storie per raccontare in modo omogeneo l’assurdità e follia altrui, ma alla fin fine è finito che lei se n’è andata via, lasciandomi una carcassa di carne putrida, dolorante e radioattiva.
Alla fine dei conti la responsabilità delle scelte fatte era e resta mia, sarei potuto andarmene via prima,  ma lo sto scrivendo ora seduto comodo sulla sedia, davanti al PC, nella veranda, dopo un lunghissimo percorso intrapreso, fatto di Km macinati a camminare, a piedi, in bici, albe, tramonti, notti, giorni, ore di sonno, incubi e sogni, fotografie, libri, terapia, ascolto, cadute e rialzate, marce in avanti finché la promessa di una fine non fosse diventata realtà.
Oggi Valentina mi manca, perché ancora dentro ho quella parte di Me che ha rimosso tutta la montagna di merda che mi ha riversato. Ma ho bisogno di vivere ed andare avanti, far finire questo dolore interiore e sperare nel meglio di Domani.

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.

domenica 8 luglio 2018

Immaginazione e realizzare

Dal pozzo profondo, incommensurabilmente ricco della sua immaginazione non aveva estratto una sola goccia di essenza odorosa in concreto, non era riuscito a realizzare neppure un atomo di tutto ciò che gli era aleggiato dinanzi in fatto di odori.

Cit. Patrick Süskind, "Il profumo", ed Tea editrice, gennaio 2010, pag 105.