giovedì 8 settembre 2011

100esimo Post .

Dello scaffale "L'isola di Melee" .

100esimo post, sono tanti se si tiene conto dei 913 post nel totale del blog. Un altro scaffale del blog contiene tanti altri post, se non erro "Esperienze", con i suoi 99 post pronti a diventar 100.
Senza scordare il mio scaffale preferito "Il microscopio allontanatore", da cui sono gemmati tanti altri scaffali/argomenti: casa e famiglia, acqua passata, il mirino del cecchino, anima e musica, l'armata brancaleone e d altri.
Un post per riflettere e continuare a ragionare ed esprimere la mia opinione nell'oceano di Internet.

Rimozione 002.

Riduce a brandelli la trama della mente .

Cosa è la rimozione? Croce? Delizia? Strumento di salvataggio o di condanna dell'individuo? La rimozione mnemonica a pelle, la descriverei come un calare improvviso di un meccanismo paragonabile ad un autocarro che nel cuore della notte, o quando meno te lo aspetti, fionda sulle tue cose, sui tuoi ricordi, di peso li prende, li raccoglie, li strappa dagli altri, ne lacera i legami con il resto delle trame di fili mnemonici e li porta via.
Taglia, strappa, sega, lacera tutto quello che di nocivo, tossico e dannoso possa essere per la mente: idee, fatti, pensieri, eventi. Nella normalità delle cose potrebbe essere un meccanismo di difesa della memoria, della persona, ma quando questo meccanismo prende il sopravvento? Cosa succede? Succede che la persona si ritrova l'arazzo della memoria ridotto a brandelli.
Cosa può fare l'Io? Accetta o non accetta questa riduzione a brandelli di se stesso? Credo proprio di no. E pur di negare la riduzione a brandelli della sua memoria, ricorre a meccanismi accessori, o pericolosi, o perniciosi, o altro ancora pur di non accettarlo.

lunedì 29 agosto 2011

Ho perso le parole .



O forse non ci sono mai state .

Ieri era il 1994, Ligabue cantava "Ho perso le parole e pure ce le avevo qua un attimo fa"; oggi è il 2011, se prima avevo l'intenzione di trovare le parole che poi si riduceva ad un reale non ci sono, ora mi sento di dire che le parole non ci sono .
Non ci sono parole per raccontare i problemi affrontati, le delusioni raccolte e la difficoltà/impossibilità nello spiegare cose quali malattia mentale a gente che non ne vuol sapere.
Ho perso le parole o forse non ci sono mai state, o forse è giunto il tempo di crearsele per poterne parlare.

domenica 28 agosto 2011

Ho Fame ...


Era il 20 Gennaio del corrente anno e mentre ero sul treno per Palermo, notavo che:
Circa 1 ora fa ha cominciato a far capolino una sensazione di appetito, quasi fame. Via - via che le stazioni scorrevano, la sensazione di fame si è fatta corposa, intensa.
L'acquolina alla bocca, una sensazione di vuoto nella pancia, nella parte alta al di sotto dello sterno.
Un buco, un vuoto, una voglia di riempirlo con qualcosa trovato, sensazione simile a quella provata nel periodo arrabbiato, solo che allora era molto più marcata, forte, definita e piena .

domenica 21 agosto 2011

Seghe .

Mentali .

A partire dal 26 Gennaio del corrente anno in poi, una cosa ho imparato nel proseguire sulla mia strada: Farmi meno seghe mentali. Sarà una frase scontata, ma fino a quando personalmente non si riesce a coglierne il significato, intercalarla nell'ambito della vita di tutti i giorni, nei momenti in cui questa frase serve, fino ad allora, fino a quando questo lavoro non è stato fatto, la frase resta una semplice frase di retorica, fredda, vuota ed inutile, come le tante cose che in un passato inondavano la mia vita, la affollavano e ne impedivano lo scorrimento.
Ero alla guida di un'auto, sul lungomare di Roccalumera, mentre facevo la spesa. Le idee su le idee mi si susseguivano in testa: avevo scordato il cellulare, era tardi per tornare indietro ( frase bastarda e correggibile con un c'è ancora tempo per rimediare) e prenderlo, già mi immaginavo le discussioni nate da questa irrintracciabilità, immaginavo i possibili colpi che mi sarebbero potuti arrivare. Ad un certo punto, ero all'altezza del futuro hotel su lungomare, sarà stata la mole dell' ecomostro pendente, sarà stato l'asfittico dell'abitacolo, ho gridato basta dentro di me.
Ho mandato alla malora tutte le idee e tutti i pensieri che mi assillavano, ho deciso d irel resettare, piallare, cancellare le cose e mi sono rimesso in moto, dato che il vertice del ragionamento che faceva quadrare tutto era dato da una osservazione sull'utilità di questi ragionamenti su ragionamenti: che mi vado a snervare ora? Cosa ci concludo a sfinirmi su ipotesi e contro – ipotesi possibili? La cosa mi permetterà di vivere meglio? Arriverò prima? Avrò una mente più libera e sgombra per affrontare gli attacchi? Avrò una visione migliore? Tutto questo mi aiuta?
Lì, in quella piccola chiave di volta che chiudeva l'arco del ragionamento, visto e provato che teneva, in quel preciso istante ho mandato a quel paese tutto e tutti, ho aperto la porta ed ho sgombrato il campo.
Mi sono sentito meglio ed oggi scriverne, mi permette di ritrovare un minimo di forze per poter vedere con ottimismo alle numerose problematiche che mi affollano la mente alcune mattine, verso le quali finora ho avuto delle risposte a seghe mentali: cioè un circolo vizioso senza uscita di sorta.

venerdì 19 agosto 2011

E' arrivato l'inverno .

Con i suoi fiocchi di neve.

E' giunto l'inverno in questa vallata, prima era primavera, poi intensa estate, dopo iniziò il mite autunno, dalle tinte calde ed assolate. Ora è inverno e la fame si fa strada, ululati del passato squarciano le notti ed Io non vorrei esser lasciato solo, ma la mia amata ha anche lei tanto freddo.


Logo.

Marcia indietro ( momentaneamente ) .

Il nuovo logo elaborato non è che mi abbia sfagiolato molto, per ora si torna a coprire con il vecchio. Dovesse arrivarmi una nuova idea la metto in pratica.