martedì 7 agosto 2007

Forse si capisce .

Chi è entrato ha letto molto .

Ora capisco perché il 24 luglio si è abbattuto l’uragano . Qualcuno è entrato nel blog e diciamo che se lo è letto tutto, o quasi. Ciò che è stato letto non è piaciuto, ma più che dire un “mi dispiace” non so cosa aggiungere, dato che è umano parlare e comunicare, anche se con un cybernauta passato velocemente dal blog, ma come a chiunque capita , si cerca di parlare .

Esprimere le mie idee, pensieri, il punto di vista e non vedo perché ciò che scrivo nel blog possa far esplodere un uragano, non lo capisco proprio.

I post sono come dei messaggi in bottiglie gettate nell’oceano della rete, sono di dominio pubblico, ma alla fin fine sono io che li scrivo e li lancio.

lunedì 6 agosto 2007

Pino & gli anticorpi.

“Pino la lavatrice”.

Domenica 29 luglio una brezza di risate è giunta a Milazzo. Pino e gli anticorpi sono “saliti” al castello e ci hanno fatto pisciare dalle risate, insieme ad altri cabarettisti del Colorado Café. Bravi, bravi e bravi. Un umorismo semplice, rapido, contemporaneo, senza seghe mentali, diretto, che ti permette di ridere anche se non sei un loro seguace accanito. Semplicemente grandi e pure isolani come me : loro Sardi, io Siculo .


Fiori bellissimi .

I girasoli regalatimi da Briciola .

Mercoledì 01 Agosto scorso, Briciola mi ha regalato dei fiori bellissimi . Stavo studiando alla sede AVIS, quando sento suonare al portone. Apro e mi vedo spuntare Briciola con in mano questo mazzo di fiori. Sulle prime ho pensato : chissà quale lieto evento dovrà festeggiare. Poi una aprola tira l’altra e mi sento dire:

I fiori sono per te.

Per me?

Si, certo.

La gioia mi ha invaso il volto, quasi piangevo dalla gioia. La prima cosa che ho fatto ne tenerli in braccio è stato di annusarli e di andare con i ricordi evocati alle distese di girasoli che ci sono in questo periodo nel Mugello, il cuoi forte odore di campi coltivati, se chiudo gli occhi ancora riecheggia nelle mie narici. Ti amo Briciola, grazie .

Restyling del blog .

Modello Harbor del Blog .
L’isola prende una nuova pelle, il modello è Harbor: più adatta al tema isola e mare.

Troverete un altro nuovo particolare: Le mappe nautiche: Da dove venite? Utilità trovata on – line per tracciare su una mappa della terra da dove vengono le persone che approdano alla mia isola. Buona Navigazione !


domenica 5 agosto 2007

Indice di lurdia ( sporcizia ) di Milazzo del mercoledì 1 agosto 2007.

L’albero / cassonetto.

Siamo arrivati a quota 6 pezzi di immondizia buttata nella conca dell’albero. Troviamo la solita femmina che getta il mozzicone imbrattato di rossetto nel conchino, il cane è tornato a cagare, scontrini fiscali ( quando ad un passo in avanti c’ è il cestino ) e l’immancabile involucro delle sigarette.

Ho notato con grosso piacere che la zona per ora è servita da uno spazzino, il quale spazza il conchino. Quindi ho trovato una risposta al numero decrescente di pezzi di immondizia trovati, vengono spazzati via dallo netturbino.

Vedendolo pulire la strada mi sento riavere, ad ogni sua spazzata è come se lo stato italiano facesse sentire il suo rumore e quindi la sua presenza. Grazie.

Ricordi di Rugby

Il borsone della squadra .

L’ovale tra le mani.

Il campo l’altro ieri di sabbia, ieri d’ erba.

Il fiato lungo che ti attraversava i polmoni aperti a mantice.

Gli esercizi respiratori per “ recuperare ” in ogni momento morto della partita.

L’odore del sudore che ti inzuppava e che per il freddo evaporava dalla tua maglia.

La maglia di squadra lisa al punto che non si leggeva più il numero, ma erano quelle passate dalle categorie superiori e dovevi portarle stesso rispetto come se fossero state nuove .

Il rumore dei cavalloni del mare in tempesta che inondavano il campo quando arrivavi all’allenamento.

L’attesa del mister mentre imparavi a calciare l’ovale.

Le dita fracassate per prendere l’ovale calciato mentre precipitava dall’alto.

I fianchi sempre troppo stretti della prima linea di mischia, dove sfregavi i padiglioni auricolari.

La spinta con la schiena verso la prima linea per rubar l’ovale.

La corsa spasmodica con l’ovale in mano verso la linea di meta.

Le domeniche bruciate sugli autobus per arrivare ai campi più impossibili.

I pranzi domenicali della nonna rimpianti davanti ad un panino preparato da me la sera prima.

Il ritorno a casa la domenica sera ed il bagno rilassatore in cui ti scioglievi.

Bei momenti …


Dialogo One Way o semplicemente Senso unico .

Unico senso di marcia .

Capita di parlare con persone in una forma di dialogo a senso unico, dove chi ti parla non gliene fotte un cazzo di quello che vuoi dire o pensi, a lui interessa solo dire la sua, se poi fai il bravo forse ti lascia parlare, ma non è detto.

Nei discorsi personali, problemi sentimentali, quotidiani, di vecchia data, di cuttigghio ( pettegolezzi ), soluzioni, capita che prenda il formato a senso unico. Chi ti è davanti si fa un soliloquio, un discorso pronunciato con voce più o meno alta, dove non sembra neanche rivolgersi a se stessa, ma dove parla e basta. Se ci sono interlocutori non si attende da essi risposta o non lascia possibilità di replica .

Sono persone che hanno tanto bisogno di parlare perché interiormente sono sole. Minchia ma perché devono venire a scassare il cazzo proprio a me?