domenica 12 agosto 2007

Dove avevo già visto il Kiwi ?

Riso Gallo: episodio 3.

La prima volta che ho visto il Kiwi era su my-TV, nelle avventure di Riso Gallo. La piccola serie, costituita da meno di una decina di episodi, vede lo chef di turno, Q-Gino, esprimere la sua bravura ai fornelli prima affiancato da Gino il Pollo, per poi sopraggiungere il mitico Kiwi.

La serie è precedente a quella di Arturo & Kiwi, ma devo riconoscere che l’idea di fare educazione alimentare ridendo era ed è buona. W la cucina italiana su internet! Attenzione le ricette di Arturo sono commestibili, quelle di Q-Gino non saprei proprio ….


Arturo & Kiwi.


Lo chef ed il suo aiutante.

Navigando su internet ho trovato una coproduzione RAI interessante: Arturo & Kiwi . In chiave di risata, fanno educazione alimentare spiegando come e cosa si cucina, come scegliere gli ingredienti del panorama culinare italiano e ci fanno pure ridere.

Il loro sito è:

http://www.arturoekiwi.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067088,00.html


Ma potete gustarvi i loro filmati anche su YOUTube ( dove l’ho preso io ) . Buona degustazione / visione!


sabato 11 agosto 2007

- 15 giorni all’alba .

Martedì 7 mi visita l’ortopedico, una buona anamnesi, l’esame obiettivo della regione perimalleolare e la diagnosi è fatta. La terapia è una conseguenza e cioè 20 giorni di arto a riposo. . Ne restano solo altri 15.

Indice di lurdia ( sporcizia ) di Milazzo del mercoledì 08 agosto 2007 .

Ci scusiamo per il momentaneo disservizio .

Per questa settimana, data la mia invalidità alla caviglia, salta il rilevamento per l’indice di lurdia ( sporcizia ) di Milazzo. Speriamo che la gente non abusi dell’alberello davanti alla sede… Speriamo….




Piede bloccato .

Circa 3 anni or sono, durante una fottuta partita di calcetto, presi la storta più stupida della mia vita, alla caviglia destra. La storta era stupida, ma la caviglia ne risentì pesantemente per un lungo periodo. Gambaletto, eparina, stampelle e tanto riposo per 30 giorni, seguiti da una lunga convalescenza / ripresa fatta di pomata, esercizi in spiaggia, sulla battigia e camminate con la cavigliera.

Un mese fa circa, ho disputato l’ultima partita di basket, ma durante la partita qualcosa non è andato bene. Sentivo la solita caviglia farmi male, ma di un dolore che conoscevo da tempo e che non mi scordavo: era il dolore della distorsione, ma in modo più leggero, subdolo.

Me ne sono fregato altamente, e la settimana scorsa non riuscivo più a muovere l’arto. Mi decido ieri a telefonare all’ortopedico e la diagnosi è fatta: distorsione del legamento astragalo – peritoneo, riposo dell’arto, antinfiammatori e pomata.

Sta cazzo di caviglia!!


venerdì 10 agosto 2007

Cena a Fort Apache .

Una sala con oltre 500 coperti, una ventina di camerieri che corrono da un tavolo all’altro non facendoti mancare nulla, un menù vario, porzioni abbondanti, cibi gustosi e prezzi interessanti, questo è “Fort Apache” a Monforte San Giorgio.

Sabato scorso ci siamo andati con Briciola, sperando di trovare “L’antipasto Fort Apache”, dato che l’occasione precedente in cui ci siamo recati non lo abbiamo assaggiato. Subito dopo le ordinazioni, arriva il cameriere con una decina di piattini pieni di ogni ben di dio che occupano ogni centimetro quadrato della tavola. Inizia la cena.

Briciola non riesce a finire di assaggiare tutte le portate, mentre io abuso con le melanzane. Quando il cameriere sgombera il tavolo per gli antipasti, sento lo stomaco pieno! Briciola vorrebbe passare sui primi, tanto che chiamiamo il cameriere per annullare l’ordinazione della sua portata. Le basi sono pronte.

In men che non si dica, arrivano i piatti fumanti dei primi, degnamente ritratti nella foto. I miei preferiti sono stati i ravioli, una delizia del palato. Dopo i primi abbiamo chiesto il conto, perché non ce la facevamo più a mangiare.

Saldato il dovuto e guadagnata l’uscita del locale, un tenera pioggerella estiva ci ha salutati. Dovevate vedere la gioia dipinta sul volto, erano mesi che non sentivo il profumo della pioggia, che non sentivo accarezzarmi la faccia e vedevo in controluce le gocce ad una ad una. Proprio una bella serata.


Notte bianca a Milazzo del 21 07 .


La sera del 21 luglio, Milazzo si è vestita del suo più bel abito da sera ed ha sfilato con la sua notte bianca. Luci, persone, locali e negozi aperti, bar pieni di gente, musica ad ogni angolo, artigiani che mostravano le loro mercanzie e lavoravano sotto gli occhi dei passanti, ma il cuore mi è stato rapito dalla pescheria.

Piena di luci, i banchi adorni di suppellettili di mare, reti, conchiglie e soprattutto la mostra fotografica dei fotografi Aloi. Con occhio critico e gusto del particolare, sono riusciti a cogliere le espressioni dei volti ( e direi anche l’animo ) dei frequentatori della pescheria. Persone comuni che incontri per la strada, saluti, con cui incroci gli sguardi, ma che quella sera, abbelliti dalle stampe in nero ( che adoro) e dalle forti luci che riflettevano sulle mattonelle bianche dei muri, assumevano tinte diverse, quasi magiche, a voler lasciare la vita quotidiana ed essere immortalati in delle piccole opere d’arte da consegnare al tempo.

Tra le foto in pescheria c’era pure il ritratto di mio nonno. Con il suo sguardo tra il sorpreso e lo scontento, tra il riso sardonico ed il pianto, con l’occhio fisso sulle cose ma vivo come quello di un ragazzino pieno di vita, con il suo abito bianco estivo e con l’inseparabile capello di vimini in testa che gli fa tanto l’aspetto da americano. Quando l’ho vista mi sono cadute delle lacrime di gioia nel vederne oltre al ritratto del volto, la sua espressione inconfondibile disegnata . Quanto gli voglio bene!