giovedì 17 marzo 2011

Futuro, presente, giovinezza.

Come dell'acqua che scorre .

Ero collegato su MSN che chattavo con una amica, tra una battuta ed un'altra mi uscì fuori una frase:

Sei giovane e ti diranno che sei il futuro, ma ricorda tu oggi sei il presente ed il futuro ti appartiene.

Un po in sintesi il pensiero di vivere che da oltre 5 anni ho iniziato a seguire: nel bene e nel male.

martedì 1 marzo 2011

Uova fritte .

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Del 10 Settembre 2010.

Prende la fase Up e tutto sembra facile, semplice, immediato. Le cose scorrono davanti a te, le pensi e le fai. Macini Km su Km, senza accorgertene, senti come le ali sotto ai piedi e vai, voli via.
Ad un certo punto senti come "puzza di bruciato", stai cadendo a pezzi, ti sei quasi fritto il cervello per quanto l'hai utilizzato ed impegnato a risolvere problemi, magari stupidi e di altri.
E' come se si fosse senza la nocicezione nella somatosensibilità, ti rompi una gamba e continui a camminare lo stesso, perché sul momento non senti il dolore della frattura. Alla fine ti fermi non perché senti finalmente (il normale e dovuto) dolore, ma perché ti rendi conto che cammini strano rispetto all'andatura normale: hai spappolato le gambe per terra.
E che diamine! :-D

lunedì 28 febbraio 2011

Lotta impari.

Con me stesso.

E' una lotta impari con me stesso, quando mi trovo a far qualcosa ed inizio ad andare sulla scia dei ricordi. Ricordi di momenti brutti, dove avrei voluto dire la mia, dove avrei voluto gridare e chiedere giustizia, equità, senso, ragione o anche torto, ma non ho parlato, vuoi per cause esterne o interne.
Momenti che danno rabbia, fastidio, che ritornano a galla dalle profondità dell'animo umano ed accecano la vista. Un po quello che ho già descritto in questo post e per questo non mi va di ri- scriverne:

Il punto è che oggi il tutto mi sembra una lotta impari di me stesso contro me stesso, dove alla fin – fine la vittoria di uno sull'altro si trasforma inevitabilmente in una sconfitta per il vincitore. Meccanismi strani a cui ogni tanto riesco a sottrarmi ed altre volte no, il fatto è che dopo quei momenti sono a pezzi, il vincitore si prende un bel trofeo: un mal di testa come se la parte frontale del cervello si volesse fluidificare, scomporsi ed andare via dalle arcate sopraciliari.
Bella guerra, peccato che ci vado di mezzo solo Io..

2010 01 04 Volo per Roma .



Mentre ascolto la canzone di Maya, mi é salita una gran tristezza, quasi a piangere, é la tristezza che noi siciliani ci portiamo appresso quando lasciamo la nostra isola. É straziante dolore per il distacco dalla nostra madre terra.

venerdì 18 febbraio 2011

Il casto Giuseppe .

Padre di Gesù.

Dal Post intitolato "Tanto lavoro per un Post", varie strade si sono aperte, una di queste è la figura del casto Giuseppe.
Chi è Giuseppe? Per la religione Cristiana cattolica, il padre putativo del Cristo, colui che riconsoce Maria quale sua sposa e ne accetta il figlio in grembo. Figlio di cui non è opera sua il concepimento.
Lasciando stare gli sviluppi Teologici della figura di Giuseppe, quello che vorrei cogliere e riprendere è la scissione tra l'atto del procreare e le successive responsabilità conseguenti al procreato. Giuseppe si prende tutti gli Oneri ed Onori della parte successiva al concepimento.
Questa scissione tra Azioni e conseguenti Responsabilità, è un argomento che per un po di tempo mi ha dato filo da torcere nel pensare, sia a livello personale, familiare, amicizie, conoscenze, associativo, politico e sociale. Un nodo abbastanza grosso, che almeno ora riesco a focalizzare e definire. Ma che credo proprio ora come ora posso solo mettere un punto e non proseguire l'argomento.

JK Rowling .

Scrive bene.

Da un paio di mesi mi sono avventurato nel leggere la saga di Harry Potter, dei 7 tomi rilasciati dall'autrice, me ne restano 4 da visionare.
Ci ho messo un po di tempo prima di iniziare a legger la saga, principalmente per via dell'eccessiva pubblicità . Non nego l'aver visto i film, rimanendone piacevolmente colpito, da cui ho tratto spunti di riflessione personale quali idee e post per il blog.
Arrivato al film della prima parte dell'ultimo libro ( Harry Potter e i doni della morte), qualcosa dentro si me smosso: una voglia di provare di prima mano le emozioni e le sensazioni suscitate dal libro.
Armato della mia fida tessera Coop 25 aprile, andai alla Mondadori di Palermo ed acquistai il primo tomo (NB: edizione economica, cioè senza fronzoli) . Lo aprii, lo iniziai a leggere e spinto dalla paura di rimanere senza il secondo tomo, lo comprai e continuai la lettura senza interruzione. In pratica mi sono tuffato con tutti i piedi dentro al mondo del maghetto dalla cicatrice sulla fronte.
Nel leggerlo ho ricevuto delle critiche (e quando mai se si fa una cosa per se stessi), ma piuttosto che viverle passivamente, mi hanno dato spunto per riflettere.
La critica principale mossa è stata su una presumibile collocazione del libro in una letteratura per l'adolescenza; accusato il colpo e ragionato su cosa mi piace della scrittura dell'autore, ho ribattuto che l'opera ha vari livelli di approfondimento: andiamo dalla lettura superficiale adatta a dei ragazzi in cerca di avventura, ad una più profonda; dove la Rowling smuove le tetre fila dell'animo umano per suonarle e che ne esce fuori non è sempre facile da digerire.
Aggiungo pure che l'autrice scrive bene, e quando si fa bene una cosa le critiche fioccano abbondanti, perché probabilmente sarà andata ad intaccare una serie di presunti scrittori medio-bassi a cui ha distolto il prezioso pubblico ottenuto con tante copie sbandierate ai 4 venti delle 100'000 copie vendute in 4 settimane; vuoi perché la letteratura che ne esce fuori è una letteratura per ragazzi più profonda, completa, dotata di quella parte nera, fredda ed oscura che di solito quel tipo di letteratura non tratta o che comunque tratta di striscio. Vuoi perché si sarà fatta strada tra scrittori per ragazzi della nuova generazione, in maniera meritocratica e cioè: LEI scrive bene, LORO scrivono meno bene. Di conseguenza chi compra e fa politica scegliendo cosa comprare, sceglie quello che meglio gli si addice; lasciando a secco gli altri scrittori.
Ma lasciamo stare gli scrittori e chiudiamo sull'opera. La scrittura è leggera, veloce e chiara, un capitolo si legge tutto di un fiato, le descrizioni sono belle, lineari e non eccessive, lasciando la libertà al lettore nell'immaginarsi la situazione (anche se le illustrazioni aiutano bene), la trama è fluente e difficilmente torni indietro per rileggere quello che hai appena letto perché non l'hai capito (regalo di Stefano D'Arrigo nell'Horcinus Horca), concludendo con una intensità nel trasmettere le emozioni che non sentivo da parecchio tempo.
Sono proprio contento che la JK Rowling abbia iniziato a scrivere, perché in questi tempi nuovi, non c'è bisogno di leggere e rileggere vecchi scrittori decrepiti del secolo scorso, ma gente contemporanea in grado di dar forma con le parole alle emozioni, sensazioni e situazioni che girano nei nostri tempi, piuttosto che interpretare con l'aruspicina le pagine consunte e logore di vecchi romanzi portati via dai fatti attuali dalla corrente del la vita.
Buona lettura

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.


martedì 15 febbraio 2011

Rimozione 001.

Particolare Palermitano: Colonna tuscanica e segnale di rimozione.

Rimozione, un meccanismo maledetto e benedetto della nostra mente. La parola stessa è eloquente: rimuovere, togliere di peso, indiffrentemente dal consenso o meno, un evento verificatosi dalla memoria .
Meccanismo pesante, richiedente energie, alla fine del quale la sensazione che si ha è una forte sonnolenza, spia di un bisogno di dormire. Anche il dormire stesso è un meccanismo di rimozione: alla fine dei cicli di sonno, la mente si desta libera e svuotata, come se un buldozzer nottetempo sia passato di lì ed abbia sbancato tutto.