mercoledì 12 giugno 2013

Un piacere me lo son tolto .

Ogni tanto...

Erano i primi di Novembre del passato anno, quando con un gruppo di amici ci trovammo a passare dal centro commerciale "Centro Sicilia". Tanti i negozi, tante le offerte, ma quelli che avevano attirato la mia attenzione da subito sono stati i punti vendita "Timberland" e "Napapijri Geographic".
Principalmente vestiario sportivo/escursionistico, comodo, tecnologico ed adatto alla temperatura, sulla stessa linea del "Columbia" trattato dalla Dechatlon.
Cerco e ricerco, giro e rigiro, confronto e mi trattengo, indosso e provo, spero e dispero, faccio conti e stime, alla fine più disperato che felice, esco fuori il bancomat e prendo il giaccone.
Una botta di 174,00 €, ma ne è valsa la pena. Quando sono uscito dal negozio la gioia di essermi finalmente tolto a 32 anni il piacere di un capo che desideravo da anni me lo sono tolto.

domenica 12 maggio 2013

Passa un bus della Scoppio e... .

Il cuore mi si stringe.
Era una notte buia di un altrettanto periodo buio della vita, qualche barlume di luce si vedeva all'orizzonte, ma era troppo flebile per schiarire l'oscurità.
Per seguire un'infatuazione, salii a bordo di un autobus diretto a Lecce: nessuna fermata nel cuore della notte, si tira dritto fintantocchè tutto attorno non è che pianura.
Ancora oggi se mi trovo a passare dal capolinea dei Bus, vedendo un autobus della ditta Scoppio (professionale e valida), la mente va a quella notte, al freddo dell'aria condizionata che attraversava la pelle, camminava per i muscoli ed azzannava il cuore in una morsa di ghiaccio.
Il sole, il cielo e le rondini di quella città mi richiamarono alla vita ed il pensiero di amici cari a casa a cui portare un pensiero mi fecero riemergere da quel bagno in acque ghiacciate.
Una bici presa in affitto fece il resto per i vicoli di pietra arenaria inondati dal sole.

Pantarei os potamos, ma ogni tanto qualcosa dentro si ghiaccia e si inceppa.

La cenere .

Ciò che resta di un bel fuoco.

Qualche giorno or sono (erano i primi del mese di aprile di 2 anni fa) ascoltai alla TV una frase circa il Bip, nella fattispecie: la depressione è la cenere di quel che resta della mania. Visti questi due elementi (cenere e mania) cuciti dal filo del tempo, diventano aspetti diversi della medesima medaglia, assumendo contorni più naturali, organici ed unitari.
La fase down, depressiva, prostrata e sfinita, è ciò che resta di una mente dopo che vi è passato il fuoco della mania.
Fuoco che avvolge, riscalda, solletica, ammalia con guizzi di ragionamenti rapidi e fulminei, come fiammelle danzano nella propria mente ammaliando chi ci guarda e noi stessi. Fuoco che avvolge noi stessi ed avvolge gli altri nello spaziare, travalicando i limiti personali e coinvolgendo gli altri. Fiamma che fa scorrere su concetti, idee, pensieri, emozioni, sensazioni con una velocità sostenuta, riscaldando ed aizzando noi stessi ed i vicini.
Questo fuoco dalle tante e suadenti componenti ammalianti, ha un piccolo particolare, al suo passaggio lascia cenere di ciò che era prima; per cui quando si è in fase Up/Maniacale, quando le fiamme del fuoco produttivo avvolgono e si scambiano per piacere euforico il bruciare della nostra mente, in quei momenti sarebbe un passo avanti il ricordarsi che si stà bruciando sulla pira della mania e che sarebbe bene fermarsi  o almeno ricordarsi che dopo le fiamme ci attendono le ceneri della depressione.
Forse si proverà a mettere un freno a queste fiamme, e forse quello che scambiavamo per felicità o momento pieno di vita, assumerà i suoi contorni realistici: di carne che prende fuoco.
Forse inizieremo a curarci le bruciature e a trovare le cicatrici delle trascorse, forse inizieremo a rispettare noi stessi e a vivere meglio.
Forse ...

sabato 11 maggio 2013

Torni in fossa .


Era mercoledì 6 Luglio, quando presi il cellulare e vi feci un po di pulizia tra i contatti. Il primo a saltare fu Tommaso.
Un paio di anni fa avevamo provato a ricucire, o meglio aveva bisogno di ricucire, più che altro per una necessità di psicanalisi. Probabilmente lo psicanalista gli disse: Ho cerchi di trovare questa persona e gli dici quello che non gli hai detto 8 anni orsono o se no vivrai con un buco nella mente di dimensioni assurde.
Quando ne parlai con Catia, convenimmo che la situazione non era delle più chiare. Quando ne parlai con Ale il responso fu lo stesso, quando ne parlai in famiglia fu un apriti cielo.
Visti i risultati:
Una serata a parlare a ciclo continuo.
Il riportarmi una lettera di un periodo dove avevo più problemi che altro, e quindi caricarmi di ulteriori pesi .
Il presentarmi il tanto amato aggettivo "vecchio", da una parte di conoscenti in comune che del malparlare altrui ne hanno fatto motivo di vita, oltre che a scaricare all'altrui spalle problemi su problemi.
I bidoni per vederci a ferragosto.
I bidoni per vederci a capodanno.
Oggi mi domando: ma a quale pro ho dato retta ad un gran coglione di questo? Quale significato può avere dare ancora retta ad una persona che si laurea e manco te lo dice ? Ma in base a quale filo di saldatura tra mondo affettivo e ragione gli ho dato retta? Pietà? Compassione? Miseria? Forse pietà per Lui e per Me.
Se ne torna in fossa e ci resta. 

Giocare di fantasia : Storie di un sopravvissuto nella terra degli zombie.


Da un po ci pensavo, precisamente dal 2011 01 02 , ed in questi giorni dove ho trovato spazio per confrontarmi con me stesso, ho maturato l'idea: la situazione creata da M. & A. è al limite dell'assurdo, vivo nella stanza come un rinchiuso in un bunker, assediato da zombie.
Perchè non trasformare le situazioni di cannibalismo viste e vissute in un racconto o una serie di racconti? Magari scimmiotto Manel Loureiro, ma almeno provo a dare un senso a queste idee che mi frullano per la testa ed agghiacciano il cuore.
Le sensazioni di fratture interiori vissute, sono simili alla sensazione di farsi macellare in mille pezzi. Le fratture interiori passate sono state come maciullamenti del mio ragazzo, del mio Io.
Perchè non immaginarsi dei racconti da brivido? Perchè non trasformare il brivido provato interiormente in un brivido letterario da far accapponare la pelle, così come mi si attorcigliano le budella quando arrivano le fratture?
Ora sono stanco, questo attacco di leggerezza dell'essere mi costa un po di ore di sonno, le migliori del cuore della notte. Forse è meglio che stacchi il cellulare ed inizi a far planare la mente verso il sonno. 

martedì 7 maggio 2013

Ho ripreso a gestire il Blog. Abbastanze idee si sono accumulate ed intasano il blog, anche la mia vita. Vedrò di smaltirle.

lunedì 6 maggio 2013

Raccomandazioni per il freddo .


Prova a fare tutto quello che puoi per resistere, a cominciare dall'alzarti presto la mattina e coricarti presto la sera, passeggiare, prendere sole, lavarti e mangiare regolarmente.