domenica 3 novembre 2013

Ricomincio da ...

L'isola di Melee .
In questi ultimi mesi ho navigato per acque che sembravano quiete, ricche di vita e propositive. Invece erano si limpide, ma morte e piene di pescecani. Gente ha continuato a leggere e ri – leggere i miei post in maniera ossessiva, come a voler raschiare risposte dalle pietre. Mi sono auto - censurato un bel po su molti argomenti, fino a che non ce l'ho fatta più ed ho chiamato i miei amici per avere un po di conforto.
L'infermiera mai vista, il pescatore appassionato, il milazzese intelligente ma emigrato, tanto per citarne alcuni, ad ognuno di loro ho raccontato il safari dentro la mia testa ed ognuno mi ha rimandato un importante pezzo di me.
Lo scrivere in privato mi ha permesso successivamente di rassettare le idee, il camminare mi è servito a non pensarvi e dargli un filo logico. Un lavorio mentale lungo, pesante e difficile, che ha impegnato momenti, giorni, settimane, mesi.
I pensieri interrotti raccoltisi  nella mente, a poco a poco hanno iniziato a dipanarsi, snocciolarsi e scollarsi gli uni dagli altri. Idee per post si sono fatte strada, forti di concetti limati ed immagini pronte a supportarle.
Un'idea tra le tante si era fatta strada nella mente, visto il gran casino che aleggiava intorno a me: chiudere il Blog, andarmene via in un altro lido o addirittura smettere di scrivere. Idea malsana che dopo un po ho ricacciato via e messo da parte.
L'isola di Melee è stato approdo sicuro per un bel periodo della mia vita. Tra i suoi scaffali sono riuscito a trovare il filo logico di tante mie situazioni difficili, mi ha permesso di scoprire e scoprirmi, per ora voglia di chiuderlo non ne ho.
Ma rivolgo un invito a chi costantemente veleggia verso questi lidi in cerca di risposte: stai attento, ciò che scrivo potrebbe farti male, non fino a se stesso, ma perchè nel leggerlo potresti inavvertitamente credere di cogliere parti di te stesso e quindi poterti far del male. Pertanto, avvisato il lettore di turno, mi sento sollevato da qualunque responsabilità per fatti, pensieri, eventi o quant'altro personali e soggettivi, qui frutto della mia produzione letteraria e che con le vite personali altrui hanno poco a che farci.
Non sono  il Virgilio di turno che accompagna te o sventurato Dante per i gironi infernali per farti uscire dall'Inferno. Sono solo una persona che ha deciso di tirar fuori le proprie idee e di scriverle, senza voler insegnare o accusare nessuno, o peggio ancora dire cosa fare. A riprova, mi permetto di dire di fare una cosa: se l'animo è di trovarvi risposte personali, allora vattene, non è posto per Te.

sabato 2 novembre 2013

Di coccio .

Era una mattina di settembre, riuscii a rintracciare nuovamente un compagno di classe del Liceo, Tano, e decidemmo di prendere un caffè.
Il luogo prescelto fu il Bar Nadir. Seduti ai tavolini sotto al gazebo iniziammo a riallacciare fila interrotte da anni. Parlammo di amicizie, conoscenze, progetti e toccammo l'argomento donne. Tano in quell'occasione mostro' una certa maturità.
Parlavamo della donna come di un vaso di creta, fintanto che la creta e' fresca riesci a modellarla a tuo piacimento, passato del tempo, eventi spiacevoli o difficili, la creta si cuoce e la donna matura diventa un vaso di coccio, duro, rigido, cotto, non più malleabile, duttile ed adattabile alle esigenze o necessità.
Per cui un vaso una volta che si e' cotto, non lo si può più modellare. Anzi rischi di romperlo e trovarti cocci nelle mani.
Capita ...

giovedì 31 ottobre 2013

Se ascolti solo i soliti cantanti non è che farai granchè di originale nella vita.

mercoledì 30 ottobre 2013

La falena e la candela .



Radiodervish .

Ti veste soltanto la luce
mi dici parole d'amore
conosciute mai
Lontano da qui
Ricordo dell'unica falena
che non tornerà.

Astratta fontana di luce
sognata un lunghissimo istante
Forse porterai
Lontano da qui
Ricordo dell'unica falena
che m'amava già.

Sapere che il TUtto è Uno
Sentire che l'Uno è il Tutto
Tra di noi c'è solo l'Io
Che mi tiene lontano da te. .

Il materiale audio e video appartengono ai rispettivi proprietari.

giovedì 24 ottobre 2013

Odore di morte e di vuoto.

giovedì 26 settembre 2013

Pensieri interrotti .

Quindi i pensieri interrotti, quelli soffocati, quelli abbandonati, non vengono non intesi da me che li formulo, ma girano inesorabilmente nella testa  che è una ed un <> non esiste né sortisce l'effetto sperato.
“Ti amo comunque”, Rossana Brambilla, pag. 63

Preparato per torrone siciliano .
Cosa sono i pensieri interrotti? Sono idee, concetti che nascono dal profondo dell'inconscio, cercano strada verso la coscienza, per essere analizzati, considerati, presi in disparte e formulati, ma trovano la porta sbarrata, chiusa. Allora si spezzano, rompono la loro integrità anatomica e restano in testa. Iniziano a girare per la testa, in attesa che il loro turno per entrare in coscienza arrivi.
I pensieri potremmo paragonarli a delle mandorle tostate, i pensieri interrotti a delle mandorle rotte che finiscono nel calderone della testa e lì iniziano a girarvi, di più, sempre di più, spinti o meglio rigirati da stati d'animo o mentali rigidi che come un possente mestolo di legno li gira e rigira nella pentola fino a frantumarli ulteriormente. Pensieri che vengono legati tra loro da una matassa appiccicosa che è uno stato mentale alterato, che lega come una colla i vari pezzetti di pensieri che continuano a girare e girare all'interno del calderone, come “cotta” per il torrone.
Nel torrone della festa Siciliano giunti a cottura il preparato/cotta viene versato e lavorato; qui se non si sta attenti ci si trova la testa ingombrata, invischiata ed otturata.
Spero che non capiti.

martedì 17 settembre 2013

Sugo con i galletti..

Perso per un Adolescente di 37 anni.
Mattinata impegnata, pulisci stanza ed annesso balcone, stendi la lavatrice e fanne partire un'altra, sistema e manutenziona l'attrezzatura per funghi, metti sul fuoco un sugo con i galletti ed aspetta che termini la cottura .Raggiunta la consistenza, spengo il fuoco e tra me e me mi dico: Oggi gran pranzo.
Esco in bici in quella che considero l'ora d'oro, riuscendo a sbrigare biblioteca comunale, orologiaio, meccanico bici ed infine posta. Non  mi sembra neanche vero.
Torno a casa, a tavola oggi si va alle 13. Prendo la discesa del condominio, giro ed appena nel campo visivo entra il garage dei miei, mi si gela il sangue. L'auto dell'Adolescente è parcheggiata davanti. Penso tra me e me, si evolve, ha lasciato lo spazio per far entrare le bici nel box, non esser pessimista Fà.
Poso il velocipede e calo la serranda. Salgo le scale, ma prima di impegnare il portone condominiale allungo l'orecchio per sentire le eventuali urla provenire dalla cucina prospiciente la corte; come dire il campanello d'allarme che ti avvisa se in casa qualcuno è particolarmente incazzato e quindi meglio andarsene. Silenzio, già mi pregusto la pasta con il sugo dei funghi.
 Entro in cucina, saluto tutti e mi siedo al desco. Appena metto il formaggio sulla pasta e constato con gioia che sono tagliatelle, inforco il cucchiaio e mi arriva una ventata di urla piene di rabbia da parte dell'Adolescente al capotavola; l'argomento è una questione condominiale riguardante una casa che non è neanche di sua proprietà. Il pater familias ormai chiuso nel suo autunno annuisce con consuetudine e la mater cerca di tirare il discorso su altre argomentazioni, quali leccornie appena comprate.
Provo a innestarmi sul discorso materno ed ignorare il resto, ma mi arrivano nuove salve di urla con rabbia sempre per un comportamento da imporre alla compagna circa la questione condominiale.
Palle piene.
Mi alzo e vado nella stanza, chiudo la porta, accendo la radio e mi metto a scrivere.
2 palle le cose che si ripetono oltre la normale .