lunedì 4 novembre 2013

Teoria dei piccoli ...Passi .Passi .

Passi
Ultimamente le problematiche mi sembrano difficili da affrontare tutte d' un fiato. Inutile nascondermi, non ce la faccio. Piuttosto che rimandarle, in quanto rimandare = non fare, preferisco spezzare i problemi in piccoli sotto-problemi uniti da un filo logico/temporale.
Il tempo si allunga nel risolverli/realizzarli, ma riuscendo a vederne la soluzione nel tempo che scorre, riesco a mettere a fuoco e fare un passo dopo l'altro, intravedendo il percorso da seguire.
Il punto è non perdere la bussola e/o il filo logico nelle cose, se no è un ritornare sempre sul punto di partenza ed impazzire lentamente. Vedi per esempio la manutenzione del Blog, pezzi se ne stanno andando come foto, video e slide. Non prendersela troppo, programmare la ristrutturazione del sito ad aree/scaffali, in modo da partire da un punto, fare dei piccoli passi che ti permettono di andare avanti su quel percorso e prima o dopo riuscire a “tappare” le crepe che si sono create.
Spero di continuare su questa strada, passo dopo passo, perchè se no davvero impazzisco nel fare le cose tutte di un fiato e di continuo.
Ci provo, poi si racconterà ;-)  

Ps. Link ad un sito interessante, trattante l'argomento.

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.

domenica 3 novembre 2013

E' finita..


Con Pulce è finita ...

Ricomincio da ...

L'isola di Melee .
In questi ultimi mesi ho navigato per acque che sembravano quiete, ricche di vita e propositive. Invece erano si limpide, ma morte e piene di pescecani. Gente ha continuato a leggere e ri – leggere i miei post in maniera ossessiva, come a voler raschiare risposte dalle pietre. Mi sono auto - censurato un bel po su molti argomenti, fino a che non ce l'ho fatta più ed ho chiamato i miei amici per avere un po di conforto.
L'infermiera mai vista, il pescatore appassionato, il milazzese intelligente ma emigrato, tanto per citarne alcuni, ad ognuno di loro ho raccontato il safari dentro la mia testa ed ognuno mi ha rimandato un importante pezzo di me.
Lo scrivere in privato mi ha permesso successivamente di rassettare le idee, il camminare mi è servito a non pensarvi e dargli un filo logico. Un lavorio mentale lungo, pesante e difficile, che ha impegnato momenti, giorni, settimane, mesi.
I pensieri interrotti raccoltisi  nella mente, a poco a poco hanno iniziato a dipanarsi, snocciolarsi e scollarsi gli uni dagli altri. Idee per post si sono fatte strada, forti di concetti limati ed immagini pronte a supportarle.
Un'idea tra le tante si era fatta strada nella mente, visto il gran casino che aleggiava intorno a me: chiudere il Blog, andarmene via in un altro lido o addirittura smettere di scrivere. Idea malsana che dopo un po ho ricacciato via e messo da parte.
L'isola di Melee è stato approdo sicuro per un bel periodo della mia vita. Tra i suoi scaffali sono riuscito a trovare il filo logico di tante mie situazioni difficili, mi ha permesso di scoprire e scoprirmi, per ora voglia di chiuderlo non ne ho.
Ma rivolgo un invito a chi costantemente veleggia verso questi lidi in cerca di risposte: stai attento, ciò che scrivo potrebbe farti male, non fino a se stesso, ma perchè nel leggerlo potresti inavvertitamente credere di cogliere parti di te stesso e quindi poterti far del male. Pertanto, avvisato il lettore di turno, mi sento sollevato da qualunque responsabilità per fatti, pensieri, eventi o quant'altro personali e soggettivi, qui frutto della mia produzione letteraria e che con le vite personali altrui hanno poco a che farci.
Non sono  il Virgilio di turno che accompagna te o sventurato Dante per i gironi infernali per farti uscire dall'Inferno. Sono solo una persona che ha deciso di tirar fuori le proprie idee e di scriverle, senza voler insegnare o accusare nessuno, o peggio ancora dire cosa fare. A riprova, mi permetto di dire di fare una cosa: se l'animo è di trovarvi risposte personali, allora vattene, non è posto per Te.

sabato 2 novembre 2013

Di coccio .

Era una mattina di settembre, riuscii a rintracciare nuovamente un compagno di classe del Liceo, Tano, e decidemmo di prendere un caffè.
Il luogo prescelto fu il Bar Nadir. Seduti ai tavolini sotto al gazebo iniziammo a riallacciare fila interrotte da anni. Parlammo di amicizie, conoscenze, progetti e toccammo l'argomento donne. Tano in quell'occasione mostro' una certa maturità.
Parlavamo della donna come di un vaso di creta, fintanto che la creta e' fresca riesci a modellarla a tuo piacimento, passato del tempo, eventi spiacevoli o difficili, la creta si cuoce e la donna matura diventa un vaso di coccio, duro, rigido, cotto, non più malleabile, duttile ed adattabile alle esigenze o necessità.
Per cui un vaso una volta che si e' cotto, non lo si può più modellare. Anzi rischi di romperlo e trovarti cocci nelle mani.
Capita ...

giovedì 31 ottobre 2013

Se ascolti solo i soliti cantanti non è che farai granchè di originale nella vita.

mercoledì 30 ottobre 2013

La falena e la candela .



Radiodervish .

Ti veste soltanto la luce
mi dici parole d'amore
conosciute mai
Lontano da qui
Ricordo dell'unica falena
che non tornerà.

Astratta fontana di luce
sognata un lunghissimo istante
Forse porterai
Lontano da qui
Ricordo dell'unica falena
che m'amava già.

Sapere che il TUtto è Uno
Sentire che l'Uno è il Tutto
Tra di noi c'è solo l'Io
Che mi tiene lontano da te. .

Il materiale audio e video appartengono ai rispettivi proprietari.

giovedì 24 ottobre 2013

Odore di morte e di vuoto.