martedì 14 novembre 2017

Vivere

Senza rendersene conto aveva deciso di vivere.

Guido Cervo, Il centurione di Augusto, pag 83.

Germani

Li sapeva arroganti e prepotenti quando si sentivano forti, valorosi in guerra e però crudeli nella vittoria almeno quanto subdoli, simulatori e lungamente rancorosi nella sconfitta; difficilmente assoggettabili, comunque,  in quanto incapaci di accettare l'autorità  di chi non appartenesse alla loro gente, che ciecamente ritenevano  di gran lunga superiore rispetto  a ogni altro popolo, convinzione questa dalla quale nulla poteva dissuaderli. Gli era sempre sembrato che, con i loro occhi vitrei, essi scrutassero torvamente gli occupanti romani, invidiandone l'efficienza delle armi e bramandone i beni, ma avendo cura di mostrarsi superbamente indifferenti rispetto gli agi dei quali amavano circondarsi e ostentando disprezzo per tutto quanto, nella loro barbarie, non riuscivano a comprendere dei suoi più civili costumi.

Guido Cervo, Il centurione di Augusto, pag 54.

Il vaso

Ognuno vuota il vaso sulla testa di chi sta sotto.

Guido Cervo, Il centurione di Augusto, pag 31.

lunedì 13 novembre 2017

Superficiali

Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze.

Oscar Wilde citato durante una puntata di Undressed.

mercoledì 25 ottobre 2017

Il gregge

Il cane pastore non può controllare tutte le pecore e nemmeno ridurre le loro paure.

Cit. La clessidra infranta di J. L. Bourne

Tempi

È finito il tempo in cui urlarsi addosso, ora possono solo abbracciarsi e superare assieme questa difficoltà.

Cit. 16 anni ed incinta Italia.

giovedì 12 ottobre 2017

Bentornata

Taglia 54 .
Era da un po di tempo nell'aria, il peso era stato lasciato per strada ed i risultati confermati, o meglio stabilizzati.
Ho un appuntamento con una ragazza a Messina, due chiacchiere non fanno male e conoscere persone nuove aiuta a dimenticare le vecchie. L'armadio però è pieno di roba, non tutta indossabile specialmente al primo incontro.
Prendo il primo pantalone ma non calza bene, prendo un secondo capo di abbigliamento e non mi convince molto. Il tempo stringe e devo far strada, abbino una camicia di riserva sostituendo l'azzurra macchiata. Non è il massimo come volevo ma va bene, un sospetto di profumo mi accompagna nella partenza.
Incontro quasi claustrofobico, possibilità di inserirsi nel discorso poche; lei va a mano libero. Però mentre camminiamo mi sento osservato ed osservo. La sensazione di destare interesse mi gratifica ma un po mi sento inappropriato in quei vestiti così larghi ed inadatti.
Finita la chiacchierata ed arrivati i momenti dei saluti, sento il bisogno di comprar qualcosa per Me. Sarà l’incontro non andato bene, ma sento svegliarsi dentro un bisogno: darmi una sistemata, non tanto per gli altri, quanto per Me stesso.
Era nell'aria da un po, ma proprio quella sera, superato il nubifragio in autostrada, mi fermo alla Benetton. Un occhio cade sulla mia sagoma allo specchio, mi vedo deformato dai pantaloni, guardo le taglie e mi domando “Taglia 54? Perchè no..” . È un azzardo, voglio provare.
Entra il piede e lì è normale. Scivola il polpaccio e non ho la sensazione di “stretto”. Arrivo a sollevarlo alle tante temute cosce e la sensazione è di vestibilità a guanto. Chiudo il bottone con semplicità e lasciata andare la pancia sento contenerla, non stringerla.
È fatta, un pantalone taglia 54 nuovamente per Me. Fatta cassa e notata la cassiera niente male, prendo la via dell’auto per tornare a casa.