lunedì 30 giugno 2008

Ciao a tutti!

Si parte…

Domani sveglia presto, valigia pronta da caricare sull’auto, passo a prendere la collega e destinazione Calabria. Mi attende il corso di formazione specifica per il servizio civile AVIS, che terminerà niente popò di meno che Sabato pomeriggio 5 Luglio. In pratica starò fuori una settimana per intero.

Saluti a tutti, belli e brutti. Chi mi vuol bene mi pensi, chi non mi vuol bene, è pregato di andare a …

Ciao – ciao!

domenica 29 giugno 2008

Puccia con mortadella .


Panino tipico Salentino, dagli ingredienti poveri. Al normale impasto vengono aggiunti prodotti semplici contadini, quali: pomodori e olive.

Il pomodoro nell’impasto ti permette di mantenere il pane morbido, soffice. Da solo riesce quasi a condire il panino, rendendolo mangiabile così come si presenta, semplicemente pane. Però affidandomi al salumiere mi è stato suggerito l’insaccato da accostare: la mortadella.

Le olive sono l’altro particolare dell’impasto. Della variante piccola ( che noi siculi localmente chiamiamo ‘Munacedde perché ricordano le castagnole di mare ), con i noccioli interi all’interno. Per cui quando compri il panino, ti pesano il pane, i pomodori, le olive ed i noccioli. In pratica ti compri il pane ed i noccioli.. Pane dei furbi o pane della povertà del Salento?

Pane della povertà, perché per poterlo finire c’è voluto un bel pezzo, ogni morso doveva essere masticato con cura, per trovare i noccioli e non ingurgitarli. Ogni nuova scoperta di nocciolo, mi obbligava a fermare il pasto, cercar l’intruso e portarlo fuori.

Il risultato finale di questo escamotage sono state il ritrovarmi con le dita nere e l’esser sazio a metà panino. Non sentivo più l’appetito perché non potendolo mangiare di continuo, date le pause forzate, la sensazione scompare.

Potremo dire che è l’esatto opposto del concetto di panino che troveresti in un Mc Donald: La Puccia ci metti un po’ a mangiartela, per un Hamburger impieghi al massimo 1 minuto. In definitiva, se non sei cultore del cibo mediterraneo, rischi di non apprezzare questo pane che urla la storia della terra di cui è fatto.

La tecnica di interrompere l’atto del pasto, con l’uso di corpi estranei nella pietanza, lo trovai in una novella del Verga, dove una madre doveva affrontare la fame vorace del figlio maggiore.

Il ragazzo ogni volta che si sedeva al desco poveramente contadino, divorava velocemente il suo magro pranzo, per poi buttarsi sui piatti dei fratellini ed “aiutarli” a finire la loro misera pietanza.

La madre sconcertata e disperata sul da farsi, dato che non aveva modo di aumentare la portata dei piatti, chiese consiglio ad una amica, che le suggerì di mettere dei “bottoni” nella minestra del figlio, in modo che ad ogni boccone doveva fermarsi a cercare il corpo estraneo.

La madre mise i bottoni nella minestra, il figlio ad ogni boccone doveva fermarsi a cercare il bottone e poi sputarlo, in modo tale che alla fine era l’ultimo della tavola a pulire la scodella, alzandosi dal desco sazio.

Cosa voglio dire con questo accenno storico / medico / culturale, che il Salento oggi è una terra in fermento, ieri era una terra dove la FAME ammazzava.

sabato 28 giugno 2008

Follia .


Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste.

Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. La vita umana non è altro che un gioco della follia.

Il cuore ha sempre ragione.

Erasmo Da Rotterdam - Elogio Alla Follia


Di seguito trovate il collegamento all’opera integrale pubblicata on- line, buona lettura:

http://www.liberliber.it/biblioteca/e/erasmus_roterodamus/elogio_della_follia/html/testo.htm

venerdì 27 giugno 2008

Bellezza di un fiore .

Un fiore di cappero è una cosa molto particolare e fuori dai luoghi comuni. Ti ritrovi a camminare per sentieri inospitali, scogliere a picco sul mare, in mezzo a sassi, sotto un sole cocente che trapassa la trama del cappello, secca ogni pianta e spacca il terreno, per trovarti davanti una pianta dal verde smeraldo, incorniciata dal cielo o dal mare blu.

Sorpreso ti avvicini per scrutare questo cespuglio, abbarbicato su una roccia, con i lunghi rami pendenti a strapiombo nel vuoto, dalle piccole foglie incastonate nella nicchia scavata nel muro. Guardi questa pianta arroccata nella roccia più inospitale, dove in un anfratto trova un pugno di terra mista a sabbia a cui si attacca, senza cedere mai e l’unica cosa che puoi fare è scrutarne le parti.

Sotto i rami pendenti come dei salici piangenti, si intravede il cuore nodoso del corpo della pianta, forgiato dal sole che lo cuoce, la salsedine che lo brucia, il vento che lo strazia e le voraci mani umane che strappano i germogli più teneri.

L’occhio cade sui rami piangenti, da verde intenso, vivi, splendenti. Alle estremità dei rami, tra le foglie di un colore sempre più verde e sempre più morbidi, qua e la fanno capolino i boccioli del fiore.

Boccioli, ora piccoli e teneri, ora grossi e tesi, quasi esplodono, volendo gridare la vita che racchiudono. Scorri i boccioli e trovi il primo, il secondo ed il terzo sbocciato, piccoli bracci verdi che racchiudono il fiore. Petali bianchi come la spuma del mare in burrasca, o nuvole nel cielo quando sembra di smeraldo, come un velo di sposa all’altare che ti attende o come il latte appena versato sulla tazza.

In questo lago di bianco spuntano i pistilli viola, che sfumano dal bianco ad un colore sempre più acceso ed intenso. Sembrerebbero delle labbra da baciare o un fiore da cogliere. Guardandolo pensi che abbia un profumo ammaliante, ma mentre ti ci avvicini per assaporare, rischi di finire impinzato da una vespa o altro imenottero che sugge nutrimento.

giovedì 26 giugno 2008

Due filosofie di pensiero .

Nella via ci sono due modi di vivere, agli estremi: Parlare e Silenzio. Nessuno dei due è perfetto, anzi solo silenzio o solo parlare entrambi possono solo far male.

Sta alla persona quanto scegliere dei due estremi, dove far cadere il filo di piombo della scelta, senza che la scelta stessa diventi una farsa, perché poi alla fin fine si sceglie di non scegliere.


martedì 24 giugno 2008

Profumiera 03 .


Altra puntata della serie : Profumiera. Stavolta miei cari lettori, considereremo la Biancheria Intima.
Wow.. W la Mercedes..
La biancheria intima è un elemento del vestiario a mio parere stupendo, se ben abbinato e scelto, con quel pizzico di sensualità può valorizzare molto la donna, ma si deve capire l’uso che se ne vuole fare di questa valorizzazione. Di certo prendo le distanze sia dall’eccessivo coprire che dall’estremo scoprire, dato che il troppo non va bene.
Nel caso della Profumiera la biancheria intima viene utilizzata, ad uno scopo preciso: dare sempre odore di se all’altro, in modo da inebriarlo.
È l’esempio del classico tanga per accentuare la rotondità dei glutei, in maniera che l’occhio vada a cadere sul sedere. Non è che voglia condannare il tanga di per se stesso, ma se messo in un contesto dove si vuole mostrare troppo, i conti non tornano.
Abbiamo anche il reggiseno, magari dalla asticella trasparente, dove l’obiettivo è ampliare il più possibile la scollatura del vestiario e quindi far vedere tutto e di più.
Se l’intimo è abbinato al vestito, ne esce un tocco di classe. Se l’intimo viene mostrato: nei pantaloni a vita bassa, nelle magliette con la pancia scoperta, diventa an

Un windows Live Spaces ?

Possibile...

Blog, Live Spaces, Picasa, etc. Sono tutti spazi on – line, gratuitamente messi a disposizione dei cyber naviganti. Ogni particolare può essere un mezzo per esprimersi e farsi notare nello spazio di Internet, oppure uno strumento con il quale poter dire la propria, crearsi una vita parallela ( chi ne ha bisogno ), tirare le somme, fare qualcosa di proprio, ma allo stesso tempo metterlo a disposizione degli altri, in modo che non resti lettera morta.

Si possono condividere idee, foto, filmati, pensieri, storie, barzellette, informazioni, nozioni, deduzioni, spiegazioni e quanto si possa produrre con la parola, l’immagine ed il suono.. Davvero molte le possibilità.

Ogni cosa ha il suo prezzo. Se ti viene abbuonato il costo materiale dello spazio, devi pur sempre investirci tempo ed energie per realizzare il tuo “territorio”, per cui un prezzo lo paghi sempre. Sta al singolo decidere quanto pagare.

L’idea di aprire un nuovo spazio, non è male, ma mi domando: Ne ho di tempo? Di certo poco, dato che non sono neanche riuscito a rassettare le idee per un post sul viaggio a Filicuti..

Concetto finale prima di andarsene:

Che la Terra non basti più e cerchiamo di espanderci, magari nel web?