giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale .

Auguro un buon Natale, felice scevro dal ritmo frenetico del consumismo, ma carico di significati profondi a tutti i lettori dell’Isola di Melee, siete semplicemente fantastici .

lunedì 22 dicembre 2008

La lontananza.

Permette tante cose.
La lontananza, in un rapporto, ti permette di vedere meglio le cose. Con occhio staccato ed illuminato dai sentimenti che ti prendono, riesci a far fluire i pensieri, le idee, vedi se c’è un senso nelle cose o se non c’è, provi anche a toccare con il cuore il sentimento che si ha con un’altra persona per capirlo.
Se c’è un sentimento che unisce ed è importante, anche con la lontananza il rapporto resta. Se il sentimento che lega non c’è, allora il rapporto tra 2 persone si scioglie come neve al sole.
Si può pure aver paura della lontananza, magari perché si è convinti che il rapporto si scioglierà, non pensando invece che è la qualità ( e non la quantità ) del tempo trascorso assieme con l’altra persona, la voglia di stare e condividere tutto: Emozioni, idee, rabbia, gioia, amore, liti, difficoltà e quant’altro a segnare la differenza tra un rapporto che resta ed uno che si scioglie al sole della lontananza.

mercoledì 10 dicembre 2008

Eterno adolescente .

L’Adolescente, di Charles Despiau ( L'immaggine appartiene al rispettivo proprietario ) .

Desco familiare a pranzo, scenetta bucolica già vista migliaia di volte e sempre il solito disco messo sul piatto che gira, un germano di oltre trent’anni in piena crisi adolescenziale.
Classico discorso preso alla larga, molto alla larga, per iniziare in ambiti non sospetti: mutui facilitati erogati dalla regione Sicilia per l’acquisto della prima casa. Argomentazioni riportate per l’argomento valide: metraggio dignitoso dell’abitazione, prezzo e mutuo per l’acquisto sostenibile, localizzazione dello stabile in buon punto, struttura ampliabile, l’ideale per INIZIARE. Tutti i presenti affascinati dalla favella oratoria e dalle buone argomentazioni, dove sembrava tutto esser indirizzato verso l’obiettivo di un qualunque uomo di farsi una propria casa dove farvi famiglia.
Peccato che al discorso ben imbastito ci mancava un piccolo particolare, omesso per tutta la durata del discorso e solo successivamente aggiunto: idea buona per iniziare ad AFFITTARE la casa a seconde persone. A rigor di cronaca è doveroso aggiungere: mentre lui può benissimo continuare a starsene nella casa di proprietà della nonna e muoversi con l’auto presa alla madre.
L’ennesima bischerata di vecchia data, dove la persona è in preda a crisi adolescenziali tardive, in cui gli obiettivi finali sono: vestiario, happy hour, vino e film.
Dato che quasi due settimane fa mi si rimproverava di metter su sempre lo stesso disco, mi sono permesso di suggerire a chi mi recriminava tal ripetere: ma quando è che finalmente mi fate la casa a ME? Aggiungendovi un riso sarcastico.
E’ proprio bello sentirsi da oltre 16 anni sempre gli stessi discorsi e vedere sempre le stesse crisi adolescenziali e dover poi fronteggiare alle proprie necessità quali: libri, sedute, vestiario, spostarsi, telefono e cancelleria, con quasi niente. Simpatica situazione, me ne voglio proprio andare.

domenica 7 dicembre 2008

Come il mare .


Sono come il mare, ora calmo, ora arrabbiato, ora do, ora tolgo tutto, anche la terra su cui camini saldamente. Sono difficile… .

mercoledì 3 dicembre 2008

Un grido afono .

Apro il Portatile ed il Server di casa perché ho 5 minuti liberi e vorrei sistemare alcune fotografie. Nel curiosare tra le varie cartelle, ne trovo una con le foto del mio cellulare NEC e616. Rimango un po perplesso dato che sono foto che avevo in precedenza sistemato, ma non mi faccio prendere più del dovuto dal fastidio ed inizio a scorrerle.
Io che pesavo 78 Kg ( ora 96 Kg ), le partite a basket con Mario, il Ferragosto con gli amici al ristorante la Trota, il teatro al Tindari, l’Ottobrata, il compleanno del Nonno e tanti altri ricordi di un 2005 cronologicamente dietro l’angolo, ma difficile da mandare giù.
Poi la ricerca cade sulle foto di Antonella, ed una strana sensazione si fa strada in bocca. Non la capisco, cerco di rilassarmi e metto su Michael Nyman - The heart asks the pleasure first. Come un pianista che batte le corde del piano, alla stessa maniera le note battono le corde del mio animo. Inizio a piangere, senza freni, 1, 2, 3 lacrime e via dicendo. Le lacrime diventano pianto e la bocca si apre.
Le labbra si schiudono, vorrebbero gridare, ma non è un grido di rabbia o di odio, esce fuori un gemito di dolore interiore, vivo intenso, come se fossi andato a lacerare una vecchia ferita. La musica va avanti e guardo le altre foto, quelle dell’estate, quando andammo a mare e nuovamente dolore. Per la testa passano i volti di coloro che amai, ma gli occhi chiusi fino a quel momento e celati dalle mani, bagnati di lacrime e saliva, si aprono e tornano sulla foto di partenza.
Che Dio possa perdonare il male fattoci l’un - l’altro.

lunedì 1 dicembre 2008

Il discorso della torta .

La torta in questione.

C’è la torta ( ma potrebbe essere qualunque altro bene) ed intorno gli altri che la vogliono: Io, Te, Lui, Tu, Egli, Lei, Esso, Essa.

Se dovessi dire: La torta è TUTTA MIA! Di certo farei uno sgarbo a chi mi sta accanto. Viceversa se Egli ( o qualcun altro del gruppo ) dicesse la medesima frase, farebbe il medesimo sgarbo.
Se la torta l’ho preparata io e me la tengo tutta per me, non è che ci abbia concluso molto nella vita.
Se la torta l’ho fatta / trovata / procurata ( o quant’altro ) io, posso scegliere se condividerla o no con gli altri.
Una cosa è certa, se dovesse arrivare una seconda persona, che dovesse affermare che la MIA TORTA è sua, lì mi incazzo.
Nel condividere con gli altri, posso seguire varie strade. La prima via che mi viene in mente potrebbe essere la suddivisione della torta in parti tutte eguali, per cui avrò:


Ho ripartito la torta in parti uguali, senza scontentare tutti, dato che ad ogni persona possiamo dire di aver ripartito il bene in parti eguali e distribuito. Bella scoperta, magari abbiamo dato un pezzo di torta il doppio di quanto ne potrebbe mangiare Essa, mentre Egli con il pezzo equo neanche si sazia.
Un aggiustamento potrebbe essere che Essa dia ad Egli la parte in sovrappiù, fermo restando che Egli si farà carico di Essa in un altro momento.
Altre strade percorribili sono al momento in fase di percorrenza, suggerimenti e consigli sono bene accetti.


venerdì 28 novembre 2008

Sono tornato proprio io indietro di un anno ?

Gli orologi li avete portati indietro voi.. Come sempre

Ennesima scenetta teatrale/focolare: cerco di finire un capitolo prima di andare a tavola, ma questo non può essere. A porta chiusa, mentre cerco di studiare, prima vengo chiamato da dietro la porta, ma chi mi chiama è intelligente e mi lascia stare, così riesco a continuare.
Squilla il telefono, si mettono ad urlare dall’altra parte delle mura che mi vogliono al telefono. La prima, la seconda volta, la cosa mi da fastidio e da dietro la porta urlo che non muore nessuno se passano 5 minuti e chiamo dopo, dato che sto cercando di studiare.
Non contenti arriva la pietra dello scandalo, si apre la porta e per forza mi si deve dire che si sta andando a tavola.
Con la pazienza al lumicino mi alzo dal tavolo e me ne esco fuori casa. Non chiudo la porta, perché so che se la toccassi la sfascerei, quindi lascio perdere, qualcuno ci penserà.
Esco in strada ed il tempo sembra instabile, penso tra me e me “quasi – quasi arrivo dalla nonna”, fiducioso inizio ad incamminarmi.
Fatti i primi 10m, le prime gocce d’acqua mi bagnano la fronte. Penso che forse è solo una pioggerellina ( mi piace) e tiro dritto .
Giunto al Tono, l’acqua rinforza. Speranzoso che sia arrivato al suo culmine, continuo. Un conoscente si accosta con la macchina per darmi un passaggio, ma gentilmente rifiuto, ho solo voglia di starmene per i fatti miei.
Continuo la camminata, ma arrivato all’altezza del ristorante la Pignatta, devo cercare un riparo sotto l’albero. Arrivano fulmini, tuoni e vento, lascio il rifugio per ripararmi riparo sotto una tettoia.
Scampato un pochino, riprendo la strada per casa. Acqua manco li cani mi pela, strade trasformate in fiumi, scalinate diventate fontane, caditoie in cascate.
Varcata la soglia esclamo: Posso finirmi il capitolo? Una voce moralista mi rimprovera: Chi ti ha impedito di farlo? Rispondo alterato: Se una persona cerca di restare raccolto è praticamente impossibile, perché c’è sempre qualcuno pronto a romperti i coglioni. Prontamente arriva la risposta: Peccato che l’abbia scelto tu di uscirtene. Peccato che tu debba fare sempre e solo il preciso SOLO con me, esclamo. Risposta: Sei tornati indietro di un anno!
Penso tra me e me: Sono tornato io indietro di un anno? Ma se in questa casa non si fa altro che parlare e ri-parlare e ri – ri - parlare ed ancora ri – ri – ri – parlare di cose vecchie, morte, passate e fracide da sempre: scuola superiore ( assenze dalla classe, rapporti, truffe, pianti, liti, urla, assenze di figure in casa ) , l’università ( esami, docenti, professori, tasse in LIRE, tesi di laurea, master ), militare ( selezioni, accademia, comando, colleghi e sottoposti da comandare) di mio fratello? E’ meglio quando si parla di quello nuovo che fa, ( anche se urla come un monaco sordo) piuttosto che sentire sempre lo stesso disco.. Che gente stronza ho accanto..