lunedì 9 marzo 2009

Un pensiero .

Li raccolsi e pensavo a lei.

Passa i decenni, ma gli strascichi delle cose buttate giù per la gola si fanno sentire. Sembrava esser passato tutto, ma credo di cominciare a pagare solo ora il conto di un problema non affrontato.
Era il primo giorno di scuola, e nel frugare con gli occhi impauriti tra i banchi di una scuola mai vista se non da fuori, tra volti mai incontrati, tra nessuno mai conosciuto, la vidi per la prima volta.
Bella come una dea, ne ricordo ancora il vestiario insieme a questo forte sentimento che mi si sprigionò in petto e non sapevo cosa fosse.
Ne provai a parlare con mio fratello, della strana sensazione che provavo in corpo, all’altezza della pancia, e fotuna volle che Claudio mi seppe indirizzare bene: Caro fratellino, mi disse, quello che provi è amore. Molto confuso e poco persuaso, provai a convivere con questo sentimento, ma il risultato fu un aborto completo.
Cercai di scoprire qualcosa su di lei, ma mentre provavo ad avvicinarmi, sentivo sempre di più la distanza tra me e lei, più cercavo di capire qualcosa da lei e più capivo che eravamo lontani.
Nel corso degli anni provai a più riprese ad avvicinarmi, per cercare di conoscerla, capirla, sentirla, parlargli ( facendo tante minchiate ). Il risultato finale era sempre lo stesso: una diplomatica freddezza dove non c’era spazio per i sentimenti.
Mhà… Cose strane che mi capitano..

domenica 8 marzo 2009

Up & Down .

Nuovo lembo di terra dell'Isola di Melee, finalizzato a raccogliere altri post pubblicati in precedenza dove il filo conduttore è il raggiungere momenti troppo alti e poi scivolare verso momenti troppo in basso.
Per ricordarseli, per capirsi, per poter dire: Thò! Sto salendo. Oppure Ma guarda come sto scendendo. Ed avere un'idea di dove si sta andando. Anche perché lo scaffale “Il microscopio allontanatore” sta scoppiando e riuscirvi a mettere mano è davvero un'impresa.
Buona lettura..

sabato 7 marzo 2009

Per ricordare quando studi.



Dello spot si ricorda: Stuffed / Cheese e Crust .. La grossa crosta buttata via.

Nel caso in cui si debba studiare una lingua nuova, un trucchetto potrebbe essere associare una o più parole da ricordare ad uno spot pubblicitario, dove magari il verbo, l'aggettivo o la parola sono l'oggetto della pubblicità.
Gli elementi oggetto dello spot, di solito sono posti in modo da poter essere facilmente ricordati, grazie all'aiuto degli attori, delle musiche, delle parole e dei toni utilizzati per meglio memorizzare il prodotto.
Nel caso in questione si utilizza la bravura pubblicitaria per imparare le parole interessate. Quindi W gli spot! Ma sono un valido strumento anche i testi delle canzoni ( che a me ha sempre rotto i... ) da tradurre, meglio ancora se supportati da un bel video clip che ci prende completamente :-)

La risposta ricevuta.

Fete come il banco della tonnina: si sente?

In questi ultimi tempi sto scoprendo le possibilità date da uno scambio epistolare via e-amil.
Verso la metà del mese scorso mi arriva la prima mail, dato che c'è tanta gente strana per la strada, rispondo e mi tengo su le mie. Vedendo che lo scambio epistolare continua, inizio un po ad aprirmi. Si racconta cosa si fa, impegni, amicizie, si cerca di capire da dove si viene e cosa si vorrebbe fare.
Vista la disponibilità a parlare, lancio l'invito informale per qualcosa al bar. Proposta cassata da una eruzione un po acida. Resto spiazzato, anche perché ho come una sensazione poco definibile di qualcosa di già sentito, per cui decido di restare sulle mie.
Rifletto, sul come poter rispondere in un modo equidistante tra l'infastidito e l'allegro, ma vengo contattato in chat. Scambiamo idee, opinioni, pensieri, ma all'improvviso c'è uno stacco della discussione. Ci resto un po di merda. Faccio cadere nel dimenticatoio, se è stato involontario verrà a galla .
Il giorno dopo mi arriva una missiva di scuse per la caduta improvvisa della linea. Si apre uno scambio di mail, aperto da un nomignolo da me inventato, prontamente catalogato come vezzeggiativo. Lascio correre, anche perché se mi è venuto in mente è stata l'ispirazione del momento, vado avanti e cerco per mail di aprire finestre di dialogo. Si finisce a parlare nuovamente in chat, dove la sessione si chiude con il lasciare il mio numero di telefono. Cala un silenzio di tomba per 4 giorni.
Il lunedì mattina in casella vedo una nuova missiva, dove mi si domanda se sono sparito. Io sparito? Ma non aveva il numero di cellulare per contattarmi? Hmmm... Lanciata la battuta sull'avere il modo di contattarmi, mi si risponde classicamente: ho perso il numero.
Diamola per vera, anche se non ci credo, metto la parte l'offesa ( sono permaloso ) e nuovamente apro un po di finestre per poter parlare e stimolare la risposta altrui, tanto per scambiare 4 chiacchere: cosa ho fatto, dove sono stato, idee, impressioni, emozioni. Roba di vita in pratica, chiudendo stavolta con la richiesta dell'altrui numero di telefono. Cala nuovamente un silenzio tomba di 3 giorni.
Alla mezzanotte del 2 giorno, mi girano proprio le palle e lo scrivo sulla bacheca di facebook. Prontamente arriva la domanda sul che tipo di risposta aspettassi. Siccome sono anche stronzo e mi aspettavo la domanda, avevo già pronta la risposta pronta circa un numero di telefono che attendevo con ansia ( detto tra noi dell'allenatore ). Frecciatina, silenzio e pausa. Continua il silenzio e preciso che attendevo nuove dall'allenatore, permettendo così allo scambio di parole di riprende.
Scorrono i minuti e a me butta il cazzo a parlare in chat, anche perché ho da studiare. Comincio a stringere le risposte e a essere evasivo, anche perché di tempo non ne ho molto.
Poco prima che prendessi il commiato, c'è l'altrui saluto. Prima del congedo c'è un riferimento al “dover” accettare il precedente invito al bar di quasi un mese prima. Colgo l'occasione al balzo per sottolineare che dovrebbe esser un “piacere”. Lo riconosco: sono il solito sciarrino. Saluti e abbracci chiudono la sessione di chat.
Concludendo, la risposta alla fin fine c'è, ma momentaneamente non riesco a leggerla o perché confuso dalle emozioni suscitate in questo valzer di parole asettiche di chat e mail, o perché è un tipo di risposta che non conosco e dovrei scoprire come è fatta. Mhà..

giovedì 5 marzo 2009

Cartoni animati sulla pizza in Giappone.

Il primo cartone:



Eccone un altro:



Ecco l'ultimo trovato:



Bellini questi disegni.

Piccole lezioni di Inglese .

Mi sono accorto che il mio Inglese va sempre peggiorando. Come rimediare? Ma semplicemente studiando un pochino e trovando on – line degli strumenti interessanti di supporto.
Un mezzo utile per capire la lingua di un paese e le abitudini, per poi comprendere il senso delle parole, sono le pubblicità. Vedrò di realizzare qualche post in Inglese per associare un verbo, un aggettivo, una frase, ad una pubblicità e poter ampliare il mio vocabolario di Inglese. I mezzi on - line ci sono, la volontà pure, Speriamo bene :-)

mercoledì 4 marzo 2009

Don Minico ed il panino alla Disgraziata .



Io al locale ed il panino portato a casa .

La prima Panineria di Messina è stata Don Minico. Il locale sforna panini alla Disgraziata da far leccare i baffi, con cui potersi confrontare e godersela.
Domenica 01 Marzo ho inforcato il Vespone ed ho fatto rotta per il Colle San Rizzo, giunto in località 4 strade ho trovato il chiosco in questione. Donna Razzia mi ha domandato cosa desiderassi ed io prontamente ho risposto: Del pane di Don Minico! Incartato ed imbustato il prodotto, me lo sono portato a casa dove insieme ai miei a cena gli abbiamo fatto una bella festa.
Il panino in questione è fatto con prodotti tipici locali: poveri ma gustosi. Si parte dal pane, tipica pagnotta rotonda di panificazione montana, di quei pani che si devono mantenere morbidi per un paio di giorni. L'interno custodisce uno strato di melanzane sottolio, fette di pecorino e salame, giardiniera sottaceto e pomodori sottolio. Il tutto condito da olio santo che dà quel pizzico di gusto in più al pezzo. In pratica ce lo siamo mangiati in quattro e quatto - otto.
Altro piccolo tassello di questa terra, elemento caratteristico del posto, da gustare in loco, magari con un buon bicchiere di vino mentre in lontananza si scruta Messina immersa nello Ionio.

Per chi volesse approfondire l'argomento, il chiosco ha pure un suo sito web raggiungibile al seguente indirizzo: