martedì 10 marzo 2009

L' Ansia .

Prende durante l'attesa.

Scorrono i numeri sul tabellone illuminato dell'ufficio postale. Le persone che ti precedono impegnano lo sportello ed uno ad uno vengono sbrigati, mentre la fila si accorcia.
Controlli e ri-controlli i documenti per vedere se hai tutto in regola: carta d'identità, modello pre-compilato per operazioni, contante, libretto postale. Sembra esserci tutto, ma controlli di nuovo.
Al nuovo controllo c'è di nuovo tutto, ma hai come l'impressione che qualcosa manchi, forse era meglio che avessi scritto in un'altra maniera, forse non hai capito bene, forse è meglio tornare a casa e controllare meglio, verrai un altro momento, in un'altra occasione.
Manca qualcosa non tra le tue carte, ma dentro di te. Dentro manca quel particolare, come il terreno sotto i piedi, un appoggio, un sostegno interiore.
Vorresti controllare tutto nuovamente per rassicurarti, ma senti le mani sudaticce che si attaccano ai fogli, le tempie pulsare e girare la testa, la vista si offusca e traballi, il colletto ti si stringe al collo e ti sembra soffocare.
Hai la tachicardia e vorresti andartene perchè dentro ti senti come morire. Guardi verso lo sportello e dopo quello è il tuo turno, dopo ci sono io, tocca a me... E ti domandi:
Ma porca miseria proprio oggi si doveva scaricare la batteria del lettore Mp3? Almeno mi sentivo un po di musica e non mi facevo tutte queste seghe mentali!!! :-)) .

lunedì 9 marzo 2009

Coazione .

Quando questi bisonti partono, non li ferma nessuno...

Si definisce Coazione, una spinta interiore irrefrenabile a compiere gesti, ai quali l'individuo si sente costretto pur rendendosi conto della loro inadeguatezza .
Vai a fare una cosa, anche se una parte di te ti dice di non farla. Continui nel fare un' azione mentre una tua parte ti dice di smettere. Come quando sei stanco e l'altra tua parte ti fa proseguire. Oppure come nel caso in cui hai sonno e l'altra parte ti fa continuare finché non ti stremi. Oppure quando ti accorgi di dire una cazzata e la dici lo stesso, pur rendendoti conto dello sbaglio. Mi ricorda tanto il superlavoro... Hmmm... Sono bello e complicato, dotarmi di un manualetto di istruzioni? :-) .

Un pensiero .

Li raccolsi e pensavo a lei.

Passa i decenni, ma gli strascichi delle cose buttate giù per la gola si fanno sentire. Sembrava esser passato tutto, ma credo di cominciare a pagare solo ora il conto di un problema non affrontato.
Era il primo giorno di scuola, e nel frugare con gli occhi impauriti tra i banchi di una scuola mai vista se non da fuori, tra volti mai incontrati, tra nessuno mai conosciuto, la vidi per la prima volta.
Bella come una dea, ne ricordo ancora il vestiario insieme a questo forte sentimento che mi si sprigionò in petto e non sapevo cosa fosse.
Ne provai a parlare con mio fratello, della strana sensazione che provavo in corpo, all’altezza della pancia, e fotuna volle che Claudio mi seppe indirizzare bene: Caro fratellino, mi disse, quello che provi è amore. Molto confuso e poco persuaso, provai a convivere con questo sentimento, ma il risultato fu un aborto completo.
Cercai di scoprire qualcosa su di lei, ma mentre provavo ad avvicinarmi, sentivo sempre di più la distanza tra me e lei, più cercavo di capire qualcosa da lei e più capivo che eravamo lontani.
Nel corso degli anni provai a più riprese ad avvicinarmi, per cercare di conoscerla, capirla, sentirla, parlargli ( facendo tante minchiate ). Il risultato finale era sempre lo stesso: una diplomatica freddezza dove non c’era spazio per i sentimenti.
Mhà… Cose strane che mi capitano..

domenica 8 marzo 2009

Up & Down .

Nuovo lembo di terra dell'Isola di Melee, finalizzato a raccogliere altri post pubblicati in precedenza dove il filo conduttore è il raggiungere momenti troppo alti e poi scivolare verso momenti troppo in basso.
Per ricordarseli, per capirsi, per poter dire: Thò! Sto salendo. Oppure Ma guarda come sto scendendo. Ed avere un'idea di dove si sta andando. Anche perché lo scaffale “Il microscopio allontanatore” sta scoppiando e riuscirvi a mettere mano è davvero un'impresa.
Buona lettura..

sabato 7 marzo 2009

Per ricordare quando studi.



Dello spot si ricorda: Stuffed / Cheese e Crust .. La grossa crosta buttata via.

Nel caso in cui si debba studiare una lingua nuova, un trucchetto potrebbe essere associare una o più parole da ricordare ad uno spot pubblicitario, dove magari il verbo, l'aggettivo o la parola sono l'oggetto della pubblicità.
Gli elementi oggetto dello spot, di solito sono posti in modo da poter essere facilmente ricordati, grazie all'aiuto degli attori, delle musiche, delle parole e dei toni utilizzati per meglio memorizzare il prodotto.
Nel caso in questione si utilizza la bravura pubblicitaria per imparare le parole interessate. Quindi W gli spot! Ma sono un valido strumento anche i testi delle canzoni ( che a me ha sempre rotto i... ) da tradurre, meglio ancora se supportati da un bel video clip che ci prende completamente :-)

La risposta ricevuta.

Fete come il banco della tonnina: si sente?

In questi ultimi tempi sto scoprendo le possibilità date da uno scambio epistolare via e-amil.
Verso la metà del mese scorso mi arriva la prima mail, dato che c'è tanta gente strana per la strada, rispondo e mi tengo su le mie. Vedendo che lo scambio epistolare continua, inizio un po ad aprirmi. Si racconta cosa si fa, impegni, amicizie, si cerca di capire da dove si viene e cosa si vorrebbe fare.
Vista la disponibilità a parlare, lancio l'invito informale per qualcosa al bar. Proposta cassata da una eruzione un po acida. Resto spiazzato, anche perché ho come una sensazione poco definibile di qualcosa di già sentito, per cui decido di restare sulle mie.
Rifletto, sul come poter rispondere in un modo equidistante tra l'infastidito e l'allegro, ma vengo contattato in chat. Scambiamo idee, opinioni, pensieri, ma all'improvviso c'è uno stacco della discussione. Ci resto un po di merda. Faccio cadere nel dimenticatoio, se è stato involontario verrà a galla .
Il giorno dopo mi arriva una missiva di scuse per la caduta improvvisa della linea. Si apre uno scambio di mail, aperto da un nomignolo da me inventato, prontamente catalogato come vezzeggiativo. Lascio correre, anche perché se mi è venuto in mente è stata l'ispirazione del momento, vado avanti e cerco per mail di aprire finestre di dialogo. Si finisce a parlare nuovamente in chat, dove la sessione si chiude con il lasciare il mio numero di telefono. Cala un silenzio di tomba per 4 giorni.
Il lunedì mattina in casella vedo una nuova missiva, dove mi si domanda se sono sparito. Io sparito? Ma non aveva il numero di cellulare per contattarmi? Hmmm... Lanciata la battuta sull'avere il modo di contattarmi, mi si risponde classicamente: ho perso il numero.
Diamola per vera, anche se non ci credo, metto la parte l'offesa ( sono permaloso ) e nuovamente apro un po di finestre per poter parlare e stimolare la risposta altrui, tanto per scambiare 4 chiacchere: cosa ho fatto, dove sono stato, idee, impressioni, emozioni. Roba di vita in pratica, chiudendo stavolta con la richiesta dell'altrui numero di telefono. Cala nuovamente un silenzio tomba di 3 giorni.
Alla mezzanotte del 2 giorno, mi girano proprio le palle e lo scrivo sulla bacheca di facebook. Prontamente arriva la domanda sul che tipo di risposta aspettassi. Siccome sono anche stronzo e mi aspettavo la domanda, avevo già pronta la risposta pronta circa un numero di telefono che attendevo con ansia ( detto tra noi dell'allenatore ). Frecciatina, silenzio e pausa. Continua il silenzio e preciso che attendevo nuove dall'allenatore, permettendo così allo scambio di parole di riprende.
Scorrono i minuti e a me butta il cazzo a parlare in chat, anche perché ho da studiare. Comincio a stringere le risposte e a essere evasivo, anche perché di tempo non ne ho molto.
Poco prima che prendessi il commiato, c'è l'altrui saluto. Prima del congedo c'è un riferimento al “dover” accettare il precedente invito al bar di quasi un mese prima. Colgo l'occasione al balzo per sottolineare che dovrebbe esser un “piacere”. Lo riconosco: sono il solito sciarrino. Saluti e abbracci chiudono la sessione di chat.
Concludendo, la risposta alla fin fine c'è, ma momentaneamente non riesco a leggerla o perché confuso dalle emozioni suscitate in questo valzer di parole asettiche di chat e mail, o perché è un tipo di risposta che non conosco e dovrei scoprire come è fatta. Mhà..

giovedì 5 marzo 2009

Cartoni animati sulla pizza in Giappone.

Il primo cartone:



Eccone un altro:



Ecco l'ultimo trovato:



Bellini questi disegni.