venerdì 25 dicembre 2009

Auguri di Buone feste



A tutti i naviganti dell'Isola di Melee auguro buone feste!

mercoledì 9 dicembre 2009

Palude .


Da cui tirarsene fuori.


Nel mio peregrinare per il mondo, mi è capitato di andarmi ad impantanare in una bella palude.
Palude piena di problemi, questioni, violenze e soprusi, dove la menzogna è ordinaria amministrazione ed i bocconi mangiati sono velenosi.
Un momento prima sembrava esser acqua limpida da bere, appena la porti alle labbra per berla, subito senti un odore pregnante di marcio entrarti nelle narici. Il vero volto si mostra e si rimane davvero di mxxxa. 
Che fare? Uscirsene a poco a poco, stando attenti a non metterci nuovamente piede.

martedì 8 dicembre 2009

Succede qualcosa?

E si viene a rompere i coglioni al sottoscritto.
Ormai è una dinamica consolidata: Succede qualcosa, a chi ci si rivolge? Al sottoscritto. Un computer, una pratica, un ordine, una campagna, una caldaia, un piedino, un contrattempo, formazione troppo lunga, formazione troppo corta, giornata no, distanza, lontananza, paturnie, pensieri negativi, depressione, soldi, cellulare, casa, la qualsiasi cosa è una buona occasione per venire a rompere i coglioni al sottoscritto! Ma andatevene a fare inculo tutti quanti e cominciate stare sulle proprie gambe senza cercare un supporto su cui scaricarsi..

giovedì 3 dicembre 2009

Arcobaleno .

E mettiamoci pure questo .

E' nell'aria, sospesa tra le nuvole nell'etereo blu ed i folletti pacioccosi che allegramente salgono e scivolano sul suo dorso. Ride sempre, di un sorriso ebete, sembra quasi mostrare il lato buono dell'umano, ma se guardi la maschera, noti un costrutto di falsità che la avvolge. Meglio non smuoverla quella maschera, quello che c'è dietro fa paura .

Sii prudente dalle deduzioni tratte da ciò che leggi: ciò che pensi potrebbe non essere ciò che chi ha scritto ha inteso.

martedì 1 dicembre 2009

Lupo .

A poco a poco arriva al gregge.
Da lontano sembra una macchia, non ci fai caso e tiri per la tua strada. Man mano che ti avvicini ne percepisci i connotati ed il tanfo, fumo misto a troppo alcool bevuto per tirarsi su. Lo osservi e lui ti osserva, vi studiate perché entrambi capite che siete 2 predatori.
Te ne accorgi del suo status dagli sguardi languidi sulla preda, dal giocherellarci di continuo appena l'occasione si presenta, contatti, abbracci alla minima occasione, con mani che sfiorano i perimetri di zone corporee riservate. Voglia di complicità con la preda, ricerca costante di lei. Ha accanto un'altra preda, ma non la caca di striscio, si vede lontano un miglio che è un ripiegamento dato che il boccone principale che gli interessava non l'ha potuto avere.
A poco a poco si è studiato tutti i componenti del branco, uno ad uno, per capire cosa poter fare. Ha cercato i punti deboli e su di essi ha giocato la sua partita. Sul finto capobranco maschio affonda sul suo vizio del bere per metterlo KO (salvato in extremis dalla compagna), sulla femmina alfa sa che è compiacente ad ogni cosa, quella che gli sta accanto sa che ha una funzione finché è accanto a lui se no non conterebbe nulla, la preda più piccola gli fa venire la bava alla bocca e si vede. Sa che chi affianca la sua preda è innocuo, permettendogli di giocare in pubblico fino ad un certo punto, poi sa di non potersi spinger oltre. Sa che nel giocare a camminare lungo il perimetro del recinto in cui c'è il branco può farsi vedere ed intendersi dalla reale preda voluta . 
Ti colpisce come possa fare il tuo compagno di viaggio a sopportare che il lupo possa giocare con la sua lei, resti dubbioso.
Io avrei cominciato a mandare bave schiumanti di rabbia, miste a ringhi con occhi fissi, la mia donna non la condivido con nessuno, tanto meno ci faccio giocare gli altri. Ma questo è un altro discorso.

Sii prudente dalle deduzioni tratte da ciò che leggi: ciò che pensi potrebbe non essere ciò che chi ha scritto ha inteso. 

Obiettivo .

Centrato.

Sabato 28 esco con un amico a fare 4 passi per il Capo di Milazzo. Scherzi, risate e tante idee messe a confronto. Nonché racconti di esperienze vissute. Parliamo degli ultimi eventi accadutici, lui con prossimi progetti, io con esperienze realizzate, di cui una delle ultime condivisa con lui.
Racconto l'atipicità dell'evento, di come sia stato improvviso e senza alcun preavviso, le difficoltà nel realizzarlo, fatto di discussioni, appuntamenti, piccoli passi, momenti in cui si era molto presi dal realizzarlo, la carica e la voglia di riuscirci.
Finalmente l'obiettivo viene centrato, le condizioni ci sono tutte, si realizza grazie alla disponibilità delle parti ed il risultato è nostro. Sembrerebbe aprirsi una bella pagina, ma invece si chiude subito e per intero il cantiere aperto.
La chiusura improvvisa è stata la fase successiva che mi ha sorpreso, dove una volta raggiunto l'obiettivo ognuno per la propria strada. Ci sono restato male e l'ho condiviso con il mio amico.
Chi mi era accanto mi faceva notare che anche se si è centrato l'obiettivo una volta, non è detto che si debba centrare anche altre volte ( cosa che avrei gradito ), l'importante è esser riusciti a raggiungere un punto reale e concreto.
Forse dovrei riformulare il mio modo di ragionare in funzione degli obiettivi raggiunti, ed una volta arrivatici lasciarli scorrere via, per dedicarsi ad altro, piuttosto che concentrarmi sul ri-centramento del medesimo obiettivo nel tempo.
Esploratore o Stanziale ? Bel dilemma. 

lunedì 30 novembre 2009

Politica del silenzio .

Quando ci vuole, è una buona risposta .

La politica della scelta del silenzio nasce da una serie di premesse: Comunicazioni incostanti, dubbiose ed incerte. Si chiede a chi è dall'altra parte cosa si ha, magari come va e le risposte non arrivano. Vengono omesse o non date, e ad un modo di relazionarsi umano si risponde in maniera anonima, deviante, senza chiarezza, gelida.
Magari dall'altra parte si riconosce che ci si comporta male e lo si viene a dire ( per fortuna ) a distanza, magari per mettere una pezza da qualche parte . Ma dove? Il Silenzio passa, taglia e pulisce i rapporti umani, sotterrandoli e tumulandoli.
Troppe illusioni su ciò che si poteva fare, scontratisi con il poco che si è fatto. Domande cadute nel vuoto, perché una volta innalzate tra una persona e l'altra non hanno trovato sull'altra  sponda la risposta su cui reggersi.