mercoledì 27 gennaio 2010

Per non dimenticare.





Olocausto, un crimine contro l'umanità.

Cuore gonfio .


Di amore od Odio.

Premessa: Avevo in mente di scrivere il Post verso la fine di Maggio, il 25 del mese del 2009. Era riferito ai fatti che nel mese di Gennaio letteralmente mi travolsero. Praticamente è passato quasi un anno, cose ne sono successe ed acqua ne è passata sotto i ponti. E' la voglia di fissare un concetto piuttosto che giocare a “Sveglia il morto”.
Buona lettura.

Il cuore è una spugna che si imbibisce di sentimenti ed emozioni, queste possono essere positive e negative. Le emozioni positive possono essere l'amore, mentre le negative possono essere l'odio. Se ci si dovesse immergere continuamente nelle emozioni negative o positive, ne risentirebbe il proprio cuore, rallegrandoci o intossicandoci pesantemente.
A noi la scelta di cosa vogliamo circondarci, a volte scegliamo bene , altre volte non proprio bene. Il problema è che le emozioni in cui ci immergiamo da esso trasudano e possono far del male a noi e a chi ci sta accanto.

martedì 19 gennaio 2010

Sensi di colpa .


Mi trovo a parlare con una persona del più e del meno e l'argomento cade su un evento condiviso. Per realizzare l'evento eravamo in due, ma dalla discussione ne ho dedotto due modalità diverse di approcciarsi alla realizzazione.
Mentre parlavamo e si ricordava ciò che si era fatto, questo ha creato due modi differenti di reagire: da una parte dei sensi di colpa, dall'altra nulla .
Se una cosa mi va di farla, la faccio, con pregi e difetti che essa comporta. Se la faccio è perché mi va di farla e non ho ripensamenti. Se la dovessi fare controvoglia, o perché mi è imposta, o perché non la voglio, o perché non mi interessa, o comunque anche per una pur piccola motivazione di base contraria, stai certo che prima o poi questa verrà a galla sotto le vesti del senso di colpa. Assurdo.

lunedì 18 gennaio 2010

Sotto mentite spoglie .

Quante cose possono presentarsi SMS del Coraggio?
 Mentre scrivevo una mail ad una conoscente, l'argomento è finito sul Coraggio. Il mio punto di vista sull'argomento ha delle riserve, dato che sotto le sue sembianze si presentano vari elementi .
A volte con le vesti del Coraggio ( tanto per intenderci un vestito tipo doppio petto grigio/nero) è l'Incoscienza a fare capolino. Non prendi in considerazione una serie di elementi prima di cimentarti in un evento e li accetti come tante scatole chiuse. Ti avventuri nell'evento con questi pacchi in mezzo ai piedi, ti accorgi che ci sono e le vai a scartare. Ti ritrovi pieno di imprevisti/prevedibili sul percorso.
In alcune occasioni è la follia che si presenta sotto il bel vestito da sera del Coraggio. Ti spara una scarica blu di adrenalina che ti fa partire senza remore e vai, sparato, lanciato, sprizzante. Stai macinando pezzi di macchina e non te ne rendi conto, se non tardi.
Altre volte è l'istinto di autodistruzione, ti prende la mano, ti consola, ti convince e ti porta via.
In altre occasioni possono essere diverse cose che utilizzando le spoglie del coraggio, presentandosi sotto le sue vesti, per me è difficile riuscire a capire quando usarlo e sopratutto in quali campi.
Penso serva più un prendersi cura amorevolmente di quella parte dolorante che abbiamo, innanzitutto difenderla e rispettarla, poi il coraggio verrà da se.

giovedì 14 gennaio 2010

The Beatles .



Obla Di Obla Da.

Ogni tanto, se prende la giornata una storta, la posso raddrizzare con un po di musica :-)

mercoledì 13 gennaio 2010

Buon 2010 .


L'anno del contatto.

Anche se con un bel margine di ritardo, auguro un buon inizio anno a tutti i lettori dell'isola di Melee . L'anno che è entrato è il 2010, poche le aspettative messe in campo per quest'anno e molto meno le speranze, qualcosa c'è, ma mi è passata la voglia di grandi speranze o illusioni cogenti.
E' l'anno in cui lascerò la terza decade di vita ed entrerò nella quarta, confrontandomi con un mondo sempre più diverso, dove faccio fatica a rispecchiarmi.
Dal punto di vista politico, associativo, sociale, lavorativo, studio ed amicizie, quello che avevo lo vedo scemare, un profondo senso di delusione mi ha preso ed anche se mi guardo alle spalle ed ho raggiunto tanti traguardi, in ambito associativo, salute, affettivo, conoscenze ed amicizie, mi sento stanco e deluso.
Quando vidi la prima volta il film ero con mio padre, per l'occasione portammo la   TV nella stanza da letto dei miei e seguii in modo molto preso e diligente la trama  del film.
Devo dire che non ci capii molto, ma un flash mi balenò per la testa: Dove sarei stato io nel 2010? Oggi mi do una risposta: A casa. Ed aggiungo: non per molto :-)

lunedì 28 dicembre 2009

In famiglia...


.. Si combinano le migliori porcate.

Da un po di tempo per la testa mi frullano un po di idee, una di queste è la considerazione della famiglia. La potremmo definire l'unità della società, nel bene e nel male, e pensavo  al lato negativo di questo.
Immaginiamo di prendere in considerazione una famiglia, un po fuori dalla norma, alterata, sgangherata, dove ci sono vari figli e l'ultimo arrivato è magari   una figlia di bell'aspetto, quello che si direbbe un bel pezzo di... Avete capito a cosa mi riferisco.
Il padre perde le staffe per la figlia, la spia mentre si fa la doccia, elabora come ammazzare lei e la moglie. La notte quando la ragazza si corica, si piazza con la sedia davanti al letto di lei e la fissa. Lungamente, insistentemente, in una situazione trincerata dove lei si ghiaccia in una posizione assurda da cui non si smuove e lui la fissa  permanentemente. La situazione prosegue fino allo  stancarsi paterno.
Pensiamo pure che la piccola riesce a collaborare con le forze dell'ordine per riuscire a non farsi ammazzare assieme alla madre dal padre andato di cervello. L'uomo accumula armi in casa, dalle bianche a quelle a sparo, magari riuscendo pure a resuscitare una vecchia pistola ormai fuori uso.
Immaginiamo che in questa casa il capofamiglia viene arrestato, magari per i trascorsi precedentemente elencati, venendosi a creare una situazione di vuoto di presenza maschile in cui c'è solo una madre debole.
Immaginiamo che il primogenito, malauguratamente maschio prende le redini della casa, dovendo fare lui l'uomo del focolare, ma non lo vuole, si trova appioppata una funzione che a lui non interessa, ma comunque la deve fare. Diciamo che si accorge che la sorellina più piccina sta venendo su bene, florida, bella, tonica, abbondante nei punti giusti. E magari se la vuole fare. Immaginiamo che la fa entrare nel suo letto per farsi fare compagnia, dopo gli tira fuori “sapete cosa” e ne assaggia la carne per primo. La ragazzina così diventa donna grazie al fratello, bella scenetta davvero, non trovate?
Ma non è finita, la secondogenita in tutto questo tram-tram riesce a trovare uno che la vuole. Ma non vuole lei di per se stesso, vorrebbe la piccina, ma è già fidanzata. Allora cosa fa il futuro cognato? Si prende la mezzana ed aspetta che l'attenzione si abbassi per potersi fare i suoi comodi con al ragazzina ormai donna. Tanto, come dire: Le migliori cose si fanno in famiglia, non è vero?
A guardarsi bene attorno c'è sempre di peggio, solo che il peggio non può esser preso a  scusa per far restare la situazione così come è, nascondendosi dietro ad uno spillo e poter dire che va tutto bene in funzione del peggio che c'è, ma possibilmente uno stimolo per far del meglio. Purtroppo è facile nascondersi e tirare avanti per come si sta.