martedì 24 maggio 2011

Viaggiai per terra e per aria .


E vidi le cose con un altro occhio .
Sono trascorsi precisamente 2 anni dall'esperienza di Lecce e di acqua sotto ai ponti ne è passata, molta.
Un'esperienza importante è stata l'andare all'assemblea annuaria, accettando di poterla vedere nuovamente .
Ero nell'androne della sala congressi quando nel campo visivo dell'occhio sinistro un volto conosciuto passò; dissi: O è uno della mia delegazione o è quella.
Mi voltai, la cercai con gli occhi e la vidi. Cambiata, stanca, appesantita nel volto, senza quel sorriso smagliante e strafottente, senza quel color castano chiaro, quasi rosso che la sua capigliatura aveva quando la conobbi e che mi fece sballare quando muoveva la testa. La guardai e mi guardai dentro, una bomba interiore non era esplosa ed io non me ne ero andato in pezzi.
La curiosità mi prese ed iniziai ad osservarla mentre parlava o meglio ascoltava il suo Presidente. Questo la tartassava di frasi, di concetti, di discorsi puntualizzati per tutto il tempo, come se il Presidente fosse un fabbro e lei un pezzo di ferro da deformare a piacimento nelle sue mani con il maglio del suo discorso fatto di parole. Un po come nel filmato, il fabbro prende il ferro, ne riscalda il cuore e poi giù a colpi di martello, martellandolo e deformandolo nella forma desiderata e voluta, fermo restando che il ferro vuole ciò.
Il paragone mi agghiacciò, il sangue mi si raggelò per pochi istanti nelle vene e mi voltai dall'altra parte. Il tempo dedicatole finì dopo l'intervento circa una consorella da espellere, discorso alla platea: freddo, staccato ed asettico: una funzionaria di regime.
Meno male che alla fermata dell'autobus non c'era nessuno ad aspettarmi.

mercoledì 18 maggio 2011

Affare ...

Cinese.

L'Horcynus Orca è una miniera di modi di dire e fare del Messinese, uno dei primi che mi ha particolarmente colpito è stato "Affare cinese" quale sinonimo di pene .
La parola viene forgiata dall'autore nell'introdurre le Sirene, assieme ad un altro sinonimo "Pesce con la barba". Descrive questi esseri metà pesce e metà donna quali discendenti della Fèra alias Dèlfino (o come pronunciamo in Italiano corrente Delfìno). Le descrive come predatrici dotate di appetiti e voglie, quest'ultime soddisfatte cibandosi in un sol boccone del Pesce con la barba dei marinai.
L'autore ti trascina in un mondo costruito con un linguaggio da lui assemblato, ove tratta con la particolarità del linguaggio argomenti ora spinosi, ora difficili, ora suadenti, ora ammalianti, ora epici, ora storici, senza scadere nella banalità o nella pornografia.
I fatti narrati scivolano con tale delicatezza che il lettore rimane con l'amaro in bocca allorquando l'oggetto della discussione cambia e si volta la prua della lancitta verso nuovi lidi, si vorrebbe dire: Ancora un altro po, ma l'inchiostro della stampa scorre nei suoi binari e l'oggetto della narrazione cambia.

martedì 17 maggio 2011

Dimenticare 002.



La Memoria permette di immagazzinare elementi vari quali immagini, suoni, filmati, parole, simboli, situazioni, luoghi, date ed emozioni, sotto la voce "Ricordi".
Immaginiamo di poter convertire i ricordi in segni, righe, lettere e simboli tracciati sulla sabbia. Immaginiamo che nel tracciare gli elementi sulla sabbia andiamo in contro ad un meccanismo attivo, ovvero l'impugnare un bastoncino e disegnare le linee sulla sabbia della memoria.
Nel momento in cui si finisce di tracciare il segno, su di esso inizia il meccanismo del dimenticare ad opera dell'acqua che scorre come il tempo.
Sopraggiunge l'acqua che con costanza rimuove ciò che è stato segnato, toglie e lava via i granuli per riportare la situazione alle condizioni di prima: è il meccanismo del dimenticare.
I granuli ordinati in un particolare modo, disposti ad assumere una conformazione con significato, sopraggiungendo l'acqua perdono la loro disposizione, vengono allontanati, assumendo una conformazione simile all'iniziale. Simile, ma non uguale, perché i granuli assumono si dispongono a superficie piana, non ma non proprio, ancora qualcosa si intravede: tracce di segni.
Sembrerebbe quasi che la normalità fosse il dimenticare, il rimuovere, il togliere, il lavare, l'allontanare via, il liberare e non il ricordare. Perché quindi non focalizzarsi sul meccanismo del dimenticare piuttosto che del ricordare? Dato che il primo è un processo spontaneo a cui andiamo in contro subito dopo? E non tanto il ricordare?

Nuovo logo et.. .

Altro .

A quasi un mese di distanza pubblico un altro post, l'891esimo nei 5 anni e 3 giorni di vita del blog.
Mi è venuta l'idea di un nuovo logo, quello sopra riportato, ma l'idea non mi convince molto. E' una prova, come tante altre che sto facendo, per vedere quali strade si possono aprire e percorrere.

AVE ATQUE VALE

martedì 19 aprile 2011

Penelope .

Che tesse .

Pensate ad una donna che per anni ha tessuto all'inverosimile una tela, dedicandovi tutte le sue energie e le sue forze per tenerla assieme. Queste le fila della trama della sua tela: un viaggiatore straniero l'amore della vita, piombatole giovanissima nella vita; lei giovane ragazza sicula con il primogenito nato maschio, molto simile all'amore della sua vita; un attaccamento totale alla famiglia, tanto da non schiodarsi di un millimetro dalla sua terra.

Poi ad un certo punto chiama alla vita un'altra persona e per questo non c'è altro spazio nella sua vita se non l'aiutarla a tenere assieme le fila di questa trama che intanto la prende, la avvolge, la consuma, la distrugge, la annienta perchè il primo nato fa a pezzi questa trama e sa che potrà farla a pezzi finchè vorrà, Penelope con amore materno farà di tutto per ricominciare a tesserla e tenerla assieme, arriverà a togliere lo spazio al nuovo nato, a togliersi il cibo di bocca pur di darlo al primo, arrivando a prendere il cibo dal piatto dell'altro pur di riempirsi.

Penelope pur di mantenere la tela integra si farà carico dal vecchio padre di dare i soldi al nuovo nato, togliendovene un po se al secondo amore della sua vita tanto simile al consorte serviranno.

Penelope ignorerà il lamento delle ripetute fratture del nuovo nato, pur di riuscire a risparmiare le sue forze per colui che è tanto simile all'amore della sua vita.

Penelope raccoglierà tutto quello che c'è di buono ed industrioso nell'alveare dove vive: bambine, figliocce, pur di distogliere l'altrui sguardo critico dalle nefandezze del primo nato.

Penelope tesserà un'altra trama, stavolta di rete da pescatore con lo spazio del richiamato alla vita, pur di nascondere le nefandezze di colui che per primo nacque.

Penelope abbuonerà il suo consorte, lo liscerà all'inverosimile, toglierà costantemente i frastugli di memoria o di ragione che non gli sono utili alla trama, pur di convincerlo ad aiutarla a tessere la sua trama, anche se questo vorrà dire abbandonare a se stesso il nuovo nato di cui lui si prese amorevolmente cura, quando i suoi gemiti iniziavano a fendere l'aria. Penelope non si è accorta che da un pezzo la sua tela il nuovo nato non la tesse più. Ed urla di dolore. .


L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.

28 12 2010 L'IO morto ammazzato ....

L'altra notte piangevo, in sogno mi sono passate tante scene di una stessa persona fatta via via a pezzi. Era come se stessero ammazzando mio figlio, una parte di me stesso; lo vedevo venir spappolato pezzo a pezzo, come se un'ascia gigante ne spaccasse in due il ventre (come vidi in un film horror), andare a pezzi, brandelli, finisse in un tritacarne dalla parte dei piedi ed Io dall'altra parte a tenerlo e trattenerlo affinchè non andasse via in pezzi.
Urlavo e piangevo, come il padre del ragazzo ucciso da Voldemort: Il mio ragazzo!! Me lo hanno ammazzato!!!! Il mio ragazzo.... E mi scioglievo in una valanga di lacrime per aver perso mio figlio, il mio Io, la mia parte più importante. Vorrei chiedergli scusa, vorrei rimediare in qualche modo, non so come, ma lo vorrei fare. Ci tengo, è mio, sono suo, è il mio... ragazzo (anche se in cuor mio lo vorrei chiamar bimbo mio).
So di aver già scritto un post molto simile a questo, ma ancor oggi non sono riuscito a trovare le parole per dare una senso a questa sensazione. Capita..

giovedì 14 aprile 2011

Si può scegliere di...

Non arrendersi e morire con dignità combattendo fino all'ultimo respiro.

Oggi prendo il telefono e chiamo per rintracciare l'Avvocato. Attesa al telefono ed inizia l'ennesima discussione sindacale, dove il discorso procedeva a senso unico, più volte i miei richiami, le mie osservazioni e la mia contropartita, ma dall'altra aprte oltre ad esser cieco è pure sordo.
Sul piatto c'è davvero poco, o quasi nulla, se non una miseria: 50,00€ al giorno per i giorni effettivi di collaborazione con vitto e alloggio.
Per un turno di lavoro che prevede 24h di disponibilità, diviso in una prima trance di 8.00 – 14.00, seconda trance 15.00 – 21.00, un totale di 13 ore giornaliere di lavoro, niente domenica in cui mi ritrovo spalmato a fare: autista, spesa, accompagnatore, cuoco (mattina/mezzogiorno/sera), cameriere (apparecchiare/sparecchiare/lavare i piatti), segretario, fattorino, contabilità ed altre mansioni varie. Lavorando chissà quando, dando una disponibilità continua, senza contratto, senza esser messo in regola (NB: In nero) per me è stato troppo.
Ho provato ad aprire delle finestre di dialogo, ma sentendo il discorso a senso unico ho chiuso dicendo che Io porto a compimento il mio impegno, giovedì venturo sarei andato a prendere tutto il comitato ed iniziata l'ultima sessione lavorativa, avrei formato il mio sostituto e ci saremmo salutati, ringraziando l'opportunità che mi è stata data.
Non mi ha ammazzato il disturbo bipolare e mi faccio carne da tritare per un orbo? Auguri al nuovo arrivato, non solo si è preso il cieco, ma si è fidanzato con l'Ucraina che ha sulle spalle la figlia. Andiamo per lidi nuovi.

AVE ATQUE VALE