Un piccolo servizio
Anche quest'anno li ho pubblicati, buona visione e state attenti.
Non si risponde di eventuali disguidi nati dall'utilizzo di questi orari, abbiate l'accortezza di informarvi in biglietteria prima di salpare .
Lembo di terra dove pensare, esprimere la propria opinione e ragionare nell'Oceano di Internet.
lunedì 22 giugno 2009
Giornata di Burrasca .
Ho le palle piene . Giornata di burrasca. Ero per i fatti miei ad impastare terriccio e terra in un vaso, quando mia madre mi insegue per casa urlando di chiudere le porte. La prima, la seconda volta, la terza volta le urla diventano minacce e vado di cervello.
Imprecando e bestemmiando per casa inizio a sfasciare la qualunque, lancio oggetti contro il muro bestemmiando, scaravento le prime cose che mi capitano a tiro, mollo un calcio al comò e spacco un cassetto. Capisco che la situazione è fuori controllo e me ne esco di casa.
Scendo in garage per riparare il cassetto ed un nuovo impeto di rabbia mi assale. Con un pezzo di legno inizio a spaccare la qualsiasi che mi viene a tiro, uno stendibiancheria, pezzi di legno, prendo a calci una tanica di ferro in alluminio lussandomi il pollice. Capisco che anche qui che la situazione è satura, raccolgo le cose e me ne vado via.
Voglio farmi una camminata, ma il piede mi fa un male infernale. Decido di fermarmi da qualche parte, ma una domanda mi nasce spontanea: dove? A 29 anni senza un cazzo di buco proprio, mentre mio fratello fa la bella vita ad happy hour, moto e chissà quale altro stracazzo di minchiata con la macchina della mamma e a casa dei nonni.
Che situazione di merda.
Imprecando e bestemmiando per casa inizio a sfasciare la qualunque, lancio oggetti contro il muro bestemmiando, scaravento le prime cose che mi capitano a tiro, mollo un calcio al comò e spacco un cassetto. Capisco che la situazione è fuori controllo e me ne esco di casa.
Scendo in garage per riparare il cassetto ed un nuovo impeto di rabbia mi assale. Con un pezzo di legno inizio a spaccare la qualsiasi che mi viene a tiro, uno stendibiancheria, pezzi di legno, prendo a calci una tanica di ferro in alluminio lussandomi il pollice. Capisco che anche qui che la situazione è satura, raccolgo le cose e me ne vado via.
Voglio farmi una camminata, ma il piede mi fa un male infernale. Decido di fermarmi da qualche parte, ma una domanda mi nasce spontanea: dove? A 29 anni senza un cazzo di buco proprio, mentre mio fratello fa la bella vita ad happy hour, moto e chissà quale altro stracazzo di minchiata con la macchina della mamma e a casa dei nonni.
Che situazione di merda.
domenica 14 giugno 2009
Manutenzione al Blog .
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| Strumenti e tanti altri. |
Breve periodo di manutenzione del Blog: cambia l'orologio, rimuovi il Wanted ( solo io mi ero iscritto ), togli le mappe nautiche ( il sito madre era andato in tilt ) e correggi la formattazione di alcuni post.
Il blog è una cosa simpatica, un utile e valido strumento per poter condividere idee, pensieri, immagini, emozioni, sensazioni, organizzare le idee per post e dare un senso logico alle cose ( uno ci prova ).
Ma ogni tanto serve un po di manutenzione, come per ora. Buona lettura.
Il blog è una cosa simpatica, un utile e valido strumento per poter condividere idee, pensieri, immagini, emozioni, sensazioni, organizzare le idee per post e dare un senso logico alle cose ( uno ci prova ).
Ma ogni tanto serve un po di manutenzione, come per ora. Buona lettura.
lunedì 8 giugno 2009
Quando programmare...
Il mio caro amico di 50 anni in piena crisi adolescenziale colpisce ancora.
Qualche tempo fa per fronteggiare al vistoso calo di Aferesi del Centro trasfusionale di riferimento, piuttosto che pensare a qualcosa di concreto su come migliorare le prestazioni dove era di servizio, gli venne in mente una serie di vagheggianti proposte paragonabili ad una campagna mussoliniana.
Si parlava di organizzare giornate specifiche di raccolta negli orari pomeridiani, in modo da mandare i donatori a gli orari più assurdi e poter così recuperare il trend negativo.
Il progetto prevedeva tante cose quali: elenchi di candidati, numeri telefonici da recuperare, orari fuori dalla norma per poter donare, persone da convocare a tamburo battente, il tutto racchiuso in un bel progetto dai connotati imprenditoriali del tipo “Plasma Day”.
Appena giunse un momento di pausa dato dall'altrui lingua secca ed impastata, il cervello ebbro da esaltazione, colsi la palla al balzo e domandai le mie semplici domande per poter fare qualcosa:
Da dove si evince chi deve esser chiamato ?
Dove si fanno le raccolte extra ?
Quali sono gli orari ?
Perché dobbiamo contattare i soci di pomeriggio, quando potrebbero benissimo donare di mattina?
La risposta fu:
Tu metti il carro davanti ai buoi.
Spontaneamente mi incazzai, sciorinando le tante cose che c'erano e ci sono da fare in sede. La risposta non arrivò perché il caro diciassettenne capì che la situazione non era delle migliori.
Ancora aspetto in sede la sua promessa di aiuto dopo il 15 di Agosto 2008.
Qualche tempo fa per fronteggiare al vistoso calo di Aferesi del Centro trasfusionale di riferimento, piuttosto che pensare a qualcosa di concreto su come migliorare le prestazioni dove era di servizio, gli venne in mente una serie di vagheggianti proposte paragonabili ad una campagna mussoliniana.
Si parlava di organizzare giornate specifiche di raccolta negli orari pomeridiani, in modo da mandare i donatori a gli orari più assurdi e poter così recuperare il trend negativo.
Il progetto prevedeva tante cose quali: elenchi di candidati, numeri telefonici da recuperare, orari fuori dalla norma per poter donare, persone da convocare a tamburo battente, il tutto racchiuso in un bel progetto dai connotati imprenditoriali del tipo “Plasma Day”.
Appena giunse un momento di pausa dato dall'altrui lingua secca ed impastata, il cervello ebbro da esaltazione, colsi la palla al balzo e domandai le mie semplici domande per poter fare qualcosa:
Da dove si evince chi deve esser chiamato ?
Dove si fanno le raccolte extra ?
Quali sono gli orari ?
Perché dobbiamo contattare i soci di pomeriggio, quando potrebbero benissimo donare di mattina?
La risposta fu:
Tu metti il carro davanti ai buoi.
Spontaneamente mi incazzai, sciorinando le tante cose che c'erano e ci sono da fare in sede. La risposta non arrivò perché il caro diciassettenne capì che la situazione non era delle migliori.
Ancora aspetto in sede la sua promessa di aiuto dopo il 15 di Agosto 2008.
domenica 7 giugno 2009
Armiamoci e partite .
| Locandina dell'omonimo film. |
Tutto parte dal presentarsi di un problema, un evento negativo da superare o un traguardo positivo da raggiungere, dove si vuole raggiungere un obiettivo, in pratica un qualcosa dove più persone sono coinvolte a convergere su un unico traguardo.
Sul cosa raggiungere esce fuori la megalomania dei buoni propositi, escono fuori i sogni più repressi delle persone, tutto quello che non si è riuscito a concludere nella propria esistenza privata viene messo fuori e gettato sul piatto della discussione. Sempre sul piatto si escono dei principi nobili, intenzioni buone, si comincia a volteggiare in un valzer di buoni propositi dove se uno propone come buono proposito “1”, l'altro gli fa eco con “2”, innescandosi un rischioso rialzo del buonismo che punta a traguardi che si allontanano ad ogni puntata di buoni propositi. I traguardi si fanno sempre più lontani, magari si puntano a quelli visti in TV, magari di altri paesi o città come Roma o Milano, che si vorrebbe emulare sul posto scordandosi dove si è.
Quando poi le lingue diventano secche ed impastate, i cervelli ebbri di esaltazione, il posacenere colmo di mozziconi di sigarette e si ha il cervello che non sa più rispondere alle semplici domande per poter fare : Chi? Dove ? Quando ? Perché? A quel punto c'è la partenza. Tutti abbandonano il posto, convinti che “QUALCUNO” si prenderà carico di trasformare in realtà le troiate mentali sparate per ore di fila. Fermo restando che le persone interessate stesse che l'hanno sparata più grossa, se la faranno alla larga, pensando che quelli che sono stati in silenzio faranno.
Ieri era un po il gioco del ceto dirigente che progettava e lasciava ai ceti sottostanti la realizzazione. Oggi tutti, ma proprio tutti progettano ( o meglio fanno a gara a spararla più grossa ) credendo che altri mettano in pratica le loro idee partorite. Peccato che la gente sogna sogni collettivi piccoli a dimensioni personali e l'epoca dei sogni collettivi condivisi basata sulla collaborazione e sull'ognuno fa la sua parte, dove chi progetta punta a cose reali e necessarie alla realtà locale e chi fa da la sua disponibilità, è bella e passata.
Chiudo con un aforisma letto su un gruppo di Facebook di sostegno e che sintetizza la filosofia dell'armiamoci e partite:
Amici di NOME statele accanto, non lasciatela mai sola, fatela svagare anche se la sua mente avrà un pensiero fisso.
Chi ha scritto si ammanta di buoni propositi dicendo ad altri cosa fare, autoescludendosi dalla realizzazione, perché ci sono delle scuse da tirar in ballo per tirarsi fuori dalla realizzazione delle cose da fare proposte.
L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.
lunedì 1 giugno 2009
Avere oltre 50 anni e...
Ho un amico con cui per ora mi capita di parlare e confrontarmi, che da un paio di anni ha superato il mezzo secolo di primavere trascorse .
Il confronto con lui per ora è deleterio, perché il suo modo di ragionare e gestire fa a cazzotti con il mio, ma ciò non toglie che dal confronto delle idee possa nascere qualcosa di buono.
Peccato che il confronto voglia dire “cosa Tu mi puoi portare/dare”. La prima volta va bene, la seconda ok, la terza comincio a dubitare della persona, la quarta volta non lo sto più a sentire, dato che ogni volta mi si chiede: Tu cosa mi puoi dare? Chiedere aiuto a gli altri è normale, ma se quando gli chiedo una mano in un mio momento di difficoltà, la persona interessata si nasconde dietro a problemi personali per i quali non riesce ne a muoversi, ne ad aiutare, per la serie mi dice che c'è:
La morte del padre .
Il divorzio .
Il trasloco.
La morte della sorella.
La morte della madre.
Prima o poi gli finiranno i cari! Ad un certo punto tutti i suoi cari se ne andranno, e a quel punto? Si inventerà qualcos'altro oppure sarà il suo turno di andarsene? Io comunque me ne voglio stare alla larga, meno lo sento meglio è, per cui da certi stronzi momentaneamente preferisco sganciarmi.
domenica 31 maggio 2009
AVENA FATUA, AVENA MATTA, AVENA SELVATICA .
Anche detta Spigharedda.
Mentre scrivo ( Domenica 31 Maggio 2009 ) dei fili di vento accarezzano in un campo selvatico mia delle spighe di erba . Sono alte e cotte dal sole, assumendo un colore giallo/biondo. Ad una prima vista mi sembrano graminacee, ma non conosco il nome della pianta.
Da piccolo, verso Marzo / Aprile, quando si era soliti giocare in campagna o comunque nell'erba, se ne raccoglievano le spighe ancora verdi e si lanciavano addosso ai vestiti di chi stava accanto. Un gesto che preludeva roboanti guerre a colpi di spighe raccolte a manciate, urla e motteggi.
Le spighe erano solite attaccarsi ai vestiti, non di tutte le tipologie perché prediligevano l'acetato delle tute e le felpe di cotone, mentre chi aveva il giaccone dalla trama del tessuto a grossi rombi ora verdi o rossi, erano esenti dalla capacità appiccicosa delle spighe / semi.
L'obiettivo era ricoprire dalla testa ai piedi l'altro, che poi tornando a casa veniva abbondantemente “Cazziato” ( gli faceva la ramanzina ) dalla madre, la quale doveva lavarne i vestiti.
Oggi ho scoperto che le “spigharedde” oggetto dei nostri giochi hanno un nome: Avena Selvatica.
Avere un campo abbandonato nei pressi è una gran fortuna, vi crescono una infinità di erbe selvatiche i cui usi una volta erano conosciuti perché elemento della cultura del popolo, purtroppo in parte andata persa perché essa non metteva in circolo capitali. Peccato che con la cultura del popolo la nostra specie si è difesa ed è evoluta nei tempi.
Avanti la prossima pianta da conoscere :-)
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Nascondersi dietro ad un ago.