martedì 19 aprile 2011

28 12 2010 L'IO morto ammazzato ....

L'altra notte piangevo, in sogno mi sono passate tante scene di una stessa persona fatta via via a pezzi. Era come se stessero ammazzando mio figlio, una parte di me stesso; lo vedevo venir spappolato pezzo a pezzo, come se un'ascia gigante ne spaccasse in due il ventre (come vidi in un film horror), andare a pezzi, brandelli, finisse in un tritacarne dalla parte dei piedi ed Io dall'altra parte a tenerlo e trattenerlo affinchè non andasse via in pezzi.
Urlavo e piangevo, come il padre del ragazzo ucciso da Voldemort: Il mio ragazzo!! Me lo hanno ammazzato!!!! Il mio ragazzo.... E mi scioglievo in una valanga di lacrime per aver perso mio figlio, il mio Io, la mia parte più importante. Vorrei chiedergli scusa, vorrei rimediare in qualche modo, non so come, ma lo vorrei fare. Ci tengo, è mio, sono suo, è il mio... ragazzo (anche se in cuor mio lo vorrei chiamar bimbo mio).
So di aver già scritto un post molto simile a questo, ma ancor oggi non sono riuscito a trovare le parole per dare una senso a questa sensazione. Capita..

giovedì 14 aprile 2011

Si può scegliere di...

Non arrendersi e morire con dignità combattendo fino all'ultimo respiro.

Oggi prendo il telefono e chiamo per rintracciare l'Avvocato. Attesa al telefono ed inizia l'ennesima discussione sindacale, dove il discorso procedeva a senso unico, più volte i miei richiami, le mie osservazioni e la mia contropartita, ma dall'altra aprte oltre ad esser cieco è pure sordo.
Sul piatto c'è davvero poco, o quasi nulla, se non una miseria: 50,00€ al giorno per i giorni effettivi di collaborazione con vitto e alloggio.
Per un turno di lavoro che prevede 24h di disponibilità, diviso in una prima trance di 8.00 – 14.00, seconda trance 15.00 – 21.00, un totale di 13 ore giornaliere di lavoro, niente domenica in cui mi ritrovo spalmato a fare: autista, spesa, accompagnatore, cuoco (mattina/mezzogiorno/sera), cameriere (apparecchiare/sparecchiare/lavare i piatti), segretario, fattorino, contabilità ed altre mansioni varie. Lavorando chissà quando, dando una disponibilità continua, senza contratto, senza esser messo in regola (NB: In nero) per me è stato troppo.
Ho provato ad aprire delle finestre di dialogo, ma sentendo il discorso a senso unico ho chiuso dicendo che Io porto a compimento il mio impegno, giovedì venturo sarei andato a prendere tutto il comitato ed iniziata l'ultima sessione lavorativa, avrei formato il mio sostituto e ci saremmo salutati, ringraziando l'opportunità che mi è stata data.
Non mi ha ammazzato il disturbo bipolare e mi faccio carne da tritare per un orbo? Auguri al nuovo arrivato, non solo si è preso il cieco, ma si è fidanzato con l'Ucraina che ha sulle spalle la figlia. Andiamo per lidi nuovi.

AVE ATQUE VALE

mercoledì 13 aprile 2011

21 12 2010 Preghiera .

Ma per chi?

Dentro la testa ho cose che mi provocano dolore, tanto. Quando le muovo, le tocco, le ricordo, mi regalano una dose di dolore. Ieri insopportabile, oggi avvicinabile.
Intimamente come un bambino vorrei dimenticarle, rimuoverle; vorrei scrivere una lettera a Babbo Natale dove chiedergli di regalarmi una pozione che se le porti via, ma ragionando so che ci sono e ci saranno per sempre.
Posso pure provare a dimenticarle, ma fanno parte di me, sono mie. Vorrei pregare qualcuno: Dio, Allha, Javè, Nettuno o chiunque altro, affinché se le porti via e mi lascino in pace. Ma nessuno ascolta, sono solo Io.
Posso provare a scrivere e leggere per calmarle un po, rilassarmi con le onde del mare, alzarmi ed andarmene quando la situazione non va, però è dura camminare su un prato pronto sapendo di poter saltare al prossimo passo.
Ho fame e sete e so che quando tornerò da loro, ci sarà il secondo round, ma Io sono già stanco e mi sento la testa tagliarsi in due per il dolore passato.

lunedì 11 aprile 2011

Speranza .

Un volo di gabbiano .

Una volta mi dissero di guardare al futuro con speranza, cioè con la possibilità che le cose cambino. Me lo ripetevano principalmente gli ex-68ini, che del futuro altrui hanno combinato le peggiori nefandezze. Me lo ripetevano le persone vicine, quando chiedevano di saltare una rata da pagare delle cose che mi dovevano, me lo ripeteva mio padre che alla mai età spaccava il mondo.
Grazie mille, peccato che ieri guardavano al futuro con un'ottica del contratto a tempo indeterminato, potevano comprare casa, avere servizi quando andavano negli uffici, pagarsi una RC auto senza troppi intoppi ed altro.
Oggi non va proprio così e piuttosto che guardare il futuro con speranza, lo guardi con paura, con una paura che non è dovuta ad una singola causa, bensì tante che vanno da una Paura di un lavoro in nero che non sai se termina, alla paura di un tetto tuo sopra la testa che ancora non hai, alla paura di dover litigare con i proprietari dei fondi per raccogliere degli asparagi a... ancora altre paure.
Si potrebbe provare a guardare il futuro con fiducia, ma la fiducia vuole dei risultati per i bisogni per dare l'assenso a proseguire.
Buona fortuna ed:
AVE ATQUE VALE.

mercoledì 6 aprile 2011

Dimenticare .



E' possibile .

Come cantato nel ritornello da Luca Carboni e da altri artisti:

Con un po di fortuna si può dimenticare.

Dimenticare purtoppo non è facile, è un processo lungo e laborioso che si lega al ricordare in una maglia perversa attraverso cui attimi di vita o vengono persi o vengono trattenuti.

martedì 5 aprile 2011

Roba da.. .

Palermo, Addaura: Buttare.

Da un po di tempo mi sento la testa un po costipata: troppe cose da ricordare, principalmente persone, fatti ed emozioni. Di certo avere una rubrica telefonica intasata da quasi 300 contatti che uso raramente o quasi mai, non aiuta a dimenticare, anzi, quando l'occhio cade sull'immagine di una persona, si attiva il meccanismo del ricordo non sempre pieno di cose buone.
Ricordare ciclicamente le cose non è che aiuti molto, c'è bisogno di metterle da parte, di buttarle. Una volta buttavo forzatamente le cose in discarica, cioè mi imponevo di dimenticarle. Ad un certo punto mi sono ritrovato con la testa così satura di ricordi buttati alla rinfusa in discarica che la testa mi esplodeva.
A mie spese capii che le cose per esser dimenticate hanno bisogno di un processo attivo, partecipato, selezionato. Un foglio elettronico dove mettere a dormire i contatti in surplus della rubrica, un blog a cui affidare l'onere di tenere a mente le date calde, uno scanner che inizia a macinare fogli su fogli di pezzi di carta che non mi voglio più trovare tra i piedi ma che ho voglia di buttare e custodire solo in formato digitale e lì lasciarle.
Una volta preso dalla foga mi misi a cancellare le foto di una persona cara, ancora oggi mi mordo le mani per averle eliminate definitivamente, quanto mi mancano. Praticamente mi sono scavato con le mie mani un buco nero di memoria, dove prima c'erano delle foto, oggi non c'è più nulla. Peccato, fa ancora male.

giovedì 31 marzo 2011

Strano cocktail .

Il colore rende l'idea .

Poco fa stavo compilando un curriculum vitae da presentare a Posteitaliane e ad un certo punto dentro si sono fatte strada due emozioni: Paura e Solitudine. Come due bevande versate in un medesimo contenitore, i due liquidi si sono mescolati, si sono fusi, dando origine ad una nuova sensazione: più strana, più fredda, più forte.
Forse sarà la stanchezza per una giornata piena, forse sarà la paura del futuro che mi prende, del nuovo, dell'ignoto, forse avrei voglia di un angolino dove poter accucciarmi e riscaldarmi. Forse....

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.