lunedì 24 marzo 2014

Il sorriso .

Note di colore per l'anima .
Quanto sia forte e seducente un sorriso femminile ancora non lo sapevo. Uno in particolare mi è scivolato dentro, mischiandosi come china liquida e colorata all'acqua interiore.
Vedo una donna sorridere e cerco il sorriso altrui.
L'amaro invade la bocca, il volto non lo trovo, i connotati hanno caratteri diversi, gli occhi non sono di quel verde militare triste, il sapore prende i toni della delusione. Il passo è ceduto alla tristezza, la voglia di lavarmi interiormente e scordarmi molto mi prende.
Altra acqua ha da scorrere prima che i colori vengano diluiti e l'acqua interiore torni pulita.
Capita..

giovedì 20 marzo 2014

Cose da Fare .

Le cose cambiano .
Giornata bella, camminata sotto un bel sole ed in buona compagnia, gita a Tindari ed un ottimo pranzo. Nuovamente camminata nella riserva naturale di Marinello e sono arrivato .
Giornata impegnativa, torno a casa stanco come non mai e sento i colpi della sorella mia arrivarmi di sopra.
Rifletto, penso e ragiono, forse troppo, c'è da uscirsene fuori da questo diallele. Fare una lista delle cose da fare? Già fatta/e, troppo lunghe ed ingestibili. L'ultima evoluzione è scrivere alla cosa da fare il giorno del concepimento, della sua nascita o cassazione, oltre i giorni trascorsi, ma mi sembra da regime militare. Intuizione. Suddividere le varie “cose da fare” secondo un'ottica in cui Io sono al centro.
Se la cosa da fare mi riguarda in pieno, sono di fronte ad una Necessità. Se la cosa da fare riguarda una relazione presa con secondi siamo nel campo degli Impegni. Se dovesse riguardare una relazione con Terzi si andrebbe a parlare di Obbligo. Se dovesse riguardare me in relazione al futuro, sono nel campo dei Progetti.
Il confine non è ben chiaro tra i tre ( o quattro fate voi) campi/fogli, che una volta compilati verranno scannerizzati e custoditi per non far carta inutile, ma già porsi la domanda se la cosa mi riguarda e come mi potrebbe interessare, è un passo avanti verso la semplificazione della vita.
Un piccolo passo dal punto di vista altrui, una bella pagina bianca che si apre nella mia vita in un periodo impegnativo per me.

martedì 18 marzo 2014

Il suo Silenzio .

Mi fece male al cuore.
Mi fa male al cuore il suo cupo silenzio .

La linea si chiude, intorno il Peloro Jonico versa lacrime per me su un lungomare di Alì Terme, da cui sotto la pioggia si vedono in lontananza le Calabrie.
Da quel 14 Novembre in poi il Silenzio.
Come se il mare l'avesse inghiottita, portandosi via Lei e ciò che Lei era per me, non lasciando nulla su cui piangere. Una notizia da cui trarre conforto, un ciao, un arrivederci, un “son viva”, un “come stai?”, un pensiero. Niente.
Tabula rasa, finito in discarica, nel dimenticatoio. Da come mi ha lasciato per la sua parte deduco che non valevo molto. La cosa mi corrode le carni, mi sento come un pupazzo usato e gettato.
Un po come fu per l'amicizia ( almeno per me ) con Tommaso, dall'oggi al domani scomparso e riemerso quando aveva bisogno.
Non può essere una macchina, indifferente alle emozioni umane. Avrà provato qualcosa, ma lo avrà percepito? Forse avrà spinto in profondità ciò che provò, ma prima o poi riemergerà .

mercoledì 12 marzo 2014

La morte non è niente.

Narcissus tazetta L. a Capo Milazzo .
Finalmente un balsamo lenitivo per un profondo lutto che mi ha segnato e provato. Si può uscire, si può continuare a vivere.

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace. " .

Henry Scott Holland

Quando finirà ?



Amelie Soundtrack - Yann Tiersen - Album completo

Avevo cercato di evitarla con Etta, che felicissima mi aveva dato il film ed Io non volli vederlo volontariamente. Lo evitavo come si evita un appestato . Sapevo che mi avrebbe toccato parti dolenti, sofferenti, maciullate, doloranti. Mi ritrovo a 1'300 Km lontano da casa, con Te che vuoi farmi vedere il Film. Mi domando “Perchè no?”, acconsento ed il film scorre sullo schermo.
Appollaiati come una coppia, ci stringiamo sul divano l'una acconto all'altra, il video inizia ed Io mi sento trascinato per quella mia parte dolente, sofferente, di eccessiva fantasia e sensibilità, come se mi avessero tirato fuori da una bara e mi avessero messo alla luce.
Mi sento catapultato dentro al film, assorbo fotogramma dopo fotogramma, fortunatamente la squadra rimozione entrerà in azione per rimuovere queste marchiature a fuoco della memoria. Guardo il film apprezzando le inquadrature, le luci, le ombre e la colonna sonora. Le note mi entrano nell'animo e lo solleticano, come vento caldo d'estate.
Capitolo, crollo, sono a pezzi, per le emozioni, per il film, per Te, per la situazione irreale che sto vivendo, perchè so che sto perdendoti, per il poco sonno notturno. Sprofondo in un sonno nero, torvo e senza sogni, come un pugno in faccia, crollo sul divano e dormo.
All'aumentare della musica in sottofondo mi desto, ho perso una parte del film, trovando il tuo volto contrariato a riprendermi nel dormire e non seguire il film. Sorpreso, evito di esser contrariato, condivido l'esser solito dormire di pomeriggio e che in questi giorni non ce n'è stato modo, aggiungendo un pizzico di ilarità ed allusività alle possibili cause. Cerco di sdrammatizzare e riderci su, ma noto che per te è un altro casus belli a cui appigliarti. Mi dico tra me e me “maledizione”.
Poi sono nuovamente preso dalla colonna sonora e la mente va ai momenti di quel pomeriggio diventato sera, con in sottofondo la colonna sonora che girava per ore.
Dove sei finita? Dove sono finito? Chi sei Te? Ma sopratutto, cosa ci faccio Io qua? E vorrei piangere, scappare, ma devo attendere altri giorni prima di potermi imbarcare e tornare a casa. Giorni che saranno uno stillicidio mortale, dove a poco a poco danzerai sempre più sola in un sabba per me mortale, mentre Io bruciai a poco a poco nell'altrui indifferenza.

venerdì 28 febbraio 2014

Carillon .



Amelie Soundtrack 15 - Soir de fête alias Serata di festa .

Sono ancora qui, a togliermi le frecce nere conficcate nel costato, una ad una. La canzone “Soir de fête” ovvero “Serata di festa” scorre dal lettore multimediale. A metà brano inizano ad emergere le note di un carillon. Tra una suonata malinconica di fisarmonica e quel battito di mani ritmato, prima in sordina, poi via via più marcati, prendono spazio ed infine divengono l'unico strumento musicale della canzone le note del carillon.
Un carillon, un fottuto e bastardo carillon, uno dei tanti che vidi appollaiati come avvoltoi del malaugurio sulla libreria, a cui non diedi tanta retta perchè li scambiai per bomboniere, ma di cui mi ricordai della loro esistenza/importanza, proprio quando uno di loro musicò la nota di addio.
Lì fu un flashback, una botola che si apre sotto i piedi e ci sprofondi dentro senza freni.
La prima volta varcata la soglia e giunto nel salone, l'occhio mi cadde sui carillon. Il mio Marte interiore gettò un urlo di pericolo. Un grido di disperazione, un allarme di pericolo: Scappa !!!! Vattene via!
Rinforzato da miti consigli:
- Fabio a te i carillon non sono mai piaciuti, ricordi? 
- Ricordi quando ne smontasti uno che particolarmente ti piaceva per forma e  canzoncina? Fosti affascinato dal suono prodotto, ma la cosa che ti incuriosiva era capire come funzionava. 
- Ricordi? Lo apristi, lo smontasti pezzo a pezzo, arrivasti a trovarne il cuore, la ruota dentata con i punti sbalzati per dare tempo e note girando. Pizzicando i denti del pettine metallico che a tua volta suonasti, suonava la musica. Ricordi? 
- Ricordi? Il pomeriggio passato a capire che erano i denti metallici stuzzicati a suonare, ed ogni tamburo suonava una e sola una canzone? 
- Ricordi il senso di sdegno profondo, di tenaglia alle budella, quando capisti che quel carillon avrebbe suonato per sempre solo ed esclusivamente quella canzoncina? Che non avrebbe suonato alcun'altra musica? Che tutto era fermo ed immobile eternamente in quelle note suonate all'inverosimile? Si provasti a farlo girare più velocemente e lentamente, ma la canzone era la stessa. Ti sdegnasti, ti si strinse lo stomaco, quasi vomitasti. Prendesti il martello e teneramente gli scaraventasti un colpo secco e duro al carillon sul bancone di lavoro di tuo padre che non suonò più.
Avevo rimosso i carillon, considerati un oggetto infernale perchè suonavano solo ed esclusivamente una canzone, per sempre.
Trovatomi davanti una parete di carillon, ignorai l'urlo di pericolo. Spero abbia capito la lezione, non c'è da fidarsi delle persone che ascoltano o collezionano carillon. Non ne vale la pena e non c'è da fidarsi, se non si vuol esser fatti a pezzi a propria volta sulle note di quella canzoncina dolcissima suonata all'inverosimile.
Forse è anche meglio che mi dia una calmata con lo smontare l'idea di Lei. La smonto pezzo a pezzo per poi romperla e buttarla via? Forse ho solo bisogno di darmi delle risposte, ma quello che vedo non mi piace per nulla.

Il materiale audio e video appartengono ai rispettivi proprietari.

Dono.

Gratuitamente .
Sono un AVISino e periodicamente, anonimamente, volontariamente e sopratutto gratuitamente, mi reco al trasfusionale o ad un centro di raccolta associativo per donar sangue o emoderivati.
Per me il concetto Donazione si salda fortemente ed insolubilmente al concetto Gratuito. Una donazione è tale se Io al prossimo cedo un qualcosa di mio o di me, senza che ne tragga vantaggi o favori da ciò che ho dato. Se dovessi cedere qualcosa di mio ad un'altra persona con interessi, non sarebbe più una donazione ma altro: scambio, baratto, vendita, mercificazione.
Leggo i tuoi scritti: libri, messaggi, sessioni di chat, ciò che abbia lasciato un segno dei tuoi pensieri e che il tempo e la rimozione non abbiano cancellato indelebilmente. Li leggo con occhi diversi, staccati, disillusi, freddi, quasi cattivi.
Un pensiero salta all'attenzione, finalmente è il suo turno per non diventar pensiero interrotto, a più riprese affermi la tua sorpresa nel ricevere un dono da una persona e per di più gratuito. La cosa a gli inizi mi sorprese e quasi mi preoccupò, dato che per me donare è una cosa normale, ma quello che non mi quadrava era la tua sorpresa nel ricevere e nel non dover dar nulla in cambio, cioè dover contraccambiare, saldare, pagare, dare in dietro, scambiare.
Sulle prime pensavo una piccola sfumatura della tua personalità. Poi con il passare del tempo capii che a te hanno fatto pagare tutto, caro e probabilmente ogni cosa ha avuto un prezzo da pagare. Per me le cose si hanno un prezzo, ma quelle che Io scelgo di donare perdono di valore e di legame di fronte alla gioia della persona che la riceve che colliqua il legame verso un qualcosa che ho e che non mi creo problemi a donare: Sangue, un pensiero, una serata particolarissima, un cappellino, dolci, t-shirt, se avessi voluto anche la camicia che indossai..
Credevi che avessi presentato il conto e chiesto qualcosa in cambio? Mi dispiace per te se lo hai pensato. Io ti ho donato e se l'ho fatto, l'ho fatto per Te e perchè credevo ci fosse un Noi.