mercoledì 6 giugno 2007

Più tardi partita

La squadra che scenderà in campo .

Tra 20 ore precise disputerò la mia prima partita di basket con la squadra. Oggi pomeriggio c’è stato l’allenamento, un po’ turbolento e teso, speriamo almeno di onorare i nostri avversari. Giocheremo al palazzetto di San Filippo a Messina. Il medesimo campo che ha ospitato la squadra del Messina che un paio di anni fa militava in A2, un periodo fiorente per lo sport nello stretto che sembrava essere una occasione di rilancio per quella città sgangherata, derubata, sfruttata e povera che purtroppo è Messina e non si merita affatto.

Quando torni a casa e c’è qualcuno ad attenderti.

Sarà un disegno stupido, ma per me dona l’idea di chi attende il tuo ritorno.

Stasera, finito l’allenamento, sono tornato a casa come le altre volte. Vuoi per l’inizio estate, vuoi per la sera attardata, c’era qualcosa che si discostava dalla solita routine, ed era a casa mia.

Salutato Pierpaolo per andare alla dimora ed alzo gli occhi, vedo come al solito le luci accese in casa, ma c’è qualcosa di nuovo, una piccola figura dietro lo stipite della porta che mi guarda, una piccola sagoma che mi aspetta, non una qualunque ma una in particolare, riconoscibilissima tra altre 1000! Era Briciola che mi aspettava al balcone.

Avevo il cuore colmo di gioia nel vederla piccolina e tutta dolce sull’uscio della porta, li ad aspettarmi, ad attendere proprio me. Come ogni uomo che si rispetti prima di rincasare, mi sono annunciato con un dolce fischio, ne troppo forte o acuto, il medesimo usato dal mio babbo quando ritornava dal lavoro.

Non so se mai questo post verrà letto da qualcuno, ma una cosa voglio dirla a te navigatore dei mari di Internet: puoi navigare per tutti i posti conoscibili, approdare in luoghi sconosciuti, conquistare vette irraggiungibili, ma la gioia che ti da sapere che sull’uscio della tua dimora ti aspetta la tua donna, ti riempie di una gioia senza prezzo. Addio cybernauta affrettato, addio, auguro a te di trovar sempre qualcuno ad attenderti nella tua dimora.

martedì 5 giugno 2007

Le rose della mia campagna.

Le rose raccolte in mattinata .

Stamattina dopo la visita dalla dottoressa, ho fatto un salto a salutare i nonni. Baci, abbracci, regalini, sorrisi, scherzi e tanto affetto, abbiamo passato una buona mezz’ora assieme. Il tempo è volato ma le tante cose da fare restavano per cui sono dovuto andar via, ma si può dire che i nonni non mi lasciano mai andar via a mani vuote. Preso il motorino e fatta rotta per casa, mi è venuto in mente l’assenza di fiori in casa quindi, sterzato il motorino, la nuova meta ora era la campagna.

Varcato il cancello, ho sentito gli odori di una campagna bagnata, lavata da quattro giorni filati di pioggia. L’odore emanato da un ulivo bagnato è qualcosa di indescrivibile, senti l’umido entrarti nelle narici, il fresco baciarti la schiena ed un forte senso di sole emanato dalla pianta.

Preso il trinciante per foglie, mi sono avventurato nei roseti tra i fiori pronti a sbocciare. I boccioli semichiusi freschi di pioggia sono belli a vedere, ma da lontano, se non le spine ti falciano: guardare ma non toccare ;-)

Presi i fiori più freschi, ho fatto un bel fagottino ed in men che non si dica sono tornato a casa. Le più belle rose le ho preparate e più tardi le regalo a Briciola. Speriamo siano di suo gradimento ! :-)

Visite .

Quando le mani si stringono si creano grandi cose.

Ieri lunedì 4 giugno, abbiamo fatto le visite all’AVIS. Ne ho chiamati 9, ne sono spuntati 7. e’ stato un susseguirsi di persone, chiamate, telefonate, pratiche, schede, rilevazioni di pressione, cartelle cliniche, salti per muoversi da una stanza ad un’altra, risate, scherzi, bimbi che sgattaiolavano per la sede, sorrisi, strette di mano e momenti di spensieratezza.

E’ stata una bella giornata, piena di vita sociale, di persone che volevano stare assieme nel condividere una stessa idea: noi che siamo bene, ragazzi, ragazze, madri, uomini, donne e padri spendiamo cinque minuti nel pensare a chi è più sfortunato di noi e magari iscriviamoci all’AVIS, così li aiutiamo.


lunedì 4 giugno 2007

Festa di compleanno .

Le torte che hanno deliziato la serata. Sopra: crostata di albicocche Sotto: sette veli :-)

Giovedì 31 Maggio la mamma della mia ragazza, ha compiuto gli anni. Con parte della sua famiglia e degli amici più cari, ci siamo trovati a cenare a casa della cugina Silia e di suo marito Enzo. Gente alla mano, grandi lavoratori e concreti.

La signora Silia ha preparato una cena da leccarsi i baffi. L’antipasto era con salame, formaggi e carciofi a vapore.

La pasta era di una semplicità di ingredienti, ma dal gusto buonissimo, che se chiudo gli occhi ancora mi ricordo il gusto: Pasta e patate. Il piatto era fatto con vati tipi di pasta corta, patate tagliate a piccoli cubetti, pancetta, peperoncino, basilico e parmigiano, solo una cosa: BUONAAAAAAAA!

I secondi si sono fatti strada con prosciutto e melone, insalata patate bollite, pomodori, cipolla, olio, sale ed origano, scaloppine al limone ( leggere ma dal forte gusto ), il tutto accompagnato da pizza formato famiglia alla margherita e da vino rosso ( che io non ho bevuto).

Il pezzo forte doveva ancora venire: il dolce. Pasqualino Alacqua ha preparato al torta sette veli, un tripudio di gusto a base di noci, pan di Spagna e cacao. Alla fine l’hanno piazzata davanti a me ed io ho avuto l’ingrato compito di fare le ultime porzioni.

La signora Silia ha fatto la crostata in casa, bella e buona, ma l’ingrediente segreto era la confettura di albicocche locali, anche questa fatta in casa. Me la sarei mangiata tutta, magari inzuppata nel latte la mattina, o al pomeriggio con un buon bicchiere di aranciata. Tutto era buono e la signora Silia mi ha fatto assaggiare pure il pane che lei ha preparato in casa, soffice, ben cotto e leggero. Una donna di altri tempi, dalle mille doti.

La mia fetta di torta 7 veli .


domenica 3 giugno 2007

Ora il mio Blog ha il contatore delle visite.

Ecco il contatore, ma potete apprezzarlo sul lato sinistro della pagina web.

Dopo un paio di giorni di peripezie con il linguaggio HMTL, finalmente il mio contatore visite ha visto la luce nell’Isola di Melee.

I problemi si sono presentati nel dove inserire il codice generato dalla ShinyStat; ma leggendo la loro guida ed interpretandola ed adattandola alle mie necessità di Blogger e non di MSN, ci sono riuscito! Lo potete ammirare sul lato sinistro della pagina.

L’ho battezzato: Le orme sulla sabbia di chi passa nella mia isola. Il perché è semplice, così come osservi quante orme sono state lasciate da chi passa su di un lembo di spiaggia, allo stesso modo il contatore mi permette di vedere chi transita dalla spiaggia della mia isola per poterla vedere. Colgo l’occasione di ringraziare pubblicamente la ditta ShinyStat, per la disponibilità di ShinyStat free.

Devo dire che mia madre mi ha dato una mano a scegliere il colore ed il formato del contatore, quindi posso dire di non esser stato lasciato solo in questa nuova piccola avventura. :-)

L’AVIS dovrebbe fare.

l 31 di Maggio ho incontrato Damiano, un caro amico, dalla barba argentea ma dallo spirito giovane. Purtroppo gli è venuta a mancare la sua compagna, una neoplasia se l’è portata via in meno di una settimana. Anche con lui si è aperta la discussione: l’AVIS dovrebbe fare.

Il “dovrebbe fare” in questione sarebbe la visita annuale di routine, ma subito osservo: con quali risorse umane? Vogliamo spremere il nuovo dottore appena arrivato? Bene, e come le organizziamo le visite? Quali priorità bisogna assegnare? Quali e quanti sono i soci effettivi? Chi li dovrebbe chiamare? Io? Ma se per i talassemici eterozigoti c’è stato un lavoro immane, iniziato l’anno scorso e che ancora deve finire?. Silenzio di pietra. Ci sarebbero tante cose da fare, ma invece delle tante persone necessarie, siamo in pochi.

Forse prendo tropo a cuore la causa dell’AVIS, forse sono troppo preciso nel fare, forse nel fare le cose ne vedo subito o quasi i passaggi necessari e mi assale un senso di sconforto quando chi mi parla lo fa tanto per parlare e non per realizzare, forse sono pessimista, forse sono meticoloso e scassa cazzo, o forse sono in una città ( Milazzo ) dove piace a tutti parlare, ma soprattutto criticare basta. Non saprei, ma comincio ad avere problemi nel trovarmi all’AVIS, o forse è Milazzo?

L’immagine appartiene al suo proprietario, di cui invito a visitare il blog: http://blog.loaz.com/timwang/