mercoledì 21 gennaio 2009

Il ponte del veliero .

Il ponte del “vascello” pirata.

Stavolta più che di un nuovo lembo di terra dell'isola di Melee, si tratta di una dependance, dato che un ponte di nave sulla terra non è che si sia visto, a meno che la nave non si sia arenata o altro.

Scherzi a parte, in questo nuovo angolo di riflessione trovate tutte le figure che possono transitare e sfilare su un ponte di una nave: mozzi, marinai, guardiamarina, sottufficiali ed ufficiali. Ma anche personaggi, o persone il cui modo di il cui modo di fare è riportabile ad una maschera indossata, in pratica un ponte di nave anche un po palcoscenico di teatro dove si avvicendano i vari personaggi della commedia della vita, con le loro caratteristiche, i loro pregi, i loro difetti, le loro pienezze e le loro lacune.

Il nuovo spazio nasce sempre in funzione di necessità. La primaria è cercare di svuotare lo scaffale de “Il microscopio allontanatore”, oggetto di miei numerosissimi post e coacervo dove trovarvi qualcosa è a dir poco difficile; insieme a qualche post de “ Il mirino del cecchino”. Come tutte le cose belle, originano altri figli, tante nuove idee, che proliferano e si ampliano per poi presentarsi come validi strumenti.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura, mentre vado alla ricerca dei vecchi post in cui già in embrione vi erano le idee qui puntualizzate e chiarificate con questo nuovo spazio.

AVE ATQUE VALE

martedì 20 gennaio 2009

L’adolescenza negata .

Un motorino adolescenziale .

Un problema di incomprensione tra me ed una mia amica si presentò sull’età delle amicizie da frequentare. Lei propensa nello scegliere amicizie molto più piccole, in età adolescenziale, io propenso a gente coetanea o al più maggiorenne.
Memorabile fu il discorso in cui condivise la sua esperienza di un piccolo viaggio su un motorino cinquanta.
Era seduta dietro, abbracciata al conducente, con il vento in faccia ed i capelli svolazzanti, tutto questo le donava quel senso di libertà, tipico del poter girare su un mezzo a lei negato, e del modo di pensare fresco e senza pre – concetti di chi le stava accanto. Questo le faceva invidiare il ragazzo alla guida, dato che a lei tutto questo non le era stato concesso, perché le si aprì solo la strada dei libri e neanche poté divertirsi per la sua età, dato che doveva essere seria e doveva studiare.
Povera amica mia .

lunedì 19 gennaio 2009

Olive .

Quel che resta delle olive alla calabrese.

Ieri mentre con Davide si pasteggiava a salame tipo Sant'angelo, provola sfoglia di Floresta, lardo al peperoncino qb con un filo di pancetta affettato, pane di Floresta ed il tutto annaffiato con del Nero d'Avola Torre dei Venti, mi sono ricordato delle olive alla calabrese in sacca e le ho messe sul desco.
Eravamo seduti sul crinale di una montagna, dalla quale si dominava un paesaggio di vallata invernale che spaziava da Floresta a Randazzo, con l'Etna innevata e le sue bocche di fuoco secondarie dominanti la scena.
L'argomento della discussione è caduto sulle olive ( da me sbadatamente dimenticate ) e sulla passione condivisa per il frutto. Condite, semplici, nere greche, in salamoia, passuluna ( che si avvizziscono addolcendosi ), praticamente in tutte le maniere.
Le migliori olive per entrambi erano e rimangono quelle preparate e vendute dalle zie di Davide, nella storica bottega del Capo di Milazzo delle “ Signorine ”. I loro cavalli di battaglia erano le “olive verdi condite” e le “olive nere greche”, delizie del palato, che si sposavano perfettamente con gli insaccati per i panini imbottiti.
Da qui nasce una considerazione personale: La rievocazione di un evento passato, è piacevole, ti permette di riassaporare le emozioni sentite in quel momento.
C'è da aggiungere un altro particolare. Il momento passato, insieme a tanti altri, sono stati come piccoli momenti che andavano a cesellare e ad abbellire un momento più grande vivo di presente ( mentre scrivo passato ), in cui spettacolarmente ci siamo inerpicati per montagne, avventurati per boschi, camminato per strade costeggianti torrenti, rotto per curiosità lastre di ghiaccio simili a vetro, goduto di paesaggi mozzafiato, parlato con gente del posto e tra noi di vita quotidiana con i rispettivi problemi, corse di una 600 Vs fuoristrada ( Cavallo pazzo & Batman ), visto 2 cavalli liberi neri prati che si rincorrevano ( 1 maschio l'altro femmina e capirete cosa voleva fare il maschietto ) e tantissimi altri momenti stupendi di presente.
Per cui rievocare i momenti belli del passato è una cosa piacevole, se momenti belli non ce ne sono stati non c'è nulla da rievocare, ma comunque vada il momento di rievocare è un momento finito e definito colto tra due momenti di un inizio ed una fine, mentre intorno ci deve essere un presente vivo e spettacolare. Se no si rischia di giocare al Dott. Frankenstein, dove il momento presente è morto e svuotato, il cui unico obiettivo è riempirlo all'inverosimile di momenti passati.
Se i momenti passati per i rievocatori sono piacevoli, che facciano pure, ma se per me i momenti passati sono spiacevoli, io che ci faccio ? Mi fracasso i coglioni tutta la serata, giornata, pomeriggio o qualunque intervallo di tempo dedicatovi, mentre il presente scorre via? E a me quel tempo trascorso così chi me lo restituisce? Degli altri momenti di frenetica rievocazione ? Ma dai..
W il presente e che il passato sia bello o brutto che sia trascorso.


sabato 17 gennaio 2009

Fai una cosa che ti piace .


Da un po di tempo pensavo a come gli altri ti vedono mentre fai qualcosa. Poi mentre passeggiavo, i pezzi del rompicapo si sono assemblati da soli, venendo fuori la seguente considerazione:
Se fai una cosa ce a te piace, gli altri si accorgeranno di te , perché sei in un momento in cui la parte buona, bella di te stesso esce fuori allo scoperto. Gli altri se ne accorgono e fanno di tutto per prendersela.
Dall'altro lato, se stai facendo una cosa contro voglia, anche la più semplice o stupida, chiunque tu abbia accanto, ti lascerò stare e sarai più solo di quando sei nel cuore della notte.
Per cui alla fin fine è sempre meglio fare le cose che ci piacciono o al limite farci piacere le cose, ne uscirà fuori un modo di vivere migliore.



giovedì 15 gennaio 2009

Utensili di vita .

Alcuni esempi, ma non sono solo questi .


Sulla scia di nuovi spazi aperti nell'isola, nati per rispondere a nuove necessità che 2 anni fa neanche si prospettavano ma mi frullano per la testa, inauguro un nuovo angolo dell'isola: Utensili di vita.
Lo spazio nasce in base ad una osservazione: nella vita servo strumenti. Gli utensili necessari comprendono tutto ciò che sia utile per una attività, sia essa un mestiere, una professione, una scelta e anche per la vita. In pratica gli elementi necessari per poter vivere, fare, costruire, capire, spiegare, amare, viaggiare, demolire, etc. Perché fin da quando siamo scesi dall'albero e siamo stati sulle gambe erette, abbiamo capito che avevamo bisogno di utensili e fintantoché ne cerchiamo di nuovi e di più utili progrediamo. Per cui non mi resta che dire:
AVE ATQUE VALE.



Fresie .

Quando le ho piantate il 27 Novembre dell'anno scorso.
Mercoledì 14 Gennaio 2009

Che mi piacciono le piante è un dato di fatto, e un posto particolare va alle fresie.
Produce un fiore dall'intenso profumo, che entra nelle radici e mi inebria. Le piantava sempre mia nonna, in campagna, in giardino e a casa sua non mancano mai, per cui il primo profumo che balza all'attenzione appena varchi casa sua è proprio quello di fresie: dolce, fragrante, di erba fresca, di aria, di sole, di vita, semplicemente splendido.
E' stata la prima volta che ho provato a piantarle, iniziando con 5 bulbi. Sono gemmate 4 piantine, avendo un rapporto di germinazione di 4 a 5, con 1 solo assente, posso dire di aver avuto un buon risultato. Potessi piantare decine di conchini , sarei felicissimo, ma intanto inizio con questa piccola prova, poi si vedrà.


mercoledì 14 gennaio 2009

Life of a jar .



Povere provette, quanti utilizzi ci possono essere in una corsia.