lunedì 8 maggio 2017

Dicotomia .

Spaccata .

Hai una bramosia di fottere, ma una gran paura di esser penetrata.
Vorresti essere inondata da litri di eiaculato, ma hai una paura feroce del seme su Te.
Hai voglia di sentirlo in ogni dove, ma appena avvicinatoti al vestibolo è un continuo spostarsi, inarcarsi, togliersi, mettersi di traverso, contrarsi, ritrarsi, scappare, deviare, andarsene, togliersi.
Vuoi prenderlo, ma dettoti “mettitelo dentro” è un tormento di ansia, tenderti, inarcarti, paura di restare gravida.
Hai una voglia bramosa di provarlo lì, memore dell’aver assaggiato qualcosa, ma appena non è il qualcosa a spingere, è nuovamente un inarcarsi, un tendersi, uno spostarsi, un “No, non voglio”, un irrigidirsi, un mettere la mano e toglier via.
Hai voglia di fare sesso a tre ma hai il terrore del dolore delle penetrazioni, l'unica cosa che passa è la bocca, abbondantemente...
Vuoi una storia, ma non vuoi stare dentro alla storia.
Vuoi una persona tutta per Te, ma non riesci a starci accanto.
Vuoi l'uomo della tua vita, ma non lo vuoi nella tua vita.
Vuoi l’altro si leghi a Te, ma non vuoi legami su di Te.
Provato a far spazio tra questi punti estremi, al fine di ricercavi la persona, si alza la solita cortina fumogena del “non lo so”. E' un ripetere “non lo so, non lo so, non lo so, non lo so...
E' un disco rotto che si ripete ed Io voglia di ascoltarlo non ne ho voglia. .

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.

Sbucciato .

Come una mela .
Il caso ha lanciato i dadi ed il risultato è quel che è stato.
Esco da casa con lo zaino sulle spalle ed un bel senso di leggerezza in tasca. Sarà l’aria della prossima primavera, le giornate che si allungano o la possibilità di poter lavorare in modo un po più continuo. Cammino volando sul marciapiede dai mattoni dorati.
Arrivo all’angolo del Impallomeni, mi volto a sinistra per vedere se sopraggiungono auto, la carreggiata è sgombera. Posso passare. Mi sento di allungare il passo, lo faccio, arrivo al condominio Giallo ed incrocio Te uscirne dal portone.
E’ un baleno, ti saluto, ma sento dentro una molla scattare in direzione Tua. Come attratto ti fermo ed iniziamo a parlare.
Domande di rito, come stai, cosa fai. Poi butto i dadi stavolta Io sul tavolo ed affermo.
Mi sei mancata, ti ho cercata per molto tempo, sei scomparsa, una parte di Me ti reclama, ti vuole, mi manca il tuo sorriso, parlare con Te, quella di Bergamo si è presa la domatura della mia rabbia, era tua. Vado come un fiume in piena, mi manca il profumo della tua pelle, mi manca far l’amore con Te, mi manchi. Mi dispiace di averti trattata male, mi spiace di averti urlato, mi aggiungu che ti ho pure bestemmiaTO.
Deglutisci, pausa silenzio.
Io sono uscito nudo verso Te, ma non accenni a schiodarti, con gli occhi lucidi che conosco di Te ed il tuo silenzio con cui mi hai ripagato numerose volte, anche stavolta il silenzio cala. Forse un pizzico di compassione ti porta a dirmi “è passato tanto tempo, siamo cambiati”. Però capisco e te lo dico che ancora stai con Fabio, te lo leggo sul volto.
E’ un salutarsi velocemente, quasi in imbarazzo è più un addio che un arrivederci. Nuovamente  provo quella sensazione di vuoto e di mancanza che sentii con Te e con Rossana.
Poi una domenica 23 aprile del 2017 capii e vidi che eri di un altro e non mai più mia.

sabato 6 maggio 2017

Strategia .


Non solo nei giochi .



Ragazzino, scopro Civilization di Sid Meyer's ed è amore a prima vista. Da tempo cercavo un gioco strategico ad ampio respiro, con possibilità di espandere il gruppo gestito ed utilizzare tattiche per vincere.
La strategia seguita prevedeva lo sviluppo commerciale all'inverosimile, assieme al forte sviluppo tecnologico. Costi quel che costi, c’era da costruire le meraviglie del mondo per primeggiare, ma anche per averne vantaggi nel pratico. Scoprire il più possibile la mappa e magari cercare di scambiarla con altri ( non ricordo se l'opzione era possibile in CIV I), comunque l'obiettivo era vincere.
Ma un vincere non in maniera subdola, ma ragionata, nascosta, velata, non far vedere, celare il più possibile, fare in disparte, semi clandestino, per paura di essere scoperto, di essere interrotto e se ciò accadeva era un resistere ad oltranza sulle postazioni.
Celebre una partita in cui mi ritrovai a seguire la mia solita tattica con il popolo francese. Convinto che la vittoria era in pugno, visti i miei sviluppi discreti in campo economico, i non grossi sviluppi topografici, industriali e sul commercio mi ero dedicato a scambi con la piccola Cina, di lì a poco conquistata. Conseguenza fu la perdita di una grossa fetta di rimesse economiche dalle esportazioni.
La terra a disposizione non era molta, per cui le città le avevo fondate su territori striminziti e frastagliati in numerose isole disseminate ai quattro angoli. Durante un impeto sub – coloniale fondai nuove città, ai margini della mappa e su isole ancora più distanti e lontane, fino a dove prima non avrei piantato una fava. Vuoi la necessità di crescita, la necessità di monitorare parti di costa su cui periodicamente sbucavano incursioni dei famigerati Russi; il punto fu che riuscii a tirar fuori la stoffa e  Resistere.
Resistetti per un bel pezzo e riuscii a salvare diverse partite. Questo mi permise di procedere al caricamento di turni passati della medesima partita, in modo da poter tornare indietro nel tempo e cercare sviluppi  differenti quando mi ritrovavo in cul de sac di gioco: troppo debole, invaso, avversario troppo forte, bombardamenti nucleari. Cercai tutti i modi per non perdere.
Ad un certo punto il gioco diede i numeri. Non ne voleva più sapere di andare avanti, la partita si fermò proprio quando decisi di usare la strategia del “dividi ed impera”. Praticamente attaccai con tutte le mie forze la capitale della seconda superpotenza, in modo da ottenere due mezze super potenze. La strategia funzionava, ma il gioco in maniera curiosa si fermò e non ne volle più sapere di andare avanti.
Ora mi pongo un quesito: ma tutta quella maledetta capacità strategica, dove CAZZO è finita? Un briciolo portarmela nella vita reale no? Ne serve e come, sul lavoro, sullo studio, con i rapporti umani e con chi hai accanto. Serve tattica e Passione; se no il tutto si riduce ad una serie di inutili stratagemmi.
Ovviamente Stalin aveva sembianze paterne ed un parallelismo tra gioco e vita reale scatta..

L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.
Sarà dura far sintesi della storia con Valentina.

Poche ossa e molti cani .


Cesare Cremonini - Lost In The Weekend .

Poche ossa e troppi cani..

La telefonata si chiude con un senso di amaro misto a confusione. Ho preso un po di appunti ed il conteggio è il seguente:

1) Il primo a 19 anni ( 2006 ).
2) Un anno e mezzo ( 20 anni) e siamo al ragazzo di stima ( 2007 / 2008 ).
3) A 21 anni ( 2009 ) inizia l'Ombroso e fino al 2013 cala il segreto professionale.
Pausa.
4) Spunta il Tobias Moretti alla commissario Rex, di professione ingegnere aeronautico.
5) Dario che aspettò 2 anni per uscire con Lei.
6) Il palermitano quarantenne “saporito”.
Forse un po troppa confusione per una scopata, senza scordarsi che l'8 gennaio il “saporito” l'ha infettata con ciò che sospetto esser “tricomonas”.. A voglia che dica “vado di dietro quanto davanti e il condom non mi fa sentire nulla”, ma a me l'idea di infettarmi, fare la fila per entrare e ricevere un due di picche ogni volta che sono Io a presentarmi, non è che mi sembri una gran bella prospettiva. 


Mi sembra di giocare a fare il legionario che si cerca da solo la tribù di germanici nella selva di Teutoburgo.


L'immagine appartiene al rispettivo proprietario.

lunedì 27 marzo 2017

Primo giorno da Caterina.

Carne fradicia .

Da postribolo nell’antica Roma .
La telefonata si chiude all'improvviso, come uno scialacquone tirato dopo una cacata.
Perchè la sensazione provata è di esser stato usato come un cesso dove andare a defecare. Lei parla, parla, parla, appena provo a rivolgerle una domanda o ad essere Io a propormi, a Lei non và.
Lo schema si ripete, è lo stesso, tante storie passate, finite male, il ragazzo ufficiale per 1 anno e mezzo, poi il ragazzo con cui c'è profonda stima e rispetto, l'innominabile di 5 anni, il commissario Rex (principio di Alessandro è sempre valido e cioè se la donna vuole si fa tutto), Dario ed infine il Quarantene “Saporito” di Palermo.
Come se avesse bisogno di un lamentatoio dove sfogarsi, un sostituto psicanalista per il suo passato, dato che da quello presso cui andò a curarsi scappò di netto.
Di lei ho scoperto on – line qualcosa. Mi sono complimentato con Me stesso per il risultato raggiunto ed il grazie me lo dico omettendo ciò che so di lei a Lei. Sapere che lei non sa che io so mi dà un vantaggio a lei sconosciuto.
Quando le chiesi “Ma Io per Te cosa sono?” Un suo “Cosa?” ha rimbombato nella linea, ho capito che non gliene fotte un cazzo. Poi sono andato all'attacco con un mio affermar che le cose io vado e me le prendo, non ho bisogno di concessioni. Poi una discussione su fottute scopate che Lei si è fatta con dovizia di particolari sui membri dei partner. Poi la telefonata si è chiusa davanti ad un suo poter far domande a Me.
E' carne fradicia, marcisce ed è pure infetta. Ma chi cazzo me la fa fare a starle dietro? Puttana di postribolo di seminterrato. Forse l'idea di poterle fare un male cane dovuto alla valanga di bugie ed omissioni rivoltele, un briciolo del fottuto dolore bastardo che mi porto in grembo dopo Rossana, forse l'idea di alleggerire quella macchia nera che porto dentro, forse è questo ciò che mi spinge: l'idea che facendo del male in modo simile a come mi è stato fatto, possa alleviare un poco quello squarcio fetido e puzzolente che porto dentro dopo Rossana.
Squarcio fradicio.. Puttana.