sabato 16 giugno 2007

Solitudine & Vecchiaia un mix pericoloso.

Indice: Opera di Orazio Bellossi intitolata “ Solitudine ” esposta nel Maggio 2005 al TAIWAN CENTER FIRST INTERNATIONAL PASTEL OPEN JURIED EXHIBITION - NY - . Potete trovare altre sue tele all’indirizzo a
http://www.artedelpastello.com/bellossi/index.htm

Ieri mattina verso quest’ora squilla il telefono di casa. Avendo il terminale vicino alla scrivania dove studio, come abitudine rispondo, non l’avessi mai fatto. Era il vecchio prete della parrocchia che fino all’anno precedente frequentavo, dalla voce spenta, piena di dolori, stanca ed afflitta da una carriera di parroco di quartiere in mezzo alla gente finita da solo in casa.

Chiedeva aiuto, del tipo compagnia, e fino a qui sembrerebbe tutto nella norma quasi compassionevole, ma ragionando 5 minuti sul discorso successivo esce fuori lo schifo.

Tutta la comunità gli ha voltato le spalle perché ha approfittato di tutti, ha preso e preteso ed anche in questa occasione non si è smentito.

Voleva un ragazzo intelligente ma poco sveglio, acculturato ma che non faceva troppe domande, buono e servizievole, che prestava servizio quasi a gratis per fargli compagnia a casa. Magari un universitario come me, che in questo periodo di “vacanze” poteva prestare la sua disponibilità per questa opera pia. Che preferibilmente fosse della zona, o magari conosciuto e fidato.

A gratis? In periodo di Vacanza? Stare con lui? Intelligente ma poco furbo? Disponibile e poco impegnato? Ora glielo filavo al telefono. Va bene che dono sangue all’AVIS, ma lui si poneva come un vampiro! E che cazzo! Di ragazzi già ce ne sono pochi, dispersi tra pochi fessi che si buttano nella vita per inserirsi tra vecchi troppo vecchi che non volgiono mettersi da parte in un sistema sociale / decadente dove i posti si contraggono, le retribuizioni o sono misere o preferibilmente non esistono ed altri giovani che scelgon ola strada di non fare un cazzo ed aspettare. Se poi dobbiamo svenarci per nulla, addio solidarietà intergenerazionale del paese.

Mi dispiace di avergli voltato le spalle al telefono dicendogli: se glielo trovo mi facci sentire io, ma è ciò che si merita. Ha sfruttato chi gli capitava a tiro, non puoi dargli una mano perché si getta a capofitto su di te, non intende altre ragioni se non le sue e soprattutto si è chiuso in un mondo ormai arcaico e morto.

Credo che si spegnerà da solo nella sua grande casa vuota, con le perpetue che lo accudiscono saltuariamente, senza dei ragazzi o giovani uomini che lo stiano ad ascoltare: in solitudine e vecchiaia .

Nessun commento: